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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - REFERENDUM - DALLA CISL NESSUNA INDICAZIONE DI VOTO : LIBERA SCELTA. MA RICHIAMA "CON FORZA" AL VALORE DELLA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA
(2026-03-02)
Il Comitato Esecutivo della CISL, riunito a Roma oggi in occasione della giornata di approfondimento dedicata al referendum costituzionale sulla Giustizia del 22 e 23 marzo, ha confermato che la Confederazione non assume alcuna indicazione di voto né per il Sì né per il No.
“La scelta è rimessa alla libera, autonoma e consapevole valutazione di ogni associato e di ogni cittadino, nel pieno rispetto della rilevanza istituzionale della consultazione e della pluralità delle posizioni legittimamente presenti nel Paese”. E’ quanto si legge nel documento finale approvato oggi all’unanimità. dal Comitato Esecutivo della Confederazione riunitosi a Roma.
“La CISL ritiene che, su materie che attengono all’assetto costituzionale e all’equilibrio tra i poteri dello Stato, sia indispensabile promuovere un confronto serio, informato e rispettoso, sottratto a semplificazioni e contrapposizioni ideologiche.
Il referendum riguarda norme approvate dal Parlamento secondo le procedure previste dall’articolo 138 della Costituzione e deve essere valutato nel merito dei contenuti, evitando improprie sovrapposizioni politiche.
Il Comitato Esecutivo richiama l’esigenza di riportare il dibattito pubblico su un terreno equilibrato e costruttivo, prendendo atto con preoccupazione di un clima fortemente polarizzato che ha accompagnato il dibattito pubblico nelle ultime settimane, segnato da toni eccessivi e talvolta inaccettabili, incompatibili con una corretta e sana divulgazione delle legittime ragioni presenti in entrambi gli schieramenti”, aggiunge la Cisl.
“La radicalizzazione e la semplificazione delle posizioni non aiutano i cittadini a comprendere la portata delle scelte in gioco e rischiano di indebolire la fiducia nelle istituzioni. È necessario riportare il confronto ai contenuti, alla lettura puntuale del testo, alla valutazione argomentata delle conseguenze ordinamentali, nel rispetto reciproco tra le diverse opinioni.
Il Comitato Esecutivo richiama con forza il valore della partecipazione democratica. Trattandosi di un referendum privo di quorum, il risultato sarà determinato esclusivamente dai voti validamente espressi. In questo contesto, la partecipazione al voto assume un significato particolarmente rilevante quale esercizio di responsabilità civica. L’invito è a partecipare al voto in modo informato e consapevole, contribuendo con responsabilità a un passaggio rilevante della vita istituzionale della Repubblica.
La CISL ribadisce che la giustizia rappresenta un’infrastruttura istituzionale fondamentale per la qualità della Demo-crazia, per la tutela effettiva dei diritti, per la certezza delle relazioni economiche e per la competitività del sistema Paese.I progressi compiuti negli ultimi anni, anche attraverso gli interventi collegati al PNRR, non esauriscono le criticità ancora presenti, in particolare con riferimento alla durata dei procedimenti, alla gestione dell’arretrato, alla piena digitalizzazione, alla valorizzazione del personale e alla situazione del sistema penitenziario- sottolinea il Parlamentino della Cisl.
“Qualunque sia l’esito della consultazione referendaria, restano centrali i nodi strutturali del funzionamento del servizio giustizia.
In particolare, il Comitato Esecutivo richiama: - la necessità di ridurre stabilmente i tempi dei processi, soprattutto in ambito civile e commerciale;
- il rafforzamento organizzativo degli uffici giudiziari, anche attraverso la stabilizzazione e la valorizzazione delle professionalità coinvolte nei programmi di riforma;
-l’attenzione alla qualità del lavoro pubblico nel comparto giustizia;
- il miglioramento delle condizioni del sistema penitenziario, nel rispetto della dignità delle persone recluse e di chi vi opera;
-l’ampliamento dell’effettività della tutela dei diritti, anche mediante strumenti che facilitino l’accesso alla giustizia nelle cause di lavoro, quale presidio essenziale di tutela delle persone e di affidabilità delle relazioni economiche e sociali.
NEL CASO IN CUI IL REFERENDUM REGISTRASSE LA PREVALENZA DEL SÌ, LA CISL RITIENE CHE LA DEFINIZIONE DEI PROVVEDIMENTI ATTUATIVI DOVRÀ AVVENIRE IN MODO CONCERTATO, ATTRAVERSO UN CONFRONTO AMPIO, TRASPARENTE E RESPONSABILE CHE COINVOLGA TUTTE LE FORZE POLITICHE E SOCIALI.
Una riforma di rango costituzionale richiede infatti una fase attuativa improntata alla massima condivisione possibile e alla salvaguardia degli equilibri istituzionali, affinché le innovazioni introdotte possano tradursi in un effettivo rafforzamento della qualità e della credibilità del sistema giudiziario.
NEL CASO IN CUI PREVALGA IL NO, SARÀ COMUNQUE NECESSARIO NON DISPERDERE L’OCCASIONE DI INTERVENTO, PROMUOVENDO RIFORME CONDIVISE CAPACI DI AFFRONTARE IN MODO STRUTTURALE LE CRITICITÀ DEL SISTEMA GIUDIZIARIO- aggiunge la Cisl.
“QUALUNQUE SIA L’ESITO REFERENDARIO, È PERTANTO NECESSARIO APRIRE UNA FASE DI DIALOGO ISTITUZIONALE IMPRONTATO ALLA LEALE COLLABORAZIONE TRA I POTERI DELLO STATO E ALL'INCONTRO COSTRUTTIVO CON LE FORZE SOCIALI RESPONSABILI, ORIENTATO A RAFFORZARE L’EFFICIENZA DEL SISTEMA, LA FIDUCIA DEI CITTADINI E LA COESIONE DEMOCRATICA.
IL DIBATTITO SULLA GIUSTIZIA SI COLLOCA INFATTI IN UN QUADRO PIÙ AMPIO DI RIFLESSIONE SULLA QUALITÀ DELLA RAPPRESENTANZA E SULLA CAPACITÀ DELLE ISTITUZIONI DI ASSUMERE DECISIONI EFFICACI, TRASPARENTI E LEGITTIMATE.
In tale prospettiva, la CISL ribadisce l’importanza del ruolo delle parti sociali nel contribuire, in autonomia e responsabilità, ai processi di riforma e di modernizzazione del Paese”, conclude la Cisl. (02/03/2026-ITL/ITNET)
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