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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - SVIZZERA - "LA BELLEZZA ESISTE" PER E CON PETRA WEISS E LA SUA RICERCA LO TESTIMONIA NELLE 150 OPERE IN MOSTRA AL CENTRO CULTURALE CHIASSO
(2026-03-03)
"Petra Weiss. La bellezza esiste" afferma il titolo della mostra allo Spazio Officina di Chiasso a cura di Dalmazio Ambrosioni e Nicoletta Ossanna Cavadini. E la mostra dedicata a Petra Weiss (Cassina d’Agno, 1947) si inserisce perfettamente nel tema guida "pulchritudo" del Centro Culturale Chiasso per il periodo 2025-2026.
L’artista si esprime attraverso la lavorazione della ceramica confrontandosi nel tempo con gli elementi primordiali legati alla natura - terra, acqua, aria e fuoco - giungendo poi, nel corso della sua ricerca artistica, a una fase più minimalista, essenziale e geometrica. Le sue opere, in mostra dal 1 marzo al 19 aprile 2026 sono caratterizzate da forme quasi ieratiche e da una ricerca Croma-tica sofisticata, invitano al silenzio e alla contemplazione. È una bellezza che si manifesta nella sintesi degli elementi naturali e che vive nello spazio espositivo quasi come una partitura musicale visiva, spaziando dalle piccole forme alle grandi stele verticali.
La scultrice parte dall’asserzione secondo cui “la bellezza esiste”, manifestando la volontà di raggiungere – attraverso la ricerca di forma e scrittura – un’immagine iconica, armoniosa e suggestiva.
Dalla prima produzione dei “vasi” dalle forme e colori inusitati, dei “cubi” e “pile”, sculture che evocano memorie primordiali, si passa alle “piramidi” e alle “stele frastagliate”, zolle porose in verticale, e alle “stele”, lastre verticali di metallo dipinto; più tardi anche in grès, bronzo, marmo, o legno. Una fase specifica è caratterizzata da sezioni di sfere denominate “meteore”, che riportano alla mente mondi sconosciuti e universi di costellazioni infinite approdate sulla terra. Successivamente vi è la fase plastica delle “onde” che interpretano concettualmente la fluttuazione del mondo Contemporaneo. Dalla terracotta, Petra Weiss passa alla realizzazione di sofisticati grès invetriati e ceramiche policrome, quindi alla lavorazione del marmo e del bronzo.
L’artista si apre pure al tema della scrittura e propone eventi di scultura, danza e musica in spazi urbani e naturali, che si alternano a molteplici esposizioni personali e collettive. Le opere di Petra Weiss si trovano in musei e in collezioni pubbliche e private, in Svizzera e all’estero.
Allestita a Chiasso sono esposte oltre centocinquanta opere in ceramica, grès, marmo, bronzo e vetro che docu-mentano l’importante ricerca di Petra Weiss sulla materia, in sessant’anni di intensa attività. L’esposizione prevede l’installazione di una scultura permanente posta nel “Parco delle sculture” situato dietro il museo denominata Il passo (2025).
La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano con un ricco apparato iconografico, edito da Fidia edizioni d’arte per il Centro Culturale Chiasso. Un articolato calendario di eventi (conferenze, visite guidate, laboratori didattici, incontri-dibattito, visite in atelier e gite di approfondimento) accompagna l’esposizione.
Resa possibile grazie al Dicastero Attività culturali del Comune di Chiasso, la rassegna ha il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino - Fondo Swisslos, di AGE SA, nonché il contributo dell’Associazione amici del m.a.x. museo, e la sinergia con l’Associazione Villa Pontiggia Cultural Centre, nonché - per la conferenza di approfondimento sul tema - la collaborazione con il Circolo “Cultura, insieme” Chiasso. Si ringraziano inoltre One Logistics Group, Helvetia, Verzaschella, APG|SGA ed Ellipticum per lo sponsoring tecnico.
------------------------------------------------------- PETRA WEISS Petra Weiss nasce in Ticino, a Cassina d’Agno, dallo scultore Max Weiss e la giornalista e scrittrice Emilia Iten (Mix Weiss). Cresce a Tremona e sviluppa una forte sensibilità artistica fin dall’infanzia. La sua formazione avviene fra il 1965 e il 1970, dapprima presso il ceramista Antoine de Vinck a Bruxelles, in seguito presso Jean-Claude de Crousaz a Bernex/Ginevra; entra poi nello studio di Carlo Zauli a Faenza, divenendone collaboratrice e compagna di vita. Ottiene numerosi riconoscimenti in Italia e in Svizzera, dove riceve la Borsa federale delle arti applicate negli anni 1969, 1970 e 1971.
Nel 1970 diventa membro dell’Accademia internazionale della ceramica. Nello stesso anno apre un atelier a Tremona. Presidente dell’Associazione ceramisti svizzeri dal 1980 al 1984, farà anche parte delle commissioni del Concorso federale delle arti applicate negli anni 1988-1994.
Nel 2003, presso il Museo Vela di Ligornetto e il Musée Ariana a Ginevra, si tiene la mostra personale intitolata Petra Weiss. Racconto di forme e colori. A Siena nel 2015 con la mostra Terramar, le strade senza confini di Petra Weiss riceve il premio alla carriera da parte dell’Associazione Arte dei Vasai della Nobile Contrada del Nicchio. Nel 2019 espone al Museo Schmid di Bré e più recentemente a Riva San Vitale e Faenza. Complessivamente Petra Weiss ha tenuto esposizioni personali e collettive in gallerie e musei in Svizzera, Italia, Francia, Germania, Danimar-ca, Austria, Unione Sovietica, Cipro, Slovenia, Ungheria, Portogallo, Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina, Spagna e Grecia. La mostra allo Spazio Officina del Centro Culturale Chiasso è la più completa personale dell’artista ticinese sia per numero di pezzi esposti che per fasi fondamentali che rappresentano il suo lavoro in una visione tematico-cronolo-gica.
Allo Spazio Officina sono esposte sono esposte 159 opere in ceramica, grès, marmo, bronzo e vetro che documen-tano l’importante ricerca di Petra Weiss sulla materia, in sessant’anni di intensa attività.
In particolare si possono ammirare 68 grès (2 delle PERCORSO ESPOSITIVO Il percorso espositivo si snoda partendo dalle grafiche dei disegni in pastello, matita o gessetto in cui l’artista elabora il concetto plastico realizzato poi ridi-mensionalmente nei diversi materiali ma prevalentemente plasmato con le mani. La struttura dorsale dell’esposizione è pensata come un asse portante sul tema dell’alfabeto, la singolare scrittura a ideogrammi concepita dall’artista nella sua ricerca del comunicare, che da orizzontale (viaggio dell’alfabeto) diviene poi a formelle piatte e quindi verticale con le stele scritte. Mentre sui lati si aprono le “stanze dell’arte” in cui sono affrontati i vari temi iconici dell’artista.
Il percorso espositivo si snoda partendo dalle grafiche dei disegni in pastello, matita o gessetto in cui l’artista ela-bora il concetto plastico realizzato poi tridimensionalmente nei diversi materiali ma prevalentemente plasmato con le mani. La struttura dorsale dell’esposizione è pensata come un asse portante sul tema dell’alfabeto, la singolare scrittura a ideogrammi concepita dall’artista nella sua ricerca del comunicare, che da orizzontale (viaggio dell’alfabeto) diviene poi a formelle piatte e quindi verticale con le stele scritte. Sui lati si aprono le “stanze dell’arte” in cui sono affrontati i vari temi iconici dell’artista.
La parte finale dell’esposizione rappresenta anche l’ultima fase di ricerca dell’artista – in senso cronologico – ed è riservata all’espressione delle stele, messaggio scultoreo astratto di comunicazione rivolta verso l’etere che simboleggia il pensiero da “ricordare” a futura memoria
Alla mostra è abbinato il catalogo Petra Weiss. La bellezza esiste, con saggi specifici redatti Dalmazio Ambrosioni (“E la terra diventa cielo. La sublimazione della materia nell’opera di Petra Weiss”), Matteo Zauli (“Petra Weiss: scultura e natura tra materia e colore”) e Nicoletta Ossanna Cavadini (“Petra Weiss, un percorso di ricerca coerente: “la bellez-za esiste”), che ha curato anche un’intervista a Petra Weiss, contenuta nella pubblicazione. Il volume è composto da 190 pagine con tutte le opere esposte riprodotte a colori nella sezione dedicata alle tavole.
Il catalogo Petra Weiss. La bellezza esiste è pubblicato da Fidia edizioni d’arte per il Centro Culturale Chiasso. (03/03/2026-ITL/ITNET)
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