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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ITALIA/BRASILE - A BOLOGNA "UN EMBLEMA DI LIBERTA'. LA BANDIERA DELLA REPUBBLICA DEL RIO GRANDE DO SUL E LIVIO ZAMBECCARI AI MUSEI CIVICI DI BOLOGNA

(2025-08-04)

  Il Museo civico del Risorgimento del Settore Musei Civici Bologna ospita "Un emblema di libertà. La Bandiera della Repubblica del Rio Grande do Sul e Livio Zambeccari, versione italiana di una mostra realizzata nel 2024 in Brasile, a Porto Alegre e in altre città del Rio Grande do Sul, stato federale del Brasile, e organizzata da Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul - PUCRS in collaborazione con Instituto Histórico e Geográfico do Rio Grande do Sul - IHGRGS, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo - Dipartimento di Scienze Pure e Applicate e lo stesso Museo civico del Risorgimento di Bologna.

Il progetto espositivo, a cura di Otello Sangiorgi, è visitabile dal  7 settembre al 5 ottobre 2025.

La mostra si incentra su Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862), singolare figura di combattente per la libertà in Europa e nell’America del Sud, che ebbe un ruolo storico fondamentale nella formazione dell’identità gaúcha, e sull’origine della bandiera della Repubblica Riograndense, da lui progettata e disegnata, assurta ad emblema nazionale dei riograndensi.

Il carbonaro bolognese Tito Livio Zambeccari, esule dopo i moti italiani del 1820-1821, arrivò a Porto Alegre nel 1831, dopo avere partecipato ai moti liberali in Spagna e nel Rio de la Plata.

Discendente da una nobile famiglia, il ramo Zambeccari di San Barbaziano, e affascinato dalle idee democratiche di Giuseppe Mazzini, divenne redattore di alcuni giornali repubblicani nella provincia più meridionale dell’impero brasiliano.

Geografo e naturalista, fu autore di mappe dell’intera provincia e della capitale, diventando di fatto il primo cartografo di quel territorio.
Allo stesso tempo si dedicò allo studio e alla classificazione della flora brasiliana, pubblicando parte dei risultati nel 1843 sulla Rivista “Nuovi Annali di Scienze Naturali” di Bologna.

Allo scoppio della guerra indipendentista farroupilha, che dal 20 settembre 1835 contrappose i rivoltosi della provincia di São Pedro (successivamente Stato del Rio Grande do Sul) alle truppe imperiali brasiliane, occupò il ruolo di Segretario e Capo di Stato Maggiore del generale dell’esercito ribelle, Bento Gonçalves da Silva, a cui lo univa una profonda amicizia.

Fatto prigioniero nel 1836, durante la battaglia del Fanfa in cui le forze imperiali brasiliane ottennero un'importante vittoria, rimase rinchiuso per tre anni nella fortezza di Santa Cruz, a Rio de Janeiro, dedicandosi alla traduzione di libri in portoghese e al disegno di una mappa del Rio Grande do Sul che si distinse come la più particolareggiata del tempo.

Nel 1838 incontrò in carcere Giuseppe Garibaldi, da poco esule nella capitale brasiliana, e lo coinvolse nelle imprese della rivolta farroupilha, concedendogli una “lettera di corsa” che lo autorizzava a attaccare e catturare i vascelli imperiali che avrebbe incontrato mentre navigava verso la provincia meridionale in armi.

Insieme all’Eroe dei due Mondi, altri esuli italiani abbracciarono la causa e lasciarono segni importanti con la loro partecipazione, in un conflitto che fu represso solo dieci anni più tardi. Con il passaggio dall’Impero alla Repubblica brasiliana (1889), la memoria della rivoluzione farroupilha cominciò ad essere valorizzata come momento fondativo ed elemento principale dello spirito gaúcho (aggettivo che caratterizza l’appartenenza allo stato del Rio Grande do Sul).

La paternità della bandiera utilizzata dagli indipendentisti che condussero la Rivoluzione farroupilha (1835-1845) nel sud del Brasile è stata attribuita a Livio Zambeccari grazie agli studi di Edison Hüttner, profes-sore presso la Escola de Humanidades della Pontificia Universidade Católica do Rio. Grande do Sul – PUCRS, con la collaborazione dei ricercatori Eder Abreu Hüttner e Felipe Assunção Soriano, incrociando fonti storiche come il Libro degli appunti del processo Farrapos (1933) di Aurélio Porto, Res Avita (1935), di Alfredo Varela e altri autori, e un dipinto conservato presso il Museo civico del Risorgimento di Bologna raffigurante lo stesso Livio Zambeccari.

Intorno a questo ritratto, eseguito da un autore anonimo di ambito bolognese negli anni quaranta del XIX secolo forse identificabile con lo stesso Livio Zambeccari, ruota l’intera esposizione. Il quadro si presenta come documento fondamentale in quanto mostra il patriota bolognese come membro ed eroe della Rivoluzione farroupilha. Raffigurato in primo piano, intento a studiare una mappa, indossa una particolare uniforme che troverebbe riscontro nel ruolo di Segretario e Capo di Stato Maggiore assunto in America meridionale. Sullo sfondo un “lanceiro negro” (lanciere nero, rappresentante simbolico del gruppo di soldati schiavi che furono utilizzati nella guerra indipendentista) porta a cavallo la bandiera tricolore del Rio Grande do Sul (verde, gialla e rossa) da lui disegnata a Buenos Aires.

La mostra comprende anche pannelli con le ricerche di Edison Hüttner, Eder Abreu Hüttner, Felipe Assunção Soriano, Maria Letizia Amadori, Antonio de Ruggiero e Otello Sangiorgi, che approfondiscono la figura di Livio Zambeccari e il contributo significativo di altri esuli risorgimentali italiani – come Luigi Carlo Rossetti (Genova, 1800 – Viamão, 1840) - alle vicende rivoluzionarie del Rio Grande do Sul.
La rielaborazione dei testi per l’adattamento italiano della prima tappa della mostra in Brasile è a cura di Mirtide Gavelli e Otello Sangiorgi.
La traduzione dei testi è di Maria Letizia Amadori e Antonio de Ruggiero.

L’esposizione è arricchita infine da preziosi cimeli originali relativi alla partecipazione di Livio Zambeccari alle guerre del Risorgimento per l’Unità d’Italia, appartenenti alle collezioni del Museo civico del Risorgimento. Si tratta di documenti, mappe, disegni ad acquerello, uniformi e altri oggetti, che testimoniano l’impegno di questo patriota bolognese nelle lotte per l’unificazione e nella diffusione degli ideali di libertà e indipendenza, anche fuori dell’Italia.

I beni passarono in eredità alla sorella Carlotta (Bologna, 1792 – ivi, 1875), sposata con Francesco Rodriguez Laso y Gallego (Montejo de Salvatierra de Tormes, 1785 – Bologna, 1873), il cui figlio Annibale donò cimeli e memorie dello zio al museo felsineo al momento della sua costituzione nel 1893.
Questi oggetti personali offrono un affascinante approfondimento sulla vita di Zambeccari come leader e stratega nelle lotte per l'indipendenza, offrendo ai visitatori uno sguardo suggestivo sul suo impegno universale per la causa.

L’evento espositivo è accompagnato da  iniziative di approfondimento che si svolgono tra il Museo civico del Risorgimento e il Cimitero Monumentale della Certosa.

Sabato 13 settembre 2025 ore 11.00
Museo civico del Risorgimento | Piazza Giosue Carducci 5, Bologna
Visita guidata alla mostra a cura di Mirtide Gavelli
Costo di partecipazione: biglietto museo (intero € 5 | ridotto € 3 | ridotto speciale € 2 giovani 19-25 anni), non è richiesta prenotazione.
Info: www.museibologna.it/risorgimento

Sabato 27 settembre 2025 ore 10.30
Cimitero Monumentale della Certosa | Via della Certosa 18, Bologna
“Descanse em paz”. Presenze brasiliane in Certosa
Visita guidata a cura di Roberto Martorelli
A cura di Museo civico del Risorgimento con Associazione Amici della Certosa

Costo di partecipazione: intero € 10 | ridotto possessori Card Cultura € 8 (pagamento preferibile con soldi contati)
Prenotazione obbligatoria: prenotazionicertosa@gmail.com. È necessario ricevere mail di avvenuta prenotazione.
Ritrovo: ingresso monumentale (lato via Andrea Costa), via della Certosa 16, Bologna.
Info: www.museibologna.it/risorgimento

Per maggiori informazioni sulla biografia di Livio Zambeccari:
www.storiaememoriadibologna.it/archivio/persone/zambeccari-livio

La mostra fa parte di Bologna Estate 2025, il cartellone di attività promosso da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena. (04/08/2025-ITL/ITNET)

















ELENCO DELLE OPERE E DEGLI OGGETTI ESPOSTI

Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Pianta della città di Porto Alegre, 1833
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento


La mappa - la prima della città - segnala edifici pubblici, caserme, depositi di armi e munizioni, residenze di amici ed esponenti politici. Appena arrivato nel Sud del Brasile (1832 ca.), Zambeccari si coinvolse da subito nella politica e nelle agitazioni che sfociarono poi nella Rivoluzione Farroupilha.

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Posizioni presso Arroio dos Ratos il 30 maggio 1836
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Questa mappa e la successiva si riferiscono ad un episodio avvenuto nel primo periodo  della Rivoluzione Farroupilha. Con ogni probabilità, ad esso Zambeccari partecipò personalmente.

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Posizioni presso Arroio dos Ratos il 31 maggio 1836
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Combattimenti del 6 e 9 settembre 1836 e 4 ottobre
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento

La mappa evidenzia i combattimenti avvenuti nelle vicinanze di Porto Alegre pochi giorni prima che Zambeccari e i principali esponenti della Rivoluzione Farroupilha fossero catturati e fatti prigionieri (4 ottobre 1836).

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Battaglia del Rio Pardo del 30 aprile 1838
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Quando si svolse questa battaglia Zambeccari era già prigioniero. Si trattò di una delle più importanti vittorie dei repubblicani del Rio Grande do Sul contro l’esercito imperiale del Brasile.

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Rio Janeiro, 1836 ca.
Disegno a penna
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Una volta fatto prigioniero, Zambeccari venne portato con la nave Presiganga a Rio de Janeiro, capitale del Brasile.

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Entrata di Rio de Janeiro, 1839 ca.
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Nell’acquerello, che evidenzia le competenze cartografiche di Zambeccari, oltre ai centri abitati di Rio de Janeiro e Niterói, sono segnalate con precisione le fortezze/prigioni di Santa Croce, San Giovanni e Lage, poste all’ingresso della baia.

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Fortezza di Santa Croce sul mare, 1836-1839
Matita
Bologna, Museo civico del Risorgimento

In questa fortezza/prigione di Rio de Janeiro Zambeccari fu recluso, in condizioni di particolare durezza, in quanto straniero.
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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Fortezza di Lage, 1839
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Zambeccari fu poi trasferito nella fortezza di Lage, dove rimase fino al 1839, quando fu espulso dal Brasile.

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Fortezza di San Giovanni, 1838
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento

L’acquerello fu eseguito nel 1838, quando Zambeccari era detenuto a Santa Croce o a Lage. Probabilmente la disegnò dal vivo, perché entrambe le prigioni si trovano di fronte a quella di San Giovanni.

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Anonimo bolognese
Ritratto di Livio Zambeccari in tenuta da Capo di Stato Maggiore di Bento Gonçalves da Silva, anni Quaranta del XIX sec.
Olio su tela, cm 43,5 x 52,5
Bologna, Museo civico del Risorgimento

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Livio Zambeccari (Bologna, 1802 – ivi, 1862)
Studi preparatori di componenti di uniforme, 1840 ca.
Acquerello
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Questi accessori sono indossati dal lanciere nero raffigurato nel ritratto di Zambeccari. Questo avvalora l’ipotesi che sia stato lo stesso Zambeccari ad eseguire il proprio ritratto.

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Mappa do Rio Grande do Sul por L. Zambeccari
J. R. Coelho e H. Leonhard, Brasile, 1839
Litografia
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Zambeccari fu il primo a realizzare una carta geografica del Rio Grande do Sul, che serviva ai rivoluzionari per orientare le operazioni di guerra. Essa però venne pubblicata a Rio de Janeiro soltanto nel 1839, quando era già stato catturato ed era prigioniero proprio in quella città.

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Anonimo
Livio Zambeccari
Torino, Lit. Giordana, Grand Didier e Salussolia, 1859
Litografia
Bologna, Museo civico del Risorgimento

In questo ritratto, eseguito nel 1859 - anno del suo secondo ritorno in Italia - Zambeccari  indossa l’uniforme utilizzata nel 1848-1849 (qui esposta) e la fascia di deputato dell’Assemblea Costituente della Repubblica Romana, evidenziando così il proprio ruolo militare e le sue convinzioni repubblicane.

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F. Casanova (lit.), M. Zacconi (inv.)
Livio Zambeccari
Bologna, Lit. F. Casanova, 1860
Litografia
Bologna, Museo civico del Risorgimento

In questa stampa, realizzata nel maggio-giugno 1860, Zambeccari è raffigurato a cavallo, in uniforme dell’Esercito meridionale. Sulla gualdrappa si trova il monogramma “LZ”, cioè le iniziali del suo nome.

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F. Casanova (lit.), M. Zacconi (inv.)
Livio Zambeccari, Bologna, Lit. F. Casanova, 1860
Litografia
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Questa stampa, di poco successiva, è simile alla precedente, ma sulla gualdrappa si trova lo stemma di Casa Savoia, e anche la sciabola è più simile al modello dell’esercito regolare. Pur restando nell’intimo repubblicano e garibaldino, in questo periodo Zambeccari aderì, come molti, alla monarchia di Vittorio Emanuele II.

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Holler A. & E., Solingen
Spadone per ufficiale di Stato Maggiore Generale della Guardia Civica Pontificia, appartenuto a Livio Zambeccari, 1848
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Tornato in Italia in seguito all’amnistia di Pio IX (1846) Zambeccari riuscì ad essere nominato ufficiale della Guardia Civica Pontificia. In origine la lama recava l’iscrizione “W Pio IX”, ma Zambeccari la cancellò, e al suo posto fece incid\ere i nomi e le date delle battaglie da lui combattute durante la prima Guerra d'Indipendenza come comandante del Battaglione Cacciatori dell'Alto Reno.

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Tunica di uniforme da ufficiale appartenuta a Livio Zambeccari, 1848-1849
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Fu utilizzata da Zambeccari durante la prima Guerra di Indipendenza quale comandante del Battaglione Cacciatori dell’Alto Reno (1848). Le decorazioni alla goletta probabilmente vennero apposte quando fu nominato comandante militare della città di Ancona, durante la Repubblica Romana (1849).

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Tunica di uniforme da ufficiale di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano appartenuta a Livio Zambeccari, 1860
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Zambeccari utilizzò questa uniforme nell’ultima parte della campagna in Italia meridionale,  iniziata con la Spedizione dei Mille – dove fece parte dell’ “Esercito Meridionale”, comandato da Garibaldi. Zambeccari adottò l’ uniforme di sua iniziativa, perché in realtà non faceva parte dello Stato Maggiore.

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Tunica di uniforme da ufficiale di Fanteria dell’Esercito Italiano appartenuta a Livio Zambeccari, 1860
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Nel novembre 1860 l’Esercito Meridionale fu sciolto, e Zambeccari chiese di entrare nell’esercito regolare. Gli fu riconosciuto il grado di colonnello, ma fu posto in aspettativa e poco dopo venne espulso, come accadde a molti ufficiali provenienti dalle file garibaldine

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Anonimo
Volontario Bolognese del Battaglione Zambeccari. Guerra Italiana 1848-49
Acquerello, metà XIX sec.
Bologna, Museo civico del Risorgimento

Allo scoppio della prima Guerra di Indipendenza (1848), Zambeccari organizzò un corpo di volontari, i Cacciatori dell’Alto Reno – detto anche Battaglione Zambeccari - e di propria iniziativa andò in Veneto, dove combatté adottando in parte le tecniche della guerriglia apprese in Sud America.
















SCHEDA TECNICA


Mostra
Un emblema di libertà. La Bandiera della Repubblica del Rio Grande do Sul e Livio Zambeccari

A cura di
Otello Sangiorgi

Promossa da
Settore Musei Civici Bologna | Museo civico del Risorgimento

In collaborazione con
Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul - PUCRS
Instituto Histórico e Geográfico do Rio Grande do Sul – IHGRGS
Università Degli Studi di Urbino Carlo Bo - Dipartimento di Scienze Pure e Applicate

Periodo di apertura
12 giugno – 5 ottobre 2025

Inaugurazione
Martedì 10 giugno 2025 ore 18.00

Orari di apertura
Martedì e giovedì 9.00 – 13.00
Venerdì 15.00 – 19.00
Sabato e domenica 10.00 – 18.00
4 ottobre 2025 (San Petronio) 10.00 – 19.00
Chiuso lunedì, mercoledì e dal 21 luglio al 7 settembre 2025


Ingresso
Intero € 5 | ridotto € 3 | ridotto speciale visitatori di età compresa tra i 19 e i 25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura

Informazioni
Museo civico del Risorgimento
Piazza Giosue Carducci 5 | 40125 Bologna
Tel. + 39 051 2196520
www.museibologna.it/risorgimento
museorisorgimento@comune.bologna.it
Facebook: Museo civico del Risorgimento - Certosa di Bologna
YouTube: Storia e Memoria di Bologna


Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
YouTube: @museicivicibologna

Ufficio Stampa Settore Musei Civici Bologna
Silvia Tonelli – Elisabetta Severino
Tel. +39 051 2193469 / +39 051 6496658
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
silvia.tonelli@comune.bologna.it
elisabetta.severino@comune.bologna.it


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