Direttore responsabile Maria Ferrante − mercoledì 4 marzo 2026 o consulta la mappa del sito
italialavorotv.it

Sponsor

IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - SOSPENSIONE SISTEMA ETS IN ATTESA REVISIONE CBAM - LO HA PROPOSTO MIN. URSO (MIMIT) ALL'ALLEANZA "FRIENDS OF INDUSTRY" E AL CONSIGLIO COMPETITIVITA'

(2026-02-26)

“Il sistema ETS, così come concepito, rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, incidendo sui costi e limitandone la competitività. Ne chiederemo la sospensione alla Commissione europea, fino a una sua profonda revisione che intervenga sia sui parametri di riferimento delle emissioni, sia sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite, e che introduca finalmente un meccanismo stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del CBAM”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, intervenendo ia Bruxelles alla riunione dei Paesi “Friends of Industry”, il format informale che riunisce i ministri dell’Industria di alcuni Stati membri europei - tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca - ed a seguire al Consiglio Competitività.

Nel confronto tra i ministri dell’Industria, Urso ha posto l’accento sulla competitività industriale e sulla necessaria coerenza tra revisione del CBAM e riforma dell’ETS, rilevando come entrambi gli strumenti dovranno essere pienamente allineati e funzionali alla tutela della base produttiva europea. Un’impostazione, quella sostenuta dall’Italia con Urso, che ha contribuito significativamente a orientare il documento finale condiviso dai Paesi partecipanti.

Lo stesso orientamento ha ribadito stamane alla quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie energivore, in corso a Bruxelles con uno specifico focus sul settore della chimica, e successivamente ai lavori del Consiglio Competitività. (video Consiglio Europeo:    I-285664_16-9_INT_FHD-VIDEO.mp4 )

“La chimica, l’industria delle industrie in Europa, è oggi sotto pressione a causa degli alti costi energetici. Il sistema ETS, alle condizioni attuali, è inefficace e dannoso perché si traduce in un mero costo aggiuntivo non evitabile, che erode margini e competitività”, afferma Urso. “Servono regole chiare e strumenti di verifica affidabili, che evitino distorsioni lungo le filiere. CBAM ed ETS devono diventare strumenti a supporto dell’industria, non fattori che ne indeboliscono la competitività.

--------------------------------------------------------------
EMISSION TRADING

Il Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System - EU ETS) è il principale strumento adottato dall’Unione europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 nei principali settori industriali e nel comparto dell’aviazione. Il sistema è stato introdotto e disciplinato nella legislazione europea dalla Direttiva 2003/87/CE (Direttiva ETS).

Il meccanismo è di tipo cap&trade ovvero fissa un tetto massimo complessivo alle emissioni consentite sul territorio europeo nei settori interessati (cap) cui corrisponde un equivalente numero “quote” (1 ton di CO2eq. = 1 quota) che possono essere acquistate/vendute su un apposito mercato (trade). Ogni operatore industriale/aereo attivo nei settori coperti dallo schema deve “compensare” su base annuale le proprie emissioni effettive (verificate da un soggetto terzo indipendente) con un corrispondente quantitativo di quote. La contabilità delle compensazioni è tenuta attraverso il Registro Unico dell’Unione mentre il controllo su scadenze e rispetto delle regole del meccanismo è affidato alle Autorità Nazionali Competenti (ANC).

Le quote possono essere allocate a titolo oneroso o gratuito. Nel primo caso vengono vendute attraverso aste pubbliche alle quali partecipano soggetti accreditati che acquistano principalmente per compensare le proprie emissioni ma possono alimentare il mercato secondario del carbonio. Nel secondo caso, le quote vengono assegnate gratuitamente agli operatori a rischio di delocalizzazione delle produzioni in Paesi caratterizzati da standard ambientali meno stringenti rispetto a quelli europei (c.d. carbon leakage o fuga di carbonio). Le assegnazioni gratuite sono appannaggio dei settori manifatturieri e sono calcolate prendendo a riferimento le emissioni degli impianti più “virtuosi” (c.d. benchmarks, prevalentemente basati sulle produzioni più efficienti).

Indipendentemente dal metodo di allocazione, il quantitativo complessivo di quote disponibili per gli operatori (cap) diminuisce nel tempo imponendo di fatto una riduzione delle emissioni di gas serra nei settori ETS: in particolare, al 2030, il meccanismo garantirà un calo del 43% rispetto ai livelli del 2005.

L’EU ETS, in tutta Europa, interessa oltre 11.000 impianti industriali e circa 600 operatori aerei. In Italia sono disciplinati più di 1200 soggetti che coprono circa il 40% delle emissioni di gas serra nazionali.

CBAM - Carbon Border Adjustment Mechanism

Il regolamento (UE) 2023/956  Link esterno del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, che istituisce un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, ha definito il funzionamento del meccanismo CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Si tratta di una misura economica identificata per affrontare il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio dell'industria, che agisce sulle importazioni di prodotti a maggior intensità di carbonio da paesi extra UE per garantire che non siano vanificati gli sforzi di riduzione all'interno dell'UE, ottenuti dall'EU ETS.

Ambito di applicazione. Il CBAM si applicherà inizialmente ad un ristretto numero di prodotti importati (cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità ed idrogeno), classificati secondo la Nomenclatura Combinata (c.d. codici NC, corrispondenti a quelli del regolamento CEE n. 2658/87), comprendendo sia le merci che sono utilizzate nella loro produzione sia, per evitare possibili pratiche elusive del meccanismo, determinate lavorazioni dei prodotti definite con differenti codici NC.

L'elenco completo dei prodotti e dei relativi codici la cui importazione in territorio unionale prevederà l'applicazione del regolamento è incluso nell'Allegato I del regolamento.

Le emissioni incorporate nelle merci importate a cui sarà applicato il regolamento sono sia quelle dirette che quelle indirette, ad eccezione dei prodotti elencati nell'Allegato II per cui sarà richiesta la raccolta dei dati relativi alle sole emissioni dirette.

Operativamente il meccanismo sarà applicato in maniera progressiva secondo la seguente tempistica:

una prima fase o fase di transizione (1° ottobre 2023 - 31 dicembre 2025) in cui la misura non sarà applicata interamente ai prodotti importati, ma saranno solo acquisite informazioni sulle quantità dei prodotti in entrata, compresa la valutazione delle emissioni incorporate, e inizierà l'attività di autorizzazione dei soggetti obbligati (i dichiaranti autorizzati CBAM);
la seconda fase (con avvio dal 1° gennaio 2026), in cui il meccanismo entrerà in funzione in maniera definitiva, sebbene attraverso un regime transitorio con la coesistenza con l'EU ETS che durerà fino al 31 dicembre 2033.
Fase di transizione. Durante la prima fase, gli operatori dovranno condurre un'attività di reporting trimestrale delle emissioni incorporate delle merci importate, sulla base dei dati raccolti dai produttori extra UE, e seguendo le regole definite dalla Commissione nel regolamento di esecuzione (UE) 1773/2023

Sono tenuti in particolare al reporting gli operatori individuati nell'articolo 2 del regolamento, ovvero:

gli importatori;
i soggetti autorizzati a presentare una dichiarazione in dogana sotto forma di iscrizione nelle scritture del dichiarante ai sensi dell'art. 182 del regolamento (UE) 952/2013;
in alcuni casi specifici, i rappresentanti doganali indiretti.

Periodo definitivo. Il periodo definitivo inizierà a partire dal 1° gennaio 2026. L'importazione di merci CBAM nel territorio doganale dell'UE sarà possibile solo per gli importatori che hanno ottenuto lo status di dichiaranti autorizzati. Tale status potrà essere richiesto all'Autorità Nazionale Competente a partire dal 1° gennaio 2025, fornendo la documentazione elencata all'art. 5 del Regolamento CBAM 2023/956 e integrato dalla legislazione secondaria di prossima pubblicazione.  (26/02/2026-ITL/ITNET)

Altri prodotti editoriali

Contatti

Contatti

Borsa italiana
Borsa italiana

© copyright 1996-2007 Italian Network
Edizioni Gesim SRL − Registrazione Tribunale di Roma n.87/96 − ItaliaLavoroTv iscrizione Tribunale di Roma n.147/07