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ECONOMIA ITALIANA - EUROPA/MATERIE PRIME - DA ITALIA E GERMANIA DOCUMENTO INDIRIZZO POLITICO A COMMISSIONE UE PER RILANCIO IMPEGNO SETTORE. Si SOTTOLINEA, INOLTRE, L'OPPORTUNITA' DI "PARTENARIATI" MUTUALMENTE VANTAGGIOSI UE/USA, G7, AFRICA...

(2026-02-03)

Italia e Germania hanno inviato questa mattina alla Commissione Europea un documento di indirizzo politico in tema di materie prime critiche, per rilanciare l’impegno europeo nel settore con l’obiettivo di mitigare le dipendenze strategiche e costruire catene di approv-vigionamento sicure per le imprese europee." così una nota della Farnesina, che precisa:

"L’iniziativa è stata assunta dal Ministro degli Esteri Tajani e dal Ministro degli Esteri tedesco Wadephul in vista della riunione di domani sui minerali critici organizzata dagli Stati Uniti, e fa seguito agli impegni assunti dai due Ministri degli Esteri al Vertice italo-tedesco del 23 gennaio scorso e alla Dichiarazione firmata dai Ministri Urso e Reiche sulle materie prime critiche.

"Il documento sottolinea l’opportunità di una stretta collaborazione dell’UE con gli Stati Uniti, altri partner affini (G7+) e Paesi terzi — in particolare l’Africa, l’Indo-Pacifico e l’America Latina — disposti e in grado di contribuire a partenariati mutualmente vantaggiosi tra utilizzatori finali, trasformatori e produttori lungo le catene di approvvigionamento delle materie prime critiche. La riunione di domani a Washington offre un’opportunità particolarmente tempestiva per muoversi in questa direzione."

"Italia e Germania - sottolinea la Farnesina - coordineranno strettamente le rispettive posizioni nei diversi fori internazionali, esprimendo pieno sostegno ai negoziati dell’Unione Europea per la definizione di un partenariato con gli Stati Uniti sui minerali critici nelle prossime settimane."

"Il testo - fa presente, inoltre, la Farnesina invita anche a investire nello sviluppo delle capacità, nello stoccaggio e nell’aumento del riciclo e nell’innovazione tecnologica, mettendo tuttavia in guardia dal fatto che la riduzione delle dipendenze, a tutela della nostra sicurezza economica, non può essere raggiunta senza costi aggiuntivi. Tali costi dovranno essere prevedibili, equamente ripartiti tra partner affini e compatibili con la competitività dei nostri sistemi industriali". (03/02/2026-ITL/ITNET)

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