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iTALIANI ALL'ESTERO - IIa EDIZ. "COOPERA" - PRES. REP. MATTARELLA "LA COMUNITA' INTERNAZ. DEVE SAPER ASSUMERE OBIETTIVI CONDIVISI E PROMUOVERE TUTELA E AFFERMAZIONE BENI GLOBALI"

(2022-06-23)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio hanno inaugurano oggi a Roma, Coopera, la IIa Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo.

La Conferenza ha lo scopo di favorire la partecipazione dei cittadini nella definizione delle politiche di cooperazione allo sviluppo ed è co-organizzato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI insieme all’Agenzia italiana della Cooperazione allo Sviluppo, con la Media Partnership della RAI.

"Sono lieto di porgere oggi il mio saluto alla Seconda Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, un appuntamento previsto dalla legge sul Sistema Italiano di Cooperazione per favorire la partecipazione dei nostri concittadini alla definizione delle politiche in questo settore e per riflettere sulle attività realizzate e sulle prospettive da sviluppare ulteriormente.

Sono trascorsi quattro anni dalla prima edizione di questo evento." ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma "Il contesto in cui avviene l’incontro di oggi - a quattro anni dalla Ia Edizione -  è profondamente mutato, segnato dalle conseguenze economiche e sociali dell'emergenza sanitaria globale che abbiamo vissuto e da forti tensioni geopolitiche.

Queste crisi si aggiungono agli altri fattori di instabilità, che pongono all’attenzione dell’intera comunità internazionale problemi particolarmente complessi e spesso correlati.

La pandemia ha reso evidente che in un mondo interconnesso non esistono soluzioni locali a sfide globali come quelle delle emergenze sanitarie, dei cambiamenti climatici, della povertà estrema, dell’insicurezza alimentare.

Una riflessione sulle strategie presenti e future del nostro Paese nel campo della Cooperazione allo sviluppo deve esserne consapevole.

In altri termini, non è risolutiva l’attesa che un’iniziativa basata sulla destinazione verso i Paesi più fragili soltanto delle risorse considerate eccedenti dalle economie dei Paesi più sviluppati permetta di vincere le sfide.

La comunità internazionale deve saper assumere obiettivi condivisi e, intorno a essi, promuovere la tutela e l’affermazione dei beni globali.

Li abbiamo già richiamati: la vita, la salute, il clima, la prosperità contro la povertà.

I risultati della recente presidenza italiana del G20 ci possono aiutare. In quell’ambito abbiamo dedicato attenzione particolare alle priorità di sviluppo del continente africano e ad aspetti quali la sicurezza alimentare.

Un tema, quest’ultimo, che resta drammaticamente attuale, come dimostrano le cronache di questi mesi di guerra.

Viviamo una contraddizione patente.

Le grandi crisi internazionali, dalla pandemia all’aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa, stanno drammaticamente riducendo, se non azzerando, risorse destinabili ad affrontare le grandi questioni dalla cui soluzione dipende la sopravvivenza dell’umanità.

L’azione per gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ne esce indebolita.

Si riaprono scenari che apparivano definitivamente superati o in via di superamento.

La guerra genera effetti gravissimi: si acuiscono le tensioni, si obbligano – a parte le vittime - milioni di donne e minori ad abbandonare le loro abitazioni per cercare rifugio altrove, si rende più difficile la collaborazione internazionale in materia climatica e ambientale, si creano squilibri insostenibili nei prezzi di alcune fondamentali derrate alimentari con conseguenze destabilizzanti per intere regioni del mondo, anche a noi prossime, come l’area del Mediterraneo e il continente africano...... Si accentua la crisi della gestione del debito estero per molti Paesi.

È questo l’amaro frutto di un conflitto, scatenato da Mosca per anacronistiche velleità di potenza, che richiede una risposta netta, unitaria e solidale, al fine di giungere al ripristino di condizioni di pace.

La politica di cooperazione allo sviluppo ha, tra i suoi fini nobili, anche questo.Non è soltanto la proiezione naturale dei nostri valori costituzionali: è strumento fondamentale per costruire e preservare la pace.

Il rapporto tra sviluppo e affermazione dei diritti umani è evidente.

E se è altrettanto evidente che con la guerra non ci può essere sviluppo è chiaro che, senza sviluppo - come si è potuto constatare in diverse parti del mondo - non ci possono essere stabilità e pace.

La politica italiana di cooperazione internazionale è, dunque, saldamente ancorata al paradigma costituito dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dai suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L’ultimo di essi richiama tutti i Paesi industrializzati a un impegno finanziario di aiuto pubblico da destinare allo sviluppo pari almeno allo 0,70 del Reddito Nazionale Lordo.

L’approccio della Repubblica alle grandi questioni globali è fondato su un multilateralismo efficace, capace di elaborare al livello internazionale risposte tempestive, coordinate, lungimiranti. Trova radice in questa convinzione la scelta del finanziamento alle missioni delle grandi organizzazioni internazionali, a partire dalle agenzie delle Nazioni Unite.

Un contribuito di primaria importanza lo reca l’Unione Europea. Le nostre politiche di cooperazione sono concepite e attuate in maniera tale da assicurare piena sinergia con le iniziative promosse in questo delicato ambito dalle Istituzioni comuni. L’Unione e i suoi Stati Membri sono il maggiore donatore di assistenza e cooperazione e uno dei principali attori in materia di sviluppo a livello mondiale.

La rilevanza dell’azione europea congiunta, capace di proiettarsi nei cinque continenti, deve vederci consapevoli del nostro ruolo, delle nostre responsabilità, del nostro potenziale.

L’Italia è sensibile alle sfide collettive che richiedono un impegno che trova radici profonde nel tessuto culturale, sociale, politico, del nostro Paese.

Un impegno che nasce dal forte spirito di solidarietà che ha caratterizzato la Repubblica Italiana già nel secondo dopoguerra e che prese slancio ulteriore negli anni Sessanta del secolo scorso...

.......
la cooperazione allo sviluppo viene definita dalla legge parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia, al pari di quella culturale, politica, economica e finanziaria, di difesa.

Sono certo che questa Conferenza Nazionale rafforzerà ancora di più il suo valore strategico nella costruzione di orizzonti di pace, di stabilità, di progresso." ha concluso il Presidente della Repubblica italiana. (23/06/2022-ITL/ITNET)

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