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ITALIANI ALL'ESTERO - CGIE - SEGR.GEN.PRODI IN COMMISS.ESTERI/SENATO PRESENTA I TEMI AFFRONTATI NEL I° SEMESTRE 2025 ED ANTICIPA ARGOMENTI DEL II°. "SPERO IN RISCONTRI PIU' CONCRETI PERCHE' LE COMUNITA' ALL'ESTERO NE TRAGGANO MAGGIORI BENEFICI"

(2025-10-01)

  Legge di cittadinanza, messa in sicurezza del voto e incentivi al rientro: i temi al centro del lavoro del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero nel primo semestre 2025 con il supporto dei Comites e delle associazioni italiane all'estero presenti sui territori.  Attività che ha impegnato i consiglieri del CGIE  sia con i loro territori che con le Commissioni all'interno del Consiglio generale per avere un orizzonte ben definito in relazione agli obiettivi che il CGIE si è prefisso. Una premessa metodologica con la quale  la Segretaria Generale del CGIE, Maria Chiara Prodi ha aperto il suo intervento all'audizione informale presso la Commissione Esteri del Senato Presieduta dalla Sen. Stefania Craxi. 

Emblematico,  per la Segr. Generale del CGIE, come il punto sulla riforma della cittadinanza, sulla quale il Comitato di Presidenza aveva già aperto una riflessione interna arrivando a maturazione nel confronto con il lavoro dei parlamentari, sia stato superato 
dagli eventi della riforma.  "Un tema molto sentito dalle nostre comunità, Tant'è che a latere della'Assemblea dello scorso mese di Giugno, abbiamo registrato un'apertura significativa a modifiche  da parte del Vice premier e Ministro degli affari esteri Antonio  Taiani e del Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella che  ha incontrato il 17 giugno i 63 membri del CGIE al Quirinale e con parole di incoraggiamento ci hanno suggerito entrambi di formalizzare le nostre proposte di modifica.
Proposte  che noi abbiamo manifestato all'indomani in un ordine del giorno votato a larghissima maggioranza" ha fatto presente Prodi consegnando il documento alla Presidente della Commissione Esteri, sottolineando come "le proposte siano limitate  ad alcuni aspetti fondamentali, non mettendo in discussione il fatto che la riforma fosse necessaria"

In particolare - ha proseguito la Segretaria Generale del CGIE- ci preme di ragionare:
- sulla temporalità dei limiti alla trasmissione della cittadinanza italiana per i residenti all'estero, perché appunto chi è cittadino italiano possa rimanere tale;

- anche l'approccio alla doppia cittadinanza  voluto in questa legge  per noi è da modificare.;

- sul tema del riacquisto della cittadinanza per coloro che l'avevano perduta in passato. E' un tema che è stato affrontato sia qui in Senato che nel Consiglio Generale degli Italiani all'Estero  in diversi ordini del giorno, abbiamo, però,  bisogno di verificare i termini rispetto a ciò che è ragionevole nei nostri territori.

- Inoltre, per noi è importante sottolineare anche la centralità della lingua italiana nella trasmissione ed acquisizione della cittadinanza italiana. Nel nostro ragionamento questo elemento ci è sembrato più dirimente riguardo  al legame effettivo con il nostro Paese, con la comunità civile.

- Abbiamo anche valutato - e questo è un tema che abbiamo messo nell'ordine del giorno, ma che consideriamo trasversale - quanto noi per primi abbiamo bisogno di accedere a dati e strumenti conoscitivi per poter prendere delle decisioni e suggerire pareri in una maniera che sia programmatica, pratica, efficace.

Diciamo che le cose principali sulle quali abbiamo ricevuto un'apertura e sulla quale sollecitiamo un riscontro sono quelle della trasmissibilità della cittadinanza italiana e del collegamento della guerra alla doppia cittadinanza.
Altro aspetto molto importante per noi: la questione della registrazione dei minori e di tutto quello che nell'acquisizione della cittadinanza e nella registrazione attiene ai  limiti temporali perché, chiaramente, più sono stringenti e più è  difficile che i nostri connazionali possano accedervi. Rispetto a questo tema attualmente vi è un incoraggiamento riguardo alle modifiche che  vi  proporremo.
Siamo, inoltre, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale su questa legge di cittadinanza."
Tutti elementi di un tema sul quale le comunità all'estero sono in attesa e sul quale la Segretaria Generale del CGIE ha espresso l'interesse del Consiglio al confronto."

Quanto alla messa in sicurezza del voto degli italiani all'estero "abbiamo cercato di dare pareri puntuali sui diversi passaggi: dalla trasparenza alla stampa delle schede, dall'invio dei plichi elettorali alla loro restituzione, alla tracciabilità e corretta identifi-cazione dell'elettore, alla spedizione delle schede votate ed allo scrutinio.  Una serie di suggerimenti specifici che ci permettono di fare una constatazione: i miglioramenti sono possibili anche a sistema vigente .
Da parte nostra c'è la volontà di collaborare sui dettagli perché la messa in sicurezza possa veramente garantire la partecipa-zione, lavorando in sinergia con le rappresentanze degli italiani all'estero ed il legislatore, per fare in modo che il tema della sicurezza sia pienamente ottenibile. Sicurezza di poter esercitare un diritto, sicurezza di un percorso garantito".

Terzo punto: "gli incentivi al rientro sono sicura che ci saranno degli interventi in materia. Abbiamo fatto un'analisi dell'esistente e stiamo lavorando sul riscontro nei territori circa la consapevolezza e conoscenza di questi strumenti. Oltre a dei feedback sulla capacità attuativa nella vita concreta per poter elaborare dei suggerimenti."

Per il secondo semestre  "altri temi fondamentali sono la lingua e la cultura italiana, la storia dell'emigrazione e la riforma del CGIE : conseguentemente relazioneremo più avanti, ma intendiamo condividerli subito, di modo che se ci sono delle riflessioni,  documenti si possano già assumere nei nostri ragionamenti"

"Lingua e cultura italiana: "per noi un tema nodale che avevamo anche citato nella legge sulla cittadinanza perché è lo strumento primario del legame effettivo della nostra comunità nazionale e per noi è fondamentale accompagnare le transizioni, anche sugli investimenti, del nostro Paese rispetto a nuovi scenari - come sull'italofonia - con il protagonismo delle nostre comunità.  Abbiamo, però,  bisogno di superare alcune criticità che vengono da territori molto diversi tra di loro con diverse esigenze" ha affermato la Segretaria Generale Prodi, avanzando un'ipotesi di lavoro: " Per superare queste divergenze occorre mettere a sistema proposte concrete di accompagnamento alla promozione della lingua italiana. Anche in questo caso, per entrare nei dettagli sarebbe utile riuscire ad avere Tavoli di Lavoro che ci permettano di uscire dalla sterilità di un confronto che non tiene conto delle necessarie diversità e riuscire ad essere proattivi."

Secondo tema al centro dell'attenzione nella IIa parte del 2025: "Nel rispetto della storia dell'emigrazione per noi è fonda-mentale riconnettere il Paese Italia con la storia dell'emigrazione, perché più il cittadino è consapevole della comunità nazionale dentro e fuori dai confini e della sua storia, più il cittadino è consapevole e capace di accompagnare le decisioni collettive più significative.
Su questa linea, la presenza con una nutrita delegazione del Consiglio  alle commemorazioni per gli anniversari delle tragiche sciagure di Marcinelle l'8 di agosto e di Matmark a fine agosto. Entrambe saranno celebrate sui territori all'estero dalle nostre Commissioni continentali perché possano emergere chiaramente i luoghi e le date fondamentali per le comunità, con una messa in valore dei luoghi dell'emigrazione.

Ci preme, inoltre, fare in modo che si arrivi ad una programmazione nelle scuole che parli della storia dell'emigrazione italiana e che  si possa considerare tutti noi esponenti della rappresentanza di base degli italiani all'estero come biblioteche viventi della storia dell'emigrazione per rendere effettivo e visibile questo legame tra la comunità fuori dai confini e la comunità nei confini.
Sono temi che ci stanno a cuore e rispetto ai quali pensiamo che il nostro contributo non possa che rafforzare il nostro Paese nel senso della sua comunità civile globale." l'auspicio del CGIE.

Infine, il tema della riforma del CGIE ci è caro perché - come voi sapete,- la riforma dei Comites, presentata nel 2017 (
https://www.italiannetwork.it/news.aspx?id=47642) , è stata reiterata. Oggi siamo alle soglie del 2026,  l'anno in cui i nostri Comites festeggeranno i 40 anni dal loro insediamento.
L'auspicio è che possa essere un'occasione fondamentale per parlare di partecipazione, per fare un appello ai nostri connazionali, oltre frontiera in costante aumento, di farsi parte attiva delle nostre rappresentanze in dialogo con l'associazionismo, le realtà diversificate  delle comunità all'estero, in dialogo con il Paese.

Questi sono i temi che affronteremo ! sperando in un riscontro più concreto perchè le comunità ne traggano maggior beneficio  Spero che questi riscontri siano l'occasione per trasmettere il senso di comunità e di partecipazione al quale ci ha incoraggiato ancora una volta il nostro Presidente della repubblica il 17 giugno scorso.

Concludo dicendo che penso sia fondamentale, nello spirito di quanto detto finora, ricordare che quello che il CGIE sollecita è il rispetto della sua legge istitutiva e di conseguenza  le dotazioni necessarie alla realizzazione  di quanto correttamente presentata al Ministero degli esteri perché questi strumenti siano quelli che ci permettano di compiere il  lavoro che stiamo facendo.

Siamo, inoltre, certi che attraverso i partenariati che abbiamo stretto:  con il commissario Castelli riguardo gli incentivi al rientro, avremo un accordo istituzionale domani con il Cnel, sono tutte tappe che servono per fare in modo che questo lavoro sia sempre più visibile, efficacemente  percepito, diffuso e che quindi il ruolo delle nostre rappresentanze sia auto evidente perché riteniamo che ci sia certo un miglioramento da fare che stiamo cercando di fare in termini di produttività, ma c'è anche poi un incardinamento, una centralità nel sistema istituzionale italiano che ci è dovuta ed in particolare questo incardinamento nella nostra legge istitutiva si svolge con due punti, quello dei pareri obbligatori che devono venirci chiesti ogni volta si tratta un tema che interessa le comunità degli italiani all'estero e poi la conferenza Stato, Regione, Provincie autonome e Cgie la cui assemblea plenaria deve svolgersi ogni tre anni e insistiamo su questi aspetti perché chiaramente la richiesta dei pareri obbligatori che è anche un modo con cui il legislatore si assicura che le comunità siano al corrente di tutto quello che si svolge in Paese perché se poi non ci vengono dati pareri è difficile seguire, si fa ma è più laborioso, e la conferenza Stato Regioni Provincie autonome e Cgie coglie proprio il punto della difficoltà di un lavoro inter istituzionale e della necessità di una programmazione, quindi quello che diramo anche ai vostri colleghi della commissione bilancio è proprio che in quest'ottica c'è una volontà di investimento sulle nostre comunità all'estero ed una volontà che le disponibilità economiche che vengono messe a disposizione nel consiglio generale siano investite bene non solo perché la nostra azione è efficace, ma perché potendola programmare, lavorare e metterla al centro di un dialogo istituzionale i frutti del nostro lavoro produttivo sono poi aumentati esponenzialmente grazie al lavoro sistemico."

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Legge di cittadinanza, messa in sicurezza del voto e incentivi al rientro: i temi al centro del lavoro del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero nel primo semestre 2025 con il supporto dei Comites e delle associazioni italiane all'estero presenti sui territori.  Attività che ha impegnato i consiglieri del CGIE  sia con i loro territori che con le Commissioni all'interno del Consiglio generale per avere un orizzonte ben definito in relazione agli obiettivi che il CGIE si è prefisso. Una premessa metodologica con la quale  la Segretaria Generale del CGIE, Maria Chiara Prodi ha aperto il suo intervento all'audizione informale presso la Commissione Esteri del Senato Presieduta dalla Sen. Stefania Craxi. 

Emblematico,  per la Segr. Generale del CGIE, come il punto sulla riforma della cittadinanza, sulla quale il Comitato di Presidenza aveva già aperto una riflessione interna arrivando a maturazione nel confronto con il lavoro dei parlamentari, sia stato superato 
dagli eventi della riforma.  "Un tema molto sentito dalle nostre comunità, Tant'è che a latere della'Assemblea dello scorso mese di Giugno, abbiamo registrato un'apertura significativa a modifiche  da parte del Vice premier e Ministro degli affari esteri Antonio  Taiani e del Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella che  ha incontrato il 17 giugno i 63 membri del CGIE al Quirinale e con parole di incoraggiamento ci hanno suggerito entrambi di formalizzare le nostre proposte di modifica.
Proposte  che noi abbiamo manifestato all'indomani in un ordine del giorno votato a larghissima maggioranza" ha fatto presente Prodi consegnando il documento alla Presidente della Commissione Esteri, sottolineando come "le proposte siano limitate  ad alcuni aspetti fondamentali, non mettendo in discussione il fatto che la riforma fosse necessaria"

In particolare - ha proseguito la Segretaria Generale del CGIE- ci preme di ragionare:
- sulla temporalità dei limiti alla trasmissione della cittadinanza italiana per i residenti all'estero, perché appunto chi è cittadino italiano possa rimanere tale;

- anche l'approccio alla doppia cittadinanza  voluto in questa legge  per noi è da modificare.;

- sul tema del riacquisto della cittadinanza per coloro che l'avevano perduta in passato. E' un tema che è stato affrontato sia qui in Senato che nel Consiglio Generale degli Italiani all'Estero  in diversi ordini del giorno, abbiamo, però,  bisogno di verificare i termini rispetto a ciò che è ragionevole nei nostri territori.

- Inoltre, per noi è importante sottolineare anche la centralità della lingua italiana nella trasmissione ed acquisizione della cittadinanza italiana. Nel nostro ragionamento questo elemento ci è sembrato più dirimente riguardo  al legame effettivo con il nostro Paese, con la comunità civile.

- Abbiamo anche valutato - e questo è un tema che abbiamo messo nell'ordine del giorno, ma che consideriamo trasversale - quanto noi per primi abbiamo bisogno di accedere a dati e strumenti conoscitivi per poter prendere delle decisioni e suggerire pareri in una maniera che sia programmatica, pratica, efficace.

Diciamo che le cose principali sulle quali abbiamo ricevuto un'apertura e sulla quale sollecitiamo un riscontro sono quelle della trasmissibilità della cittadinanza italiana e del collegamento della guerra alla doppia cittadinanza.
Altro aspetto molto importante per noi: la questione della registrazione dei minori e di tutto quello che nell'acquisizione della cittadinanza e nella registrazione attiene ai  limiti temporali perché, chiaramente, più sono stringenti e più è  difficile che i nostri connazionali possano accedervi. Rispetto a questo tema attualmente vi è un incoraggiamento riguardo alle modifiche che  vi  proporremo.
Siamo, inoltre, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale su questa legge di cittadinanza."
Tutti elementi di un tema sul quale le comunità all'estero sono in attesa e sul quale la Segretaria Generale del CGIE ha espresso l'interesse del Consiglio al confronto."

Quanto alla messa in sicurezza del voto degli italiani all'estero "abbiamo cercato di dare pareri puntuali sui diversi passaggi: dalla trasparenza alla stampa delle schede, dall'invio dei plichi elettorali alla loro restituzione, alla tracciabilità e corretta identifi-cazione dell'elettore, alla spedizione delle schede votate ed allo scrutinio.  Una serie di suggerimenti specifici che ci permettono di fare una constatazione: i miglioramenti sono possibili anche a sistema vigente .
Da parte nostra c'è la volontà di collaborare sui dettagli perché la messa in sicurezza possa veramente garantire la partecipa-zione, lavorando in sinergia con le rappresentanze degli italiani all'estero ed il legislatore, per fare in modo che il tema della sicurezza sia pienamente ottenibile. Sicurezza di poter esercitare un diritto, sicurezza di un percorso garantito".

Terzo punto: "gli incentivi al rientro sono sicura che ci saranno degli interventi in materia. Abbiamo fatto un'analisi dell'esistente e stiamo lavorando sul riscontro nei territori circa la consapevolezza e conoscenza di questi strumenti. Oltre a dei feedback sulla capacità attuativa nella vita concreta per poter elaborare dei suggerimenti."

Per il secondo semestre  "altri temi fondamentali sono la lingua e la cultura italiana, la storia dell'emigrazione e la riforma del CGIE : conseguentemente relazioneremo più avanti, ma intendiamo condividerli subito, di modo che se ci sono delle riflessioni,  documenti si possano già assumere nei nostri ragionamenti"

"Lingua e cultura italiana: "per noi un tema nodale che avevamo anche citato nella legge sulla cittadinanza perché è lo strumento primario del legame effettivo della nostra comunità nazionale e per noi è fondamentale accompagnare le transizioni, anche sugli investimenti, del nostro Paese rispetto a nuovi scenari - come sull'italofonia - con il protagonismo delle nostre comunità.  Abbiamo, però,  bisogno di superare alcune criticità che vengono da territori molto diversi tra di loro con diverse esigenze" ha affermato la Segretaria Generale Prodi, avanzando un'ipotesi di lavoro: " Per superare queste divergenze occorre mettere a sistema proposte concrete di accompagnamento alla promozione della lingua italiana. Anche in questo caso, per entrare nei dettagli sarebbe utile riuscire ad avere Tavoli di Lavoro che ci permettano di uscire dalla sterilità di un confronto che non tiene conto delle necessarie diversità e riuscire ad essere proattivi."

Secondo tema al centro dell'attenzione nella IIa parte del 2025: "Nel rispetto della storia dell'emigrazione per noi è fonda-mentale riconnettere il Paese Italia con la storia dell'emigrazione, perché più il cittadino è consapevole della comunità nazionale dentro e fuori dai confini e della sua storia, più il cittadino è consapevole e capace di accompagnare le decisioni collettive più significative.
Su questa linea, la presenza con una nutrita delegazione del Consiglio  alle commemorazioni per gli anniversari delle tragiche sciagure di Marcinelle l'8 di agosto e di Matmark a fine agosto. Entrambe saranno celebrate sui territori all'estero dalle nostre Commissioni continentali perché possano emergere chiaramente i luoghi e le date fondamentali per le comunità, con una messa in valore dei luoghi dell'emigrazione.

Ci preme, inoltre, fare in modo che si arrivi ad una programmazione nelle scuole che parli della storia dell'emigrazione italiana e che  si possa considerare tutti noi esponenti della rappresentanza di base degli italiani all'estero come biblioteche viventi della storia dell'emigrazione per rendere effettivo e visibile questo legame tra la comunità fuori dai confini e la comunità nei confini.
Sono temi che ci stanno a cuore e rispetto ai quali pensiamo che il nostro contributo non possa che rafforzare il nostro Paese nel senso della sua comunità civile globale." l'auspicio del CGIE.

Infine, il tema della riforma del CGIE ci è caro perché - come voi sapete,- la riforma dei Comites, presentata nel 2017 (
https://www.italiannetwork.it/news.aspx?id=47642) , è stata reiterata. Oggi siamo alle soglie del 2026,  l'anno in cui i nostri Comites festeggeranno i 40 anni dal loro insediamento.
L'auspicio è che possa essere un'occasione fondamentale per parlare di partecipazione, per fare un appello ai nostri connazionali, oltre frontiera in costante aumento, di farsi parte attiva delle nostre rappresentanze in dialogo con l'associazionismo, le realtà diversificate  delle comunità all'estero, in dialogo con il Paese.

Questi sono i temi che affronteremo ! sperando in un riscontro più concreto perchè le comunità ne traggano maggior beneficio  Spero che questi riscontri siano l'occasione per trasmettere il senso di comunità e di partecipazione al quale ci ha incoraggiato ancora una volta il nostro Presidente della Repubblica il 17 giugno scorso.

Concludo dicendo che penso sia fondamentale, nello spirito di quanto detto finora, ricordare che quello che il CGIE sollecita è il rispetto della sua legge istitutiva e di conseguenza  le dotazioni necessarie alla realizzazione  di quanto correttamente presentata al Ministero degli esteri perché questi strumenti siano quelli che ci permettano di compiere il  lavoro che stiamo facendo.

Siamo, inoltre, certi che attraverso i partenariati che abbiamo stretto:  con il Commissario straordinario di Governo per il terremoto del 2016 nelle zone centrali dell'Italia,  Guido Castelli, per quanto riguarda gli incentivi al rientro, e l'Accordo istituzionale con il CNEL, siano tappe di un percorso di lavoro  sempre più visibile, efficacemente  percepito e diffuso, valorizzando così il ruolo ed il lavoro delle nostre rappresentanze."

D'altra parte, Prodi,  pur ammettendo che si debba ancora migliorare l'attività delle rappresentanze degli italiani all'estero in termini di produttività, ha fatto presente come rimangano ancora problemi di 'incardinamento' dell'attività del CGIE nel sistema istituzionale come previsto dalla Legge istitutiva".  Per maggiore chiarezza: "il parere obbligatorio del CGIE dovrebbe essere richiesto dalle istituzioni su temi ed argomenti d'interesse delle comunità degli italiani all'estero". Ciò che in realtà spesso non è avvenuto.
Su questa linea, sempre in attuazione della Legge istitutiva, la convocazione della Conferenza Stato, Regione, Province autonome e CGIE i cui lavori dovrebbero tenersi ogni tre anni, ma che dalla data di insediamento di tale organismo (dicembre 1991), è stata indetta solamente 4 volte, l'ultima  nel dicembre 2021.

"Insistiamo su questi aspetti - ha dichiarato la Segretari Generale Maria Chiara Prodi - perché la richiesta dei pareri obbligatori  rappresenta anche una modalità  con la quale il legislatore si assicura che le comunità all'estero, tramite i pareri del CGIE possano essere al corrente di quel che avviene nel nostro Paese. E la conferenza Stato Regioni Provincie autonome e Cgie coglie proprio il punto delle difficoltà di un lavoro interistituzionale e la necessità di un'attenta programmazione.

Quindi quello che chiederemo anche alla Commissione Bilancio è se: " esista una volontà di investimento sulle nostre comunità all'estero se ci sia disponibilità di risorse  economiche a disposizione del Consiglio, perchè  siano investite bene non solo perché la nostra azione sia efficace ma si possa programmare, lavorare e metterla al centro di un dialogo istituzionale frutto del nostro lavoro aumentato esponenzialmente grazie ad un lavoro sistemico." ha concluso la Segretaria Generale del CGIE . (01/10/2025-ITL/ITNET)

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