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"DONNE E ANTIMAFIA. TRA STORIA E ATTUALITÀ'" PROMOSSO DAL DIPARTIMENTO PARI OPPORTUNITA' DELLA REGIONE LAZIO E DA AVVISO PUBBLICO

(2022-06-28)

Si è appena concluso il quarto incontro del progetto “Donne e Antimafia. Tra storia e attualità”, promosso dal dipartimento Pari opportunità della Regione Lazio e da Avviso Pubblico. Questa volta sullo sfondo del dibattito c’è la cultura e l’impegno delle donne nella lotta al crimine organizzato attraverso il cinema, il teatro e la musica.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di capire come l’attività culturale rappresenti uno strumento potente e indispensabile nel contrasto alle logiche criminali. Ognuna delle donne protagoniste dell’incontro si batte per la difesa dei diritti di tutti e sono attive nella costruzione di un’idea di cittadinanza responsabile. Il cinema, il teatro, la musica, il fumetto, l’arte in genere, devono raccontare a tutti quanto le mafie siano innanzitutto un problema culturale, nel tentativo di unire i pezzi di un grande puzzle che negli ultimi 30 anni di lotta alle mafie ha moltiplicato i tasselli, a cui bisogna però aggiungere la giusta colla.

«Questo è un viaggio di ricostruzione di una memoria collettiva su questi temi. E questo appuntamento sottolinea l’impegno di tante donne e il loro contributo arricchente nel mondo della cultura, che è la leva fondamentale per un cambiamento politico di sostenibilità sociale. La produzione artistica deve dedicarsi a questi temi perché contribuiscono alla rappresentazione di certi modelli e stereotipi che vanno combattuti, soprattutto quando diventano modelli da emulare. In questo senso ci candidiamo a portarli in luce partendo dall’esperienza sul campo, con azioni concrete». Ha spiegato l’assessora alle Pari opportunità della Regione Lazio, Enrica Onorati.

«Questo è un viaggio di ricostruzione di una memoria collettiva su questi temi. E questo appuntamento sottolinea l’impegno di tante donne e il loro contributo arricchente nel mondo della cultura, che è la leva fondamentale per un cambiamento politico di sostenibilità sociale. La produzione artistica deve dedicarsi a questi temi perché contribuiscono alla rappresentazione di certi modelli e stereotipi che vanno combattuti, soprattutto quando diventano modelli da emulare.
In questo senso ci candidiamo a portarli in luce partendo dall’esperienza sul campo, con azioni concrete». Ha spiegato l’assessora alle Pari opportunità della Regione Lazio, Enrica Onorati.

«C’è una grande responsabilità da parte di un’artista nel decidere di dedicare attenzione a certi temi, di interpretare certi ruoli o scrivere certi testi», spiega l’attrice e conduttrice Annalisa Insardà, interprete del personaggio della zia di Lea Garofalo nello sceneggiato dedicato proprio alla testimone di giustizia uccisa nel 2009 dall’ex compagno, sicario di
’ndrangheta, per essersi opposta al potere mafioso. Insardà è anche ideatrice di Reality Shock, uno spettacolo sull’ingiustizia dei diritti negati che rappresentano una privazione della libertà a trecentosessanta gradi «subita da tutte le persone che tacciono per paura», spiega ancora l’attrice. «L’arte ha la grande forza di aggirare la parte conscia, andando a parlare proprio alle corde sensibili».

«Ogni forma di pensiero mafioso è limitante», conclude Annalisa Insardà, che ha presentato il brano “La regina nuda”, scritto insieme alla giovane cantautrice Vittoria Iannacone. Un cantato-recitato di forte impatto, che per la prima volta si mette nell’ottica dei mafiosi, dandogli la parola. La canzone, in un paradosso potente, sposta il punto di vista per provare a smuovere riflessioni nuove. «Perché la mafia è mentalità, da cui anch’io subisco vessazione. Davanti alle ingiustizie non ci si può addormentare solo perché non ci toccano direttamente».

A seguire Emanuela Giordano e Giulia Minoli, autrici teatrali di Cco - Crisi come opportunità, hanno raccontato “Il Palcoscenico della legalità”, un progetto rivolto alle scuole che utilizza il teatro per raccontare mafia e antimafia, mettendo in rete associazioni e competenze distribuite su tutto il territorio nazionale.

«La memoria delle vittime innocenti e l’energia delle esperienze di riscatto costituiscono gli ingredienti su cui germoglia il progetto, che prende vita attraverso la realizzazione della prima versione dello spettacolo Dieci storie proprio così, scritto insieme ad Emanuela Giordano, che ne firma anche la regia. Si tratta di un’opera-dibattito sulla legalità, che
muove dalla volontà di fare conoscere ai ragazzi, con un linguaggio capace di arrivare alla testa e al cuore, storie in gran parte sconosciute», sottolinea Giulia Minoli, Vicepresidente dell’Associazione Cco.

Dal 2011 al 2020 il progetto ha incontrato e messo in scena sessanta storie di mafia e antimafia, il più delle volte non note al grande pubblico. «Quando ho iniziato, non conoscevo questa realtà però mi sono subito accorta che l’antimafia rivolta alle scuole mancava di una riflessione comune, condivisa, tra tutti i soggetti impegnati in questo settore. Perciò ho pensato a un progetto inclusivo, al cui interno ognuno faccia la propria parte per costruire un’esperienza duratura, che non si esaurisca nella celebrazione di un momento. Il teatro è perfetto per questo scopo poiché si rivolge alla comunità, ed è esso stesso momento di comunità», ha aggiunto Minoli.

Il dibattito si è concluso con la riproduzione del brano “Conosci?” di Giulia Cancella in arte Cance, artista ligure di Lavagna che ha vinto il premio under 35 nella 10^ edizione di “Musica contro le mafie”.

“Con il mio brano ho voluto raccontare uno spaccato della realtà del lavoro italiano, sistema ancora basato molto più sulle conoscenze e raccomandazioni che sul merito comprovato. Ho provato a riflettere sul mondo del precariato in Italia e delle raccomandazioni raccontando in maniera quanto più possibile originale e spero leggera quella mentalità mafiosa enormemente diffusa nel nostro Paese”, ha dichiarato Giulia Cance.

È possibile rivedere l’incontro:
• Sulla pagina Facebook di Avviso Pubblico:
https://www.facebook.com/avvisopubblico/videos/1239989183439163
• Sul canale YouTube di Avviso Pubblico:
https://www.youtube.com/watch?v=FMNDiSqk2t0
avvicinarci a loro nei posti più difficili e portare col teatro la cultura della legalità». (28/06/2022-ITL/ITNET)

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