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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - WEEKEND ITALIA - MARINELLA SENATORE AL MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI CAVALESE (TRENTO) CON "THERE IS SO MUCH WE CAN LEARN FROM THE SUN"
(2026-03-12)
Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta fino al 6 aprile - There is so much we can learn from the sun, a cura di Elsa Barbieri. Una personale di Marinella Senatore, artista italiana contemporanea oggi più riconosciuta a livello internazionale, capace di coinvolgere e muovere l’energia di migliaia di persone senza mai perdere quella dimensione poetica nella quale è possibile ritrovarsi come voci narranti. Il progetto espositivo, curato da Elsa Barbieri, fa sfumare il confine tra arte e vita. «È successo anche a Cavalese, dove Marinella Senatore in ottobre ha incontrato un gruppo di abitanti, bambine, adulti, anziani, coltivando, tutti insieme, partecipazione, che è al contempo processo ed esito di un cambiamento. I due workshop, trascorsi confrontando e condividendo pensieri, idee, suggestioni, motti e ispirazioni sul senso di comunità, hanno posto l’enfasi sullo straordinario potere di emancipazione, individuale e collettiva, dell’arte. Le connessioni di questi due incontri confluiscono in un nuovo lavoro di Marinella Senatore, un collage in 9 elementi, che sarà posto al cuore di “There is so much we can learn from the sun” per raggiungere chiunque», dichiara Elsa Barbieri. A partire dall’inedito collage, che dà il titolo alla mostra There is so much we can learn from the sun, realizzato in pieno spirito di comunità, empowerment ed emancipazione - «Come artista, il mio ruolo è quello di attivare un meccanismo l’opera - stessa - con l’intenzione di generare una forza trasformativa che nasce dall’incontro tra i suoi elementi costitutivi, raggiungendo infine lo spettatore», spiega Senatore.
Le opere esposte trasformano la mostra in una straordinaria esperienza visiva, di immaginazione e di socializ-zazione di cui, protagonisti assoluti sono i corpi. Quello di Marinella Senatore, per esempio, nei suoi Autoritratto, uno su tela e uno scultoreo, e i nostri, come quelli delle otto milioni di persone che fino a oggi Senatore ha coinvolto nella sua pratica. Di fronte alle tele della serie Make it shine, alle sculture luminose in vetro (I Contain Multitudes), ai neon - Breathe, U Are Enough; Remember the First Time You Saw Your Name; We Rise by Lifting Others; Dance First Think Later - ai collage della serie The School of Narrative Dance - Storyline e, non da ultimo, alla luminaria Alliance des corps che si aprirà sullo sfondo di Cavalese circoscrivendo nello spazio un ambiente speciale, dove tutti possono celebrare l’incontro e lo scambio. Ognuno di noi, ogni spettatore, non è più soltanto involucro, bensì è atteggiamento, è sviluppo del nostro essere.
La potenza della mostra, che vuole coinvolgere e muovere l’energia delle persone, animerà il museo e non solo: There is so much we can learn from the sun si sposta infatti anche all’esterno del Palazzo, per trasformare Piazzetta Rizzoli 1 in un contenitore magico attraverso cinque grandi opere in tessuto (I Contain Multitudes) che rimandano alla tradizione dei gonfaloni, nonché ai grandi manifesti tessili dei movimenti operai e dei sindacati, e sventoleranno per l’intera durata della mostra su alti pali, realizzati da artigiani locali, con legno locale, per volere dell’artista e del museo di stringere un rapporto, ancora più profondo, con la realtà che ci circonda. «Il lavoro che stiamo portando avanti mira a rendere il Museo d’Arte Contemporanea un luogo sempre più aperto, vissuto e capace di dialogare con la comunità. Non solo uno spazio espositivo, ma un presidio culturale che entra nella quotidianità di Cavalese e contribuisce a rafforzare la sensibilità artistica del territorio. In questo percorso di avvicinamento tra museo e cittadinanza si inserisce perfettamente l’esperienza dei workshop condotti da Marinella Senatore: un’occasione in cui persone di età e provenienze diverse hanno partecipato alla creazione dell’opera che sarà al centro della mostra, diventando parte attiva del processo artistico. È un esempio concreto di come il museo possa farsi luogo di incontro, collaborazione e crescita collettiva. Anche per questo, la nuova esposizione rappresenta un passaggio particolarmente significativo.
La mostra di Marinella Senatore rappresenta in modo esemplare lo spirito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: un progetto che mette al centro le comunità, valorizza i territori e riconosce nella cultura una forma fondamentale di partecipazione. Il lavoro collettivo nato a Cavalese dimostra che l’arte può diventare un’espe-rienza condivisa, capace di unire generazioni diverse e di rafforzare il senso di appartenenza. --------------------------------------------------------
MARINELLA SENATORE (Cava de’ Tirreni, 1977) è un’artista multidisciplinare formatasi nel campo della musica, delle belle arti e del cinema. La sua pratica è caratterizzata da una forte dimensione collettiva e partecipativa sia come metodologia che come contenuto; il suo lavoro combina la ricerca estetica con il potere trasformativo dell’impegno sociale. Attraverso l’uso di forme di linguaggio tradizionali e vernacolari – tra cui la cultura pop, la danza, la musica, gli eventi di massa – e l’attivismo, Senatore riflette sulla natura politica delle formazioni collettive e dei rituali e sulla loro possibilità di cambiamento sociale, creando momenti di incontro e condivisione.
Nel 2012 Marinella Senatore ha creato la School of Narrative Dance (SOND), una scuola nomade, gratuita e non gerarchica che propone un sistema educativo alternativo basato sull’emancipazione, l’empowerment e l’auto-educazione: in dieci anni eventi della SOND hanno avuto luogo in oltre 23 Paesi, coinvolgendo circa 8 milioni di persone.
Le opere di Marinella Senatore sono state commissionate ed esposte da istituzioni italiane e inter-nazionali, tra cui: Museo Madre, Napoli; Palazzo Grassi, Venezia; Moderna Museet, Stoccolma; Museo Boijmans Van Beuningen; CCA, Tel Aviv; Centro de Arte Dos de Mayo, Madrid; Serpentine Gallery, Londra; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Petach Tikva Museum of Art; Museum of Contemporary Art of Chicago; Bozar, Bruxelles; Kunsthalle Sankt Gallen; Palais de Tokyo, Parigi; BAK Utrecht; Schirn Kunsthalle, Francoforte; High Line, NY; Centre Pompidou Paris; Kunsthaus Zürich; ICA, Richmond; Musée d’art contemporain de Montréal; Pearl Art Museum, Shanghai; Berlinische Galerie, Berlino; MAXXI, Roma; Museo del Novecento, Milano; Kästner Gesellschaft, Hannover; Museum der Moderne Salzburg; Museum VILLA STUCK, Monaco.
Nel corso degli anni Senatore ha ricevuto commissioni da istituzioni quali: Centre Pompidou, Parigi; Kunsthalle, Mannheim; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Torino; MAXXI, Roma; Biennale di Venezia, 2015; Faena Art Forum, Miami; Queens Museum, New York; Kunsthaus, Zurigo; Villa Medici, Roma; Manifesta12; Kunsthalle, Bregenz; Collezione Peggy Guggenheim, Venezia; Magazzino Italian Art, Cold Spring, NY; Serlachius Museums; Museo Pecci, Prato; Colomboscope, Sri Lanka; Festival of Regions e Steirischer Herbst, Austria; Palais de Tokyo, Parigi; Blitz, Malta; Museum der Moderne, Salisburgo; Museum Villa Stuck, Monaco.
L’artista ha partecipato alle seguenti Biennali d’Arte Contemporanea: Biennale di Venezia; Biennale di San Paolo; Biennale di Lione; Biennale di Salonicco; Biennale di Liverpool; Biennale di Atene; Biennale dell’Avana; Biennale di Göteborg; Biennale di Cuenca; Biennale di Pune; Biennale dell’Alto Adige; Biennale di Bangkok; Manifesta12, Palermo.
IL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI CAVALESE nasce nel 2001 all’interno dello storico Palazzo Rizzoli, antico complesso signorile situato nel centro storico di Cavalese, in Val di Fiemme, che nel corso degli anni ha vissuto significative trasformazioni, sia nell’aspetto che nella funzione, vantando oggi diverse unità che si differenziano per epoca di costruzione, stile ed elementi architettonici.
Il primo nucleo della collezione d’arte moderna e contemporanea del Museo si forma a partire da una preziosa selezione di opere di Bruno Munari e di numerosi artisti storicizzati appartenuta al Dottor Giancarlo Baccoli, medico di origine bresciana residente nel comune fiemmese, che negli anni coltivò relazioni con artisti, collezionisti e critici protagonisti dell'arte italiana della seconda metà del Novecento.
Negli anni il Museo ha organizzato mostre temporanee collettive e personali e momenti culturali pensati per promuovere il legame con il territorio alpino, in stretta connessione con le tradizioni locali e insieme con uno sguardo verso i nuovi linguaggi della scena artistica.
Oggi il Museo d’Arte Contemporanea, arricchitosi di una sala dedicata al progetto “LA COLLEZIONE VIVE”, è un luogo dove la percezione dell'identità alpina nelle sue peculiarità e valori viene rafforzata attraverso il confronto con prospettive di ricerca e di fruizione sempre nuove, ma complementari, da cui trarre una maggiore consa-pevolezza culturale e sociale. (12/03/2026-ITL/ITNET)
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