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DONNE - PARITA' DI GENERE: NEL CINEMA E AUDIOVISIVO TORNIAMO AL FUTURO. REGIONE EMILIA ROMAGNA INTRODUCE CRITERI DI PREMIALITA' E PUNTEGGI AGGIUNTIVI PER I PROGETTO GUIDATI DA DONNE
(2026-09-14)
“Congratulazioni alla Cineteca di Bologna, tempio internazionale indiscusso per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio audiovisivo, e al suo direttore Gian Luca Farinelli, che hanno conquistato il Leone di Venezia nella sezione Classici, per il restauro de La lunga notte del ’43, pellicola firmata dal regista ferrarese Florestano Vancini. E complimenti alla casa di distribuzione bolognese I Wonder Pictures, presente alla Mostra con diversi titoli, che ha visto premiate ben tre opere del proprio catalogo. Sono traguardi straordinari per due eccellenze dell'Emilia-Romagna, di cui siamo orgogliosi, capaci di ottenere riconoscimenti così prestigiosi che ne confermano il valore e la centralità sulla scena mondiale”.
Così l’assessora regionale dell'Emilia Romagna alla Cultura e Pari opportunità, Gessica Allegni, ha commentato la conclusione ieri della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Aggiungendo una rifles-sione sull’urgenza di far emergere e dare le stesse opportunità alle donne nel cinema. Su 21 titoli in concorso, infatti, a trionfare con il Leone d’oro per il miglior film è stata l’unica pellicola firmata da una regista (da sola), May el-Toukhy, con Woman unknown. A lei si aggiunge, Rachel Szor con il documentario Naza, diretto insieme al collega Yuval Abraham.
“Come ha ricordato in questi giorni la presidente di giuria, Maggie Gyllenhaal, ci troviamo davanti a un problema sistemico. Per una donna, fare cinema, in particolare dietro la macchina da presa, continua a essere un percorso a ostacoli–ha sottolineato Allegni-. Le difficoltà nell'ottenere finanziamenti per le proprie produzioni, la fatica nel vedere riconosciuto il proprio sguardo, sono barriere reali che penalizzano il talento delle professioniste. Il fatto che a vincere sia stata l'unica donna in concorso dimostra che la qualità del lavoro delle registe è indiscutibile; ciò che mancano sono le opportunità di partenza e la volontà di consentire ai talenti femminili di affermarsi. Il cinema ha il potere di plasmare l'immaginario collettivo. Ma se continuiamo a privarci delle storie raccontate dalle donne, priviamo l'intera società di una parte fondamentale della sua stessa narrazione. Le istituzioni hanno il dovere di passare dalle parole ai fatti”.
“Proprio per questo, come Regione Emilia-Romagna, abbiamo scelto di fare della parità di genere una colonna portante delle nostre politiche culturali– prosegue l’assessora- In particolare, nei bandi per il cinema e l'audiovisivo, abbiamo introdotto criteri di premialità e punteggi aggiuntivi specifici per i progetti guidati da registe donne o che vedono una forte presenza femminile nei ruoli chiave della produzione e della scrittura. Non solo: sosteniamo con forza le opere che scardinano gli stereotipi, affrontando tematiche legate all'empowerment e ai diritti e i set che prevedono servizi per le lavoratrici madri. Occorre che a ogni livello si faccia la propria parte, perché c’è ancora molta strada da percorrere per una piena parità anche nel mondo del cinema”. (14/09/2026-ITL/ITNET)
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