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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - EUROPA/GROELANDIA: LA GROENLANDIA NON E' IN VENDITA. L'ITALIA PRESENTA IL PROPRIO DOCUMENTO SULLA POLITICA ARTICA

(2026-01-15)

A PROPOSITO DI GROELANDIA :

Il territorio artico, geograficamente collocato nell’emisfero occidentale sui cui Trump rivendica il diritto di una zona di influenza esclusiva, è dotato di ampia autonomia, ma fa parte del Regno di Danimarca, non dell’Unione europea, anche se, tecnicamente, risulta territorio d’oltremare associato all’Ue, da cui riceve finanziamenti per lo sviluppo sostenibile ed ha firmato accordi che rafforzano la cooperazione con l’Ue.
Allo stesso tempo, tramite la Danimarca, Stato membro Ue, rientra nelle garanzie Nato. Una situazione che di fronte all’escalation verbale trumpiana pone Bruxelles e gli alleati europei in una posizione evidentemente "delicata".

Ma andiamo per ordine cronologico:
IL 30 NOVEMBRE 2023 L'UE E LA GROENLANDIA HANNO FIRMATO UN PARTENARIATO STRATEGICO SULLE CATENE DEL VALORE SOSTENIBILI PER LE MATERIE PRIME

Ed il 15 marzo 2024, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha  inaugurato a Nuuk un ufficio Ue, con un investimento nella Groenlandia di centinaia di milioni di euro.

Maroš Šef'ovi'c, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, le relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche della Commissione europea, aveva firmato il memorandum d'intesa con il governo della Groenlandia, rappresentato dal Ministro delle Imprese, del commercio, delle risorse minerarie, della giustizia e della parità di genere, Naaja H. Nathanielsen.

In buona sostanza, Le ingenti ricchezze naturali della Groenlandia rappresentano una risorsa importante per sfruttare i vantaggi delle catene globali del valore, di conseguenza nel territorio si sta puntando a diversificare l'economia in modo sostenibile. 25 delle 34 materie prime critiche identificate dalla Commissione come strategicamente importanti per l'industria europea e la transizione verde si trovano in Groenlandia.
La firma del memorandum d'intesa con la Commissione Ue dovrebbe contribuire allo sviluppo di progetti sostenibili lungo le catene del valore delle materie prime e alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per svilupparli.

Cinque settori di cooperazione
Il protocollo d'intesa instaura una stretta cooperazione tra la Groenlandia e l'UE in cinque settori :

- integrazione economica e industriale delle catene del valore relative alle materie prime critiche e ad altre materie prime. Tale integrazione sarà raggiunta attraverso la creazione di reti, lo sviluppo congiunto di progetti, la creazione e la promozione di nuovi modelli imprenditoriali, l'attrazione di investimenti, il sostegno all'accesso ai finanziamenti, l'agevolazione dei collegamenti commerciali, lo sviluppo e l'integrazione del sostegno alla diversificazione economica nonché tramite la garanzia del buon funzionamento e della resilienza di tali catene del valore.

- cooperazione mirata a sfruttare gli elevati standard ambientali, sociali e di governance (ESG) internazionali, per fare sì che il settore minerario della Groenlandia faccia da trampolino a una crescita economica sostenibile e inclusiva con la creazione di valore a livello locale e nazionale.
Tale cooperazione prevede anche lo sfruttamento sostenibile delle risorse minerarie in stretto dialogo con l'insieme della società groenlandese - individui, organizzazioni, imprese e altre parti interessate - tenendo pienamente conto della natura unica delle terre incontaminate della Groenlandia e applicando standard ESG elevati stabiliti nella legislazione, negli accordi, negli orientamenti e nelle migliori pratiche
.
- realizzazione dell'infrastruttura necessaria per lo sviluppo di catene del valore per le materie prime. In questo contesto si terrà conto delle specificità del fabbisogno di infrastrutture energetiche e di trasporto della Groenlandia, fatte salve le condizioni artiche o subartiche, e verrà sostenuta la mobilitazione di finanziamenti per tali infrastrutture.

- rafforzamento delle capacità e sviluppo delle competenze lungo le catene del valore delle materie prime. Si punterà allo sviluppo di competenze a tutti i livelli, sia in seno all'industria delle materie prime che nella società in generale.
cooperazione in materia di ricerca e innovazione e condivisione delle conoscenze e delle tecnologie relative all'esplorazione, all'estrazione, alla trasformazione e alla raffinazione sostenibili delle materie prime.

La Groenlandia è ammissibile al programma quadro di ricerca e innovazione dell'UE e i dati di osservazione della terra ottenuti nel quadro del programma Copernicus presentano opportunità promettenti per l'esplorazione mineraria (mappatura dei giacimenti, monitoraggio delle attività minerarie - compresa la gestione dei rifiuti - monitoraggio dell'impatto ambientale).

Il partenariato  è, dunque, vantaggioso per entrambe le parti. Da un lato è volto a garantire che le risorse della Groenlandia servano a sostenere uno sviluppo socioeconomico sostenibile, equo e inclusivo, nel più rigoroso rispetto delle norme ESG; dall'altro lato consente all'UE di realizzare il suo ambizioso Green Deal, rendendo possibili le transizioni verde e digitale in entrambe le regioni.

L'UE deve assicurarsi un approvvigionamento sostenibile di materie prime, in particolare di materie prime critiche: questo è infatti un prerequisito essenziale per conseguire gli obiettivi in materia di energia verde e pulita. Nel quadro del piano d'azione per le materie prime critiche  e della normativa sulle materie prime critiche, l'UE si impegna a sviluppare partenariati internazionali strategici e finanziamenti associati con paesi ricchi di risorse come la Groenlan-dia per garantire un approvvigionamento diversificato e sostenibile di materie prime critiche.

La Commissione, in nome dell'UE, ha già istituito partenariati strategici sulle materie prime con il Canada (giugno 2021), l'Ucraina (luglio 2021), il Kazakhstan e la Namibia (novembre 2022), l'Argentina (giugno 2023), il Cile (luglio 2023) nonché con lo Zambia e la Repubblica democratica del Congo (ottobre 2023).

I partenariati consentono a entrambe le parti di far progredire gli scambi e gli investimenti rendendo la catena del valore delle materie prime sicura, sostenibile e resiliente: si tratta di un elemento fondamentale per realizzare la transizione verso economie climaticamente neutre e digitalizzate.

I partenariati sono in linea con la strategia Global Gateway, l'iniziativa chiave dell'UE per gli investimenti a favore di progetti sostenibili e di alta qualità nel mondo intero (nel rispetto delle esigenze dei paesi partner e garantendo benefici duraturi per le comunità locali), grazie alla quale Team Europa mobiliterà fino a 300 miliardi di €.

L'elevato potenziale di risorse della Groenlandia, unito alla domanda di minerali dell'UE e alle sue competenze in materia di prospezione, esplorazione, estrazione, trasformazione e raffinazione, costituisce una solida base per il partenariato e assicura lo sviluppo del settore delle risorse minerarie groenlandesi quale futuro fornitore di materie prime per l'UE.

Azioni Finanziarie e di Sviluppo:

Fondi per Sviluppo Sostenibile: L'UE ha stanziato 225 milioni di euro per il periodo 2021-2027, destinati a istruzione, crescita verde e sviluppo sostenibile.
Nel periodo 2021?2027 alla Groenlandia sono stati destinati complessivamente dall'Ue 225 milioni di euro per sviluppo sostenibile, istruzione e crescita verde.
Nel 2024, in concomitanza con l’apertura della rappresentanza, sono stati siglati due accordi di cooperazione dal valore complessivo di 94 milioni di euro.

Il primo programma, da 71,25 milioni, punta a migliorare il sistema educativo groenlandese, rafforzando la formazione tecnica e professionale e sostenendo i giovani fuori da scuola o lavoro.
Il secondo, da 22,5 milioni, riguarda investimenti nelle filiere dell’energia pulita, delle materie prime critiche e della ricerca, con l’obiettivo di diversificare l’economia locale e sviluppare settori strategici come l’idrogeno verde.

Raddoppio degli Investimenti: La Commissione Europea ha, inoltre, proposto di raddoppiare i finanziamenti, arrivando a circa 500 milioni, per contrastare le offerte di investimento di altri paesi.

L’Unione è il secondo maggiore contributore al bilancio pubblico groenlandese, dopo la Danimarca, con trasferimenti annuali pari a 49 milioni di euro. Di questi, 32 milioni provengono dall’attuale bilancio pluriennale e 17 milioni dall’accordo di pesca dell’Ue con l’isola artica, rinnovato a dicembre 2024.

Secondo il piano della Commissione, l’attuale dotazione annuale di 32 milioni salirebbe a quasi 76 milioni a partire dal 2028, con un aumento reale del 130% rispetto ai livelli attuali.

L'mpegno Geopolitico e di Sicurezza:
L'UE agisce per supportare l'integrità territoriale della Groenlandia, minacciata da potenziali acquisizioni o eccessive influenze di paesi terzi (come gli USA).

Ovvero:
Si punta a rafforzare la presenza europea e della NATO nell'Artico, anche con proposte di invio di truppe europee (previo accordo con la Danimarca) come segnale politico e deterrente.

DANIMARCA
Il Ministero della Difesa danese ha annunciato che aumenterà la sua presenza militare nel territorio autonomo. "L'obiettivo è addestrare gli ufficiali a operare nelle condizioni particolari dell'Artico e rafforzare la presenza dell'Alleanza, a beneficio della sicurezza europea e transatlantica" Ci saranno, quindi,  più esercitazioni e una maggiore presenza dell'Alleanza nell'Artico", ha spiegato Troels Lund Poulsen in una dichiarazione all'Afp. La Danimarca, ha assicurato, "ha un dialogo continuo con i suoi Alleati riguardo alle nuove e maggiori attività nel 2026".

Coinvolgimento di SVEZIA E NORVEGIA
Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha annunciato l'arrivo di ufficiali dell'esercito svedese in Groenlandia su richiesta della Danimarca per partecipare alla preparazione di esercitazioni militari, mentre la Norvegia invierà altri due ufficiali.

In quest'ambito, FRANCIA E GERMANIA si uniscono  a Svezia e Norvegia in una missione per aumentare la sicurezza in Groenlandia.
La Germania invia tra il 15 ed il 17 gennaio nella capitale groenlandese Nuuk un Airbus A400M con una squadra di ricognizione della Bundeswehr della quale fanno parte  13 uomini per "esplorare le condizioni quadro per possibili contributi militari a sostegno della Danimarca nel garantire la sicurezza nella regione", ha fatto sapere il ministero della Difesa tedesco. Ad esempio "con capacità di sorveglianza marittima".

La Francia ha annunciato l'apertura di un consolato in Groenlandia il 6 febbraio ed invierà'- secondo ultime informazioni - anche alcuni  esperti militari. "Un segnale politico -più che altro , ma simbolico, ...ma anche in campo scientifico". Decisione che è stata presa la scorsa estate in occasione della visita del presidente Emmanuel Macron, ha ricordato Jean-Noël Barrot alla radio RTL.  "Il consolato aprirà il 6 febbraio".
"Se l'obiettivo è impossessarsene con mezzi diversi dall'acquisto della Groenlandia, allora, ovviamente, sembra altamente incongruo perché da parte di un membro della NATO - questa alleanza di sicurezza che ha legato il Nord America all'Europa per quasi 80 anni; sarebbe persino contrario agli interessi degli Stati Uniti", avrebbe affermato.

Tra l'altro, in risposta alle minacce USA: Bruxelles ha anche minacciato ritardi nel voto su accordi commerciali (come quelli sui dazi) in caso d acquisizione della Groenlandia da parte degli USA

La Commissione Europea
Quanto all'Unione Europea, la Presidente della Commissione Von der Leyen ha dichiarato "siamo in strettissimo e costante contatto con il governo danese, anche per ascoltare quali sono le necessità, i bisogni dei groenlandesi.

In secondo luogo, la Groenlandia fa parte della NATO. E quando parliamo di sicurezza artica, questo è uno dei temi centrali della NATO, e sappiamo che il collante tra gli alleati è il motto: 'uno per tutti, tutti per uno'. Quindi la NATO è un forum per integrare i diversi interessi esistenti", ha aggiunto Von der Leyen.

"Naturalmente - ha fatto presente la presidente Von der Leyen  - l'Artico e la sicurezza artica sono anche una questione Ue, senza alcun dubbio, e abbiamo investito da anni nel nostro rapporto con la Groenlandia. Sono stata lì l'anno scorso, prima che tutto questo accadesse, per aprire l'ufficio Europeo a Nuuk, così da avere un canale di comunicazione costante con i groenlandesi.
Abbiamo un programma di investimenti. Abbiamo rafforzato il nostro impegno dall'anno scorso. Abbiamo accelerato il nostro lavoro. Quindi esiste un rapporto forte, buono e consolidato tra l'Unione europea e i groenlandesi. E per me è importante che i groenlandesi sappiano, e lo sanno attraverso i fatti, che rispettiamo i desideri dei groenlandesi e i loro interessi, e che possono contare su di noi".

Se appare non credibile l'ipotesi dell'uso di sanzioni economiche, considerata la dipendenza di tecnologie e servizi USA ed altre considerazioni (vedi UCRAINA), piu' opportuna potrebbe essere l'opzione sul rafforzamento dell'intervento  danese (di 4 miliardi dii corone) per il sostegno alla spesa pubblica della Groelandia, ed il raddoppio degli investimenti ventilata da una proposta, nei mesi scorsi,  della Commissione UE. Un'alternativa alle promesse di ampi investimenti avanzata da Trump- riferita da Nbc- che potrebbe ammontare a circa 700 miliardi di dollari.

DONALD TRUMP

Pervicace la posizione di Donald Trump che ribadisce sul suo social Truth: "Non lasceremo la Groenlandia alla Russia o alla Cina..." Con lo scioglimento dei ghiacci diviene  più facile ed economica la navigazione artica e le risorse rare di cui è dotata la Groenlandia rappresentano un'inevitabile attrazione.

"Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È vitale per il Golden Dome che stiamo costruendo". Dunque, "La Nato dovrebbe farci da apripista per ottenerla. Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina, e questo non accadrà!".

"Militarmente, senza l'enorme potere degli Stati Uniti, gran parte del quale ho costruito durante il mio primo mandato e che ora sto portando a un livello nuovo e ancora più elevato, la Nato non sarebbe una forza o un deterrente efficace, nemmeno lontanamente! Lo sanno loro, e lo so anch'io. La Nato sara' molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Stati Uniti. Qualsiasi cosa di meno è inaccettabile".

In buona sostanza per Trump  "si troverà una soluzione, dopo l'incontro a Washington" aveva detto,  ma i ministri degli esteri di Groenlandia e Danimarca  dopo l'incontro con il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio hanno dichiarato di "non essere  riusciti a cambiare la posizione americana. È chiaro che il Presidente ha il desiderio di conquistare la Groenlandia". 

"Abbiamo chiarito molto, molto chiaramente, ha detto il ministro danese Lars Løkke Rasmussen, che ciò non è nell'interesse del regno di Danimarca." Pertanto, "Non è "affatto necessario" che gli Stati Uniti si impadroniscano della Groenlandia, come ripete Trump, dato che "non ci sono navi da guerra cinesi lungo le coste della Groenlandia".
Dunque,  la questione è "molto delicata" per la Groenlandia e la Danimarca,  essendo gli Stati Uniti un alleato della NATO.  Ma "Le idee che non rispettano l'integrità territoriale del Regno di Danimarca e il diritto all'autodetermina-zione del popolo groenlandese sono, ovviamente, totalmente inaccettabili." "Quindi, continuiamo ad avere un disaccordo fondamentale."

La risposta della Danimarca : "un incremento degli investimenti a circa 14 miliardi di dollari nella sicurezza artica ed un rafforzamento della presenza militare danese in Groenlandia". Inoltre, un incremento delle esercitazioni NATO.
In questo senso si deve leggere "l'arrivo in questi giorni di truppe Nato, voli e navi militari per le 'esercitazioni' ha preannunciato il  Vice Primo Ministro groenlandese Mute Egede. Ma arriverà anche personale militare francese, tedesco e nordico che parteciperà alle missioni militari Nato.

Nel frattempo: sul piano diplomatico inviati danesi e groenlandesi intensificano il dialogo con il Congresso americano.
Copenaghen punta ad evidenziare l'esistenza di un accordo di difesa Usa-Danimarca del 1951, aggiornato nel 2004, che consente già un’ampia presenza militare statunitense sull’isola, una base con 150 militari. In pratica ciò che resta delle basi preesistenti durante gli anni della "guerra fredda".

La NATO
In ambito Nato sarebbe allo studio un rafforzamento della sicurezza artica attraverso maggiori investimenti, nuove esercitazioni e il dispiegamento di mezzi, sul modello delle missioni “Baltic Sentry” .  Una mobilitazione sulla frontiera artica che dovrebbe permettere di recepire le preoccupazioni di Washington senza mettere in discussione la sovranità danese e groenlandese.

Una cosa e' certa "i desiderata" di Trump mettono in forte imbarazzo sia l'Unione Europea che la Nato.

Quanto all'Italia,  "Credo debba sempre prevalere il dialogo" ha affermato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il 6 gennaio, la premier Meloni, ha sottoscritto insieme a Merz, Tusk, Sanchez, Starmer, Frederiksen, una dichiara-razione congiunta in merito alle dichiarazioni del Presidente Trump circa la sua volontà di annessione della Groenlan-dia agli Stati Uniti. ***° in cui si ribadisce  l’importanza della sicurezza artica come caposaldo della sicurezza transatlantica. E per mantenere  tale sicurezza, prosegue la dichiarazione, è necessario l’impegno collettivo degli alleati NATO compresi gli USA, sostenendo principi universali quali sovranità, integrità territoriale e inviolabilità dei confini.

L’Italia punta sul “dialogo” ed esclude la presenza - sia pur solo simbolica - di militari. Il  Ministro della Difesa afferma: niente uomini in missione per l’Europa, al massimo per la Nato e con gli Usa", a differenza dei militari francesi, poco piu' di una decina, che sono già a Nuuk, come - d'altra parte - i tedeschi. Attesi gli ufficiali norvegesi e svedesi, Olanda, Spagna e pochi altri inviano piccoli gruppi per la missione danese Arctic Endurance.

L'Italia, presente come Osservatore scientifico, aggiorna il proprio documento strategico sull'Artico:  53 pagine con le linee guida per rafforzare la presenza nell'estremo nord del mondo. Focus su difesa e industria, oltre all'ormai storica attività di osservazione scientifica, al fine di “preservare l’Artico come area di pace e cooperazione”, viene anticipato da chi lo ha letto.  In campo le big Eni, Enel Green Power, Leonardo, Fincantieri, insieme a CNR ed ENEA.

L’Artico è vicino. Eni, Enel Green Power, Leonardo, Fincantieri già ci sono. Ma l’Italia punta a rafforzare la sua presenza nella regione - grande quanto il continente africano e abitata da 4 milioni di persone - andando oltre l’ormai storica attività di osservazione scientifica, che resta in ogni caso prioritaria con Cnr ed Enea.
La Politica artica italiana” punta alla valorizzazione del dialogo, del multilateralismo attivo,  della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”, “sostenendo i paesi artici europei,  responsabili della governance regionale”.

Il 16 gennaio il documento verra' presentato dalla Farnesina
Il Documento Strategico  delinea gli obiettivi per il rafforzamento dell’impegno italiano nella regione, con particolare riferimento al dialogo politico, ai temi di sicurezza, alla ricerca scientifica e allo sviluppo economico.
Interverranno  il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, il Presidente del CNR, Andrea Lenzi, e il Presidente di ENEA, Francesca Mariotti.

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La sicurezza dell'Artico rimane una priorità fondamentale per l'Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica.

La NATO ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando i loro sforzi. Noi e molti altri alleati abbiamo aumentato la nostra presenza, le nostre attività e i nostri investimenti per garantire la sicurezza dell'Artico e scoraggiare gli avversari. Il Regno di Danimarca, inclusa la Groenlandia, fa parte della NATO.

La sicurezza nell'Artico deve quindi essere raggiunta collettivamente, in collaborazione con gli alleati della NATO, compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità delle frontiere. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli.

Gli Stati Uniti sono un partner essenziale in questa impresa, in quanto alleati della NATO e attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951.

La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che li riguardano. (15/01/2026-ITL/ITNET)

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