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FISCO E TRIBUTI - FISCO E AI - DIRETT.AGENZIA ENTRATE CARBONE "NO AI SU ACCERTAMENTI". PRES. OSSERVATORIO NAZ."SERVE FISCO AUMENTATO, PER STESSA SITUAZIONE STESSA RISPOSTA"
(2026-05-12)
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone chiude all’AI sugli accertamenti. Il presidente dell’Osservatorio Nazionale Imprese e Fisco ribalta la prospettiva: “Dire no all’AI negli accertamenti sembra prudente, ma parte da un presupposto sbagliata, ovvero che oggi il sistema funzioni. La realtà invece è diversa, è fatta di accertamenti impugnati, sentenze ribaltate in Appello, orientamenti che cambiano in Cassazione. Troppo spesso l’esito dipende dal luogo, dalla Sezione, dal momento. L’intelligenza artificiale non è il problema. È l’unico strumento che può impedire che lo stesso errore venga replicato migliaia di volte”. È la posizione di Carlo Carmine, presidente dell’Osservatorio Nazionale Imprese e Fisco, sulla dichiarazione del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, il quale al Forum ANSA ha cristallizzato che l’ente non emetterà mai un avviso di accertamento elaborato dall’intelligenza artificiale, precisando che ci sarà sempre un funzionario a valutare i dati. La chiave, secondo Carmine, è una distinzione che oggi nessuno fa: “nel fisco esistono questioni ‘bianco o nero’, prescrizione sì o no, decadenza sì o no, notifica valida o no – spiega - dove la risposta è una sola, uguale per tutti, se i dati sono corretti e la regola è chiara. E poi esistono questioni interpretative – aggiunge - abuso del diritto, inerenza, antieconomicità, dove il giudizio umano resta insostituibile. Confondere le due cose significa rinunciare a usare la tecnologia proprio dove può eliminare l’arbitrio”.
“L’AI non deve servire solo a trovare chi controllare – spiega il presidente dell’Osservatorio – deve servire anche a capire quando un accertamento non deve proprio partire, perché fragile, prescritto, decaduto o destinato a generare solo contenzioso. Se il sistema sa già che una contestazione non regge – precisa - il miglior accertamento è quello che non parte. E la stessa logica vale per i giudizi tributari: casi identici, risposte identiche. Se poi la risposta deve cambiare, il cambiamento sia pubblico, tracciabile e valido per tutti dallo stesso momento”.
“Meno contenzioso non nasce da un Fisco più veloce a incrociare dati – conclude Carmine – nasce dalla certezza. Se contribuente, Agenzia e giudici conoscono in anticipo la risposta a un caso identico, molte liti non nasceranno nemmeno. Il futuro non è un Fisco senza intelligenza artificiale. È un Fisco aumentato, più coerente, più prevedibile e più giusto”.(12/05/2026-ITL/ITNET)
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