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DONNE - DIRITTI : ON.QUARTAPELLE (PD/ESTERI) : NEGLI USA LA CORTE SUPREMA TORNA INDIETRO SU LEGALIZZAZIONE ABORTO. D'ELIA (PD/PO) : STATI UNTI MENO LIBERI" ZANELLA( EUROPAVERDE) :CANCELLA LIBERTÀ FONDAMENTALE

(2022-06-24)

"I diritti delle donne non sono per sempre. Oggi è una brutta giornata." Lo afferma oggi con un twitter Lia Quartapelle responsabile Esteri del PD,  commentando la decisione della Corte suprema americana di abolire la sentenza Roe v. Wade che nel '73 aveva legalizzato l'aborto negli Usa.

Ora in ben 26 Stati USA scatteranno le leggi restrittive. Su 50 Stati, 26 (tra cui Texas e Oklahoma) hanno leggi più restrittive in materia. Nove hanno dei limiti sull’aborto che precedono la sentenza «Roe v. Wade», e che non sono ancora stati applicati ma che ora potrebbero diventare effettivi, mentre 13 hanno dei cosiddetti «divieti dormienti» che dovrebbero entrare in vigore entro 30 giorni  eccetto nei casi in cui la vita della madre fosse  in pericolo.  Gli Stati sono: Arkansas, Idaho, Kentcky, Louisiana, Mississippi, Missouri, North Dakota, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Wyoming.

Il Missouri è stato il primo a vietare l'aborto.  in TEXAS le strutture dove si effettuano interruzioni di gravidanza possono essere considerate «responsabili penalmente a partire da oggi, a meno che un giudizio medico ragionevole e appropriato indichi che l’aborto è necessario per preservare la vita della donna incinta.

Per Cecilia D'Elia, deputata del Pd e responsabile Parità della segreteria nazionale. “Purtroppo è avvenuto davvero. Quella della Corte suprema americana è una decisione sconcertante, che lede la libertà e l’autonomia delle donne. Da oggi non solo le donne ma gli Usa sono meno liberi. Questo dimostra che i diritti non sono mai al sicuro e vanno difesi ogni giorno”.



“Come ha ricordato la speaker della Camera, Nancy Pelosi, l’aborto, negli USA, è stato un diritto per 50 anni: oggi la decisione della Corte Suprema di cancellarlo, ribaltando la storia sentenza Roe vs Wade, è un insulto a tutte le donne, un attacco alla libertà fondamentale di decidere della propria salute riproduttiva. Di fronte alle reazioni scomposte dei leader repubblicani, chiaramente uomini, la nostra mente vola alla sentenza con cui, solo ieri, la Corte ha bocciato la legge vigente a New York che richiedeva una licenza speciale per il porto d’armi in pubblico, lì a ricordare che, dopo le giovani vite perse a Uvalde, alcuni politici americani non amano affatto la vita, semplicemente odiano le donne”.
Così, in una nota, Luana Zanella, Coordinatrice direzione Nazionale di Europa Verde e Fiorella Zabatta, Presidente del Consiglio Federale Nazionale di Europa Verde.

“Vietare l'aborto, – proseguono, – non significa fermarlo: significa solo aumentare i rischi sanitari, legali e finanziari per abortire illegalmente, con l’aggravante di un sistema sanitario che non garantisce a tutti equo accesso alle cure mediche. Non è concepibile arretrare di un solo millimetro sui diritti e le conquiste delle donne, frutto del sacrificio e dell’impegno di intere generazioni che si sono battute per una trasformazione profonda della società.

“Nell’augurarci che i singoli Stati americani, ora chiamati a dover decidere autonomamente, legiferino perseguendo il bene delle loro cittadine, è necessario ribadire che i diritti non sono conquistati una volta per tutte e che, anche in Europa e in Italia, i tentativi di limitare la possibilità concreta di accesso ai servizi pubblici di interruzione di gravidanza sono all’ordine del giorno. Noi donne, – concludono Zanella e Zabatta, – non siamo disposte a retrocedere di un solo millimetro e continueremo a batterci affinché la 194 sia rispettata e migliorata”. (24/06/2022-ITL/ITNET)


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