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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - FOTOGRAFIA ITALIANA D'AUTORE - A BIBBIENA (AREZZO) : "GIAN PAOLO BARBIERI. UN VIAGGIO NELLO SGUARDO" MODA, ETNICO, EROTICO E STILL LIFE. PROMOSSA DAL CIFA E FONDAZ.BARBIERI ETS

(2026-03-31)

Il CIFA - Centro Italiano della Fotografia d’Autore presenta “Gian Paolo Barbieri. Un viaggio nello sguardo”, una grande mostra dedicata a un autore centrale nella storia della fotografia contemporanea, dall’11 aprile al 2 giugno 2026.  Una  mostra attraversa oltre cinquant’anni di carriera dell’Autore e fa emergere la ricchezza di uno sguardo che ha saputo unire estetica, cultura visiva e costruzione narrativa dell’immagine.

Promossa da FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e realizzata in collaborazione con la Fondazione Gian Paolo Barbieri ETS, la mostra si inserisce nel percorso della storica collana “Grandi Autori della Fotografia Contemporanea”, giunta alla sua venticinquesima pubblicazione.

Gian Paolo Barbieri è stato tra i fotografi che più hanno definito il linguaggio visivo della moda italiana a partire dagli anni Sessanta, contribuendo a trasformare la fotografia da strumento commerciale a forma espressiva autonoma, capace di dialogare con arte, cinema e teatro.

Nato a Milano, non lontano da piazza del Duomo, dopo le prime esperienze accanto al padre e una giovanile passione per la recitazione e la messa in scena, si trasferì a Roma e poi Parigi, dove divenne assistente di Thomas Kublin, rinomato fotografo di Harper’s Bazaar. Tornato a Milano, nel 1962, aprì il suo primo studio fotografico, dando inizio a un percorso destinato a lasciare un segno profondo nella cultura visiva contemporanea.

Le sue immagini, pubblicate su testate come Vogue Italia, Vogue America, Vogue Paris, Vanity Fair e GQ, e realizzate per stilisti come Valentino, Armani, Versace, Ferré e Albini, hanno costruito un’estetica immediatamente riconoscibile, fatta di rigore formale, costruzione scenica e attenzione assoluta al dettaglio.

Barbieri è considerato una figura fondamentale della fotografia di moda italiana perché ha contribuito in modo decisivo alla costruzione del suo linguaggio moderno, proprio mentre l’Italia emergeva come potenza creativa internazionale. Il suo lavoro si intreccia con la nascita del prêt-à-porter italiano e con le prime campagne di Walter Albini, che segnano un passaggio cruciale verso una moda più accessibile ed industriale. In questo contesto, Barbieri seppe interpretare e anticipare i cambiamenti in atto, elaborando immagini di grande intensità visiva e culturale, capaci di superare la dimensione promozionale e di dialogare con un immaginario più ampio, colto e internazionale.

Nel tempo, il lavoro di Gian Paolo Barbieri è entrato in musei, collezioni e mostre internazionali, consacrandolo non solo come fotografo di moda, ma come autore centrale nella storia della fotografia. La forza della sua opera risiede infatti nella capacità di trasformare ogni immagine in visione e racconto, attraversando generi diversi con una coerenza stilistica assoluta.

La mostra “Un viaggio nello sguardo”, curata da Giovanna Calvenzi e Claudio Pastrone, propone un percorso che mette in evidenza l’ampiezza e la solidità della visione di Gian Paolo Barbieri.

L’itinerario espositivo segue i quattro grandi ambiti attraverso cui lo stesso Barbieri aveva scelto di rileggere il proprio lavoro – moda, etnico, erotico e still life – offrendo uno sguardo complessivo sulla ricchezza della sua produzione. Ne emerge una pratica capace di attraversare generi diversi mantenendo una forte identità espressiva: proprio in questa tensione tra varietà e unità si misura la statura autoriale di Barbieri.

La sezione dedicata alla moda, cuore della sua produzione, restituisce la capacità di Barbieri di dare forma a visioni che raccontano mondi e costruiscono immaginari riconoscibili. Il nucleo etnico, nato dai viaggi in Polinesia, Madagascar, Seychelles e Tahiti, mostra una ricerca che si libera dalla committenza per diventare più intima, lirica e personale. La parte erotica rivela una tensione scultorea ed eleganza classica che sottraggono il corpo a ogni banalità descrittiva. Lo still life, infine, testimonia la sua capacità di costruire microcosmi visivi di assoluta precisione, in cui luce, materia e composizione dialogano con rigore quasi musicale.

Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra, osserva: “Ho voluto accompagnare le fotografie con testi che non fossero soltanto strumenti di lettura, ma anche testimonianze vive. Ogni capitolo accoglie voci di persone che hanno conosciuto Gian Paolo Barbieri da vicino e che, proprio attraverso il ricordo e l’esperienza diretta, aiutano a restituirne non solo la grandezza creativa, ma anche la sensibilità e il carattere. È un modo per invitare il pubblico ad andare oltre la visione delle immagini e ad avvicinarsi più profondamente al suo universo umano e artistico”.

La mostra nasce in stretta collaborazione con la Fondazione Gian Paolo Barbieri ETS, custode dell’archivio e promotrice della valorizzazione dell’opera del fotografo. Un ruolo che non si limita alla conservazione, ma si traduce in un lavoro quotidiano di studio, catalogazione, ricerca e attivazione di nuove letture del patrimonio lasciato dall’autore, in dialogo con le giovani generazioni.

Emmanuele C. Randazzo M., Vicepresidente e Direttore della Fondazione Gian Paolo Barbieri ETS, sottolinea: “L’archivio di Gian Paolo Barbieri non è soltanto un patrimonio fotografico di straordinario valore, ma un universo estetico e culturale che la Fondazione custodisce, studia e valorizza ogni giorno, con l’obiettivo di mantenere viva e accessibile l’eredità di uno dei grandi autori della cultura visiva contemporanea. In questo senso questa mostra rappresenta un’occasione importante per offrire al pubblico una lettura più piena e articolata del suo lavoro”.

“Il contributo della Fondazione è stato determinante nell’accesso ai materiali, nella selezione delle opere e nella costruzione del racconto della mostra”, dichiara Roberto Puato, Presidente FIAF. “Questo progetto conferma la volontà della Federazione di promuovere grandi autori attraverso percorsi espositivi e culturali che, come testimonia il lungo cammino della collana “Grandi Autori della Fotografia Contemporanea”, giunta nel 2026 alla sua venticinquesima pubblicazione, sappiano far emergere la complessità, l’attualità e la forza del loro lascito”.

Informazioni
Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) Via delle Monache 2, 52011 Bibbiena (AR) 11 aprile – 2 giugno 2026
Martedì–Sabato 9.30–12.30 / 15.30–18.30 | Domenica 10.00–13.00 | Lunedì chiuso

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Fondata nel 1948 a Torino, la FIAF è un'Associazione senza fini di lucro, attenta da sempre alle tendenze e alle istanze culturali della fotografia italiana, che si prefigge lo scopo di divulgare e sostenere la fotografia su tutto il territorio nazionale. Nel corso dei suoi quasi ottant’anni di attività, la FIAF ha mantenuto costante la propria missione culturale e oggi annovera circa 5.000 associati e 500 circoli affiliati, per un totale di oltre 40.000 persone coinvolte nelle attività dell’Associazione, accomunate dalla passione per il mondo della fotografia e a cui fornisce molteplici servizi, dai più pratici mirati al sostegno alle organizzazioni a quelli rivolti alla formazione e alla crescita culturale di ogni singolo associato. www.fiaf.net. (31/03/2026-ITL/ITNET)

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