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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - VI EDIZ. BIENNALE MILANO ART EXPO' - HUB INTERNAZIONALE DELL'ARTE CONTEMPORANEA: 287 ARTISTI DI 60 PAESI E 349 OPERE DALLA FOTOGRAFIA ALLA POESIA... PER CELEBRARE L'UNIVERSO FEMMINILE.

(2026-03-24)

Chiude domani la Biennale Milano Art Expo, giunta alla sua sesta edizione, divenuta un hub internazionale dell'arte contemporanea: ovvero 287 artisti con 349 opere in un hub internazionale dell'arte contemporanea, provenienti da 60 Paesi accompagnata dalla presenza di grandi nomi per celebrare l'universo femminile.
"Abbiamo voluto dedicare questa edizione alle donne - ha dichiarato l'ideatore e curatore Salvo Nugnes - perché l'arte ha il potere di raccontare la sensibilità, la forza e la complessità dell'universo femminile. Attraverso le opere degli artisti provenienti da tutto il mondo emerge una riflessione culturale che valorizza la donna e il suo ruolo nella società e nella creatività contemporanea".
Ideata e curata da Salvo Nugnes, la manifestazione punta ad un dialogo creativo che attraversa linguaggi, culture e sensibilità diverse.

Ad accompagnare queste riflessioni con ricordi personali e aneddoti di vita e carriera anche Katia Ricciarelli celebre soprano e attrice intervenuta a margine della sesta edizione della Biennale Milano Art Expo, in programma fino al 24 marzo presso Palazzo Stampa di Soncino. Parlando della propria esperienza, Ricciarelli ha sottolineato le difficoltà legate all’essere donna: “Con il mio carattere, non mi sono mai mossa di una virgola”. Un’impronta forte, ereditata dalla madre: “Era una donna straordinaria, fortissima. Eravamo quattro donne in casa e, non essendoci un uomo, venivamo guardate con pregiudizio”. Un passato che, tuttavia, non ha mai condizionato il percorso artistico: “Quando lavoro voglio arrivare fino in fondo. Non penso alla mia infanzia, anzi ne sono orgogliosa. Ho fatto quello che volevo fare e ci sono riuscita. L’unica cosa che non ho avuto è stata un figlio”. Ricciarelli ha poi evidenziato il rapporto tra donne e determinazione: “Sono assolutamente per le donne e per la loro salvezza, ma devono essere anche molto forti”. Parlando di sé, ha aggiunto: “Sono una donna forte, ma anche un’eterna bambina, romantica”.

Sul palco, ha ribadito, non c’è spazio per insicurezze: “Una cantante ha uno strumento incorporato. Se non sei sicura di te stessa, la voce ne risente”. Ricciarelli ha inoltre ricordato un aneddoto legato agli inizi della sua carriera: “Ero al conservatorio di Milano, dove avevo vinto il concorso intitolato a Verdi, e mi ricorderò sempre mia madre che, quando parlarono di me come “nuova Callas”, si arrabbiò molto e disse ‘No, è semplicemente mia figlia, non è nessun altro’”. Guardando alla carriera internazionale, la soprano ha infine citato i Paesi che più l’hanno segnata: “Ho amato molto esibirmi in Inghilterra, Francia, Austria e Germania ma anche in America”. Sul rapporto con l’ex marito, Pippo Baudo, la soprano ha sottolineato: “Amava molto la musica, suonava il pianoforte e si divertiva ad accompagnarmi. Era un grande melomane e mi ha sempre sostenuta, seguendomi nei miei impegni anche all’estero. In questo eravamo in sintonia”.
Dalla lirica allo spettacolo, dal teatro al cinema, l’obiettivo "raccontare la loro forza, la sensibilità e la capacità di trasformare la realtà con la propria visione, offrendo al pubblico un vero e proprio viaggio nell’universo femminile, tra creatività, determinazione e bellezza”. (23/03/2026-ITL/ITNET)

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