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LAVORO - EUROPA - RISOLUZIONE SULLA NECESSITA' DI PROMUOVERE MISURE PER MIGLIORAMENTO SICUREZZA SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO E DECESSI LAVORO CORRELATI : TESTO APPROVATO
(2026-05-21)
Risoluzione del Parlamento europeo del 21 maggio 2026 sulla necessità di ridurre i decessi correlati al lavoro (2025/3046(RSP)) TESTO APPROVATO IN COMMISSIONE EMPL IL 6 MAGGIO (https://www.italiannetwork.it/admin/news/scheda.aspx?news_id=85254 )
Il Parlamento europeo, – visti gli articoli 151, 153 e 156 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, – vista la direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro, – visto il quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027, – vista la sua risoluzione del 10 marzo 2022 su un nuovo quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro post-2020, – vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2025 recante raccomandazioni alla Commissione sulla digitalizzazione, l'intelligenza artificiale e la gestione algoritmica sul luogo di lavoro – plasmare il futuro del lavoro, – vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 31, che stabilisce che ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose, – visto l'articolo 136, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che la salute e la sicurezza sul lavoro costituiscono un pilastro fondamentale della politica sociale europea nonché un elemento centrale della tutela della dignità umana, dei diritti fondamentali dei lavoratori e di condizioni di lavoro eque e sicure;
B. considerando che nell'UE nel 2023 si sono registrati 3 298 infortuni mortali sul lavoro e circa 2,8 milioni di infortuni non mortali che hanno comportato un'assenza dal lavoro di almeno quattro giorni; che tali dati continuano a mettere in evidenza gravi problemi nei settori ad alto rischio caratterizzati da un'elevata incidenza di infortuni sul lavoro, quali l'edilizia, i trasporti, l'industria manifatturiera e l'agricoltura;
C. considerando che i giovani lavoratori sono più esposti agli infortuni gravi sul lavoro rispetto ai colleghi più anziani, con tassi superiori di oltre il 40 % a quelli registrati tra i lavoratori più esperti, il che è indice di una maggiore vulnerabilità dovuta all'esperienza professionale limitata, a una formazione insufficiente e a una minore consapevolezza dei rischi sul luogo di lavoro; che possono essere esposti a condizioni di lavoro precarie che possono dare luogo a malattie professionali in gioventù o in età successiva;
D. considerando l'importanza di applicare una prospettiva di genere alla salute e alla sicurezza sul lavoro, dal momento che i lavoratori, a seconda del loro genere, possono essere esposti in misura diversa ed essere più vulnerabili a vari tipi di sostanze o rischi;
E. considerando che i lavoratori in settori quali l'assistenza sanitaria e sociale sono esposti alla violenza e a rischi psicosociali e devono altresì far fronte a notevoli rischi per la loro sicurezza che vengono spesso sottostimati; che la violenza e il bullismo sul luogo di lavoro possono causare gravi danni psicologici e sono associati a un aumento del rischio di problemi di salute mentale; che tali fenomeni vengono segnalati in particolare nei servizi sanitari e di assistenza;
F. considerando che negli ultimi anni diversi Stati membri hanno segnalato un aumento significativo di attacchi contro i funzionari delle autorità pubbliche che svolgono funzioni di contrasto e il personale di soccorso; che talune attività professionali, in particolare quelle connesse all'esercizio dell'autorità pubblica e all'uso legittimo della forza, sono caratterizzate da un'esposizione strutturale e permanente al rischio di lesioni fisiche gravi o di morte derivanti da atti deliberati di violenza commessi da terzi; che le minacce e gli atti deliberati di violenza nei confronti del personale di soccorso, come i soccorritori e i vigili del fuoco, sono un fenomeno relativamente nuovo; che l'esposizione ad atti deliberati commessi da terzi differenzia tali professioni da altre forme di lavoro pericoloso e giustifica un riconoscimento specifico della natura dei rischi connessi;
G. considerando che i lavoratori transfrontalieri e migranti, compresi i lavoratori di paesi terzi, sono particolarmente vulnerabili allo sfruttamento della manodopera e alle forme di illegalità connesse al lavoro; che le ricerche dimostrano che, a livello mondiale, tali lavoratori sono esposti a un rischio di infortuni mortali sul lavoro superiore di circa il 70 % rispetto ai lavoratori locali e che anche nell'UE il rischio è tuttora notevolmente più elevato, pari a circa il 65 %, in particolare per i lavoratori dell'Europa orientale; che il rischio di infortuni sul lavoro per i cittadini di paesi terzi è tre volte maggiore e che, secondo le stime, solo circa un incidente su cinque viene segnalato, il che evidenzia una grave sottovalutazione del fenomeno e la necessità di rafforzare i meccanismi di protezione e applicazione, nonché di rispettare la legalità e la dignità del lavoro;
H. considerando che un numero significativo di decessi correlati al lavoro è causato da malattie professionali, che troppo spesso sono sottostimate o non sufficientemente riconosciute e segnalate, in particolare a causa delle disuguaglianze nell'accesso all'assistenza, alla prevenzione e al follow-up, della tracciabilità inadeguata delle esposizioni e della latenza di determinate patologie; che la carenza di segnalazioni e il riconoscimento insufficiente delle malattie professionali compromettono l'efficacia delle politiche di prevenzione, dei meccanismi di risarcimento e dei sistemi di applicazione;
I. considerando che il cancro è la principale causa di mortalità legata al lavoro nell'UE; che, sul luogo di lavoro, i lavoratori possono essere esposti a una combinazione di sostanze che aumentano ulteriormente i rischi per la salute; che l'esposizione a fattori quali le radiazioni, lo stress lavoro-correlato e un'organizzazione del lavoro e condizioni di lavoro inadeguate è stata associata all'insorgenza di tumori professionali; che i casi di cancro alla pelle, una delle malattie professionali più diffuse, sono in aumento, sebbene solo una percentuale limitata di tali casi sia riconosciuta come malattia professionale;
J. considerando che, nel contesto della raccomandazione aggiornata della Commissione sulle malattie professionali, adottata il 28 novembre 2022, è stata sottolineata l'importanza di sostenere i lavoratori esposti a rischi professionali e le famiglie che hanno perso i familiari a causa di tale esposizione, anche prestando un'assistenza adeguata;
K. considerando che la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali rappresenta un cardine della politica sociale europea e del diritto alla libera circolazione dei lavoratori; che essa costituisce non solo un obbligo giuridico derivante dal diritto dell'UE, in particolare dalla direttiva 89/391/CEE, e dagli ordinamenti nazionali, ma anche un investimento sociale ed economico strategico, idoneo a produrre effetti positivi e duraturi per i lavoratori, le imprese e l'intera collettività, contribuendo alla riduzione dei rischi, al contenimento dei costi socio-economici degli infortuni sul lavoro e al miglioramento complessivo della qualità e sostenibilità degli ambienti di lavoro;
L. considerando che è stato dimostrato che la formazione specifica fornita ai vigili del fuoco volontari, compresi il primo soccorso, la valutazione dei rischi, le procedure di evacuazione e la prevenzione degli incendi, migliora la sicurezza sul luogo di lavoro consentendo una risposta rapida ed efficace agli incidenti gravi e promuovendo una cultura della prevenzione dei rischi, contribuendo in tal modo a ridurre la gravità degli infortuni sul lavoro; che, a norma della direttiva 89/391/CEE, i datori di lavoro hanno l'obbligo giuridico di effettuare valutazioni dei rischi, offrire una formazione e garantire misure di primo soccorso, antincendio e di evacuazione, e che il sostegno alle competenze dei vigili del fuoco volontari sul luogo di lavoro può integrare tali obblighi e rafforzare ulteriormente la sicurezza sul lavoro;
M. considerando che le ispezioni del lavoro svolgono un ruolo cruciale nel garantire l'efficace attuazione delle politiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro a livello nazionale, regionale e locale e che sono fondamentali per prevenire lo sfruttamento del lavoro e condizioni di lavoro non sicure;
N. considerando che i profondi cambiamenti nel mondo del lavoro — tra cui figurano la diffusione di forme di lavoro non standard, il lavoro precario, la quota crescente di giovani lavoratori che svolgono lavori non sicuri e ad alto rischio, l'invecchiamento della forza lavoro, la digitalizzazione, l'introduzione di nuove tecnologie e la globalizzazione — hanno comportato un aumento dei rischi psicosociali, stress lavoro-correlato e nuove sfide in materia di salute sul lavoro, che richiedono strategie di prevenzione più ampie e integrate;
O. considerando che i rischi psicosociali sul lavoro, quali lo stress cronico, il burnout e le molestie, sono una causa importante e sempre più frequente di problemi di salute e di decessi correlati al lavoro, ma spesso sono sottostimati, oltre che segnalati e affrontati in misura insufficiente;
P. considerando che un ambiente di lavoro favorevole dal punto di vista psicologico è fondamentale per la salute mentale e il benessere fisico dei lavoratori; che i rischi psicosociali possono derivare da una concezione inadeguata del lavoro, nonché da cattive pratiche organizzative o gestionali, e possono portare a stress, ansia, burnout e depressione; che l'esposizione prolungata a condizioni psicosociali avverse sul luogo di lavoro è associata a gravi conseguenze per la salute mentale, tra cui malattie croniche e un aumento del rischio di suicidio;
Q. considerando che il crescente utilizzo dell'intelligenza artificiale (IA) e dei sistemi di gestione algoritmica sul luogo di lavoro può intensificare il ritmo di lavoro, comportare un aumento del carico di lavoro, aumentare i rischi psicosociali, compromettere l'autonomia dei lavoratori e creare nuovi rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro;
R. considerando che i cambiamenti climatici, tra cui l'aumento delle temperature, ondate di calore più frequenti e intense e altri eventi meteorologici estremi, rappresentano un rischio crescente e multidimensionale per la salute, la sicurezza e le condizioni di lavoro dei lavoratori in tutta l'UE; che un'esposizione prolungata al calore può comportare gravi conseguenze per la salute, quali esaurimento da calore, colpi di calore e altre malattie legate al calore, aumentando nel contempo la probabilità di affaticamento, di riduzione della concentrazione, di alterazione della capacità di decisione e, di conseguenza, di infortuni sul lavoro, il che richiede misure di prevenzione e protezione mirate;
S. considerando che strategie di prevenzione efficaci, misure di sensibilizzazione, iniziative per il benessere e la promozione di una forte cultura della salute e della sicurezza sul lavoro sono essenziali per prevenire gli incidenti gravi e le malattie professionali, nonché per ridurre i decessi correlati al lavoro; che tali approcci preventivi non solo proteggono la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma generano anche benefici economici per le imprese e per la società nel suo complesso;
T. considerando che occorre intensificare gli sforzi per il conseguimento degli obiettivi previsti dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare l'obiettivo 8.8 "Proteggere i diritti lavorativi e promuovere un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutti i lavoratori, compresi i lavoratori migranti, in particolare le donne migranti, e i precari";
U. considerando che, nella sua risoluzione del 10 marzo 2022, ha accolto con favore l'introduzione dell'approccio "zero vittime" agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali, chiedendo una tabella di marcia ambiziosa per ridurre gli infortuni sul lavoro ed eliminare i decessi correlati al lavoro e le malattie professionali, nonché per rafforzare le misure di prevenzione e l'applicazione della legislazione vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro; che l'obiettivo "zero vittime" dovrebbe essere ritenuto non solo un obiettivo politico, ma anche un dovere etico e sociale nei confronti di tutti i lavoratori;
V. considerando che il diritto di ogni lavoratore a un ambiente di lavoro sicuro e sano deve essere pienamente garantito attraverso misure efficaci di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, nonché mediante controlli periodici e sanzioni effettivamente dissuasive, unitamente a risorse adeguate a disposizione delle autorità competenti; che il mancato rispetto della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è un aspetto centrale dello sfruttamento del lavoro e compromette il conseguimento dell'obiettivo "zero vittime", motivo per cui è essenziale garantire un'applicazione rigorosa ed efficace della legislazione in vigore, in particolare rafforzando gli ispettorati del lavoro e i loro strumenti di controllo e sanzione;
W. considerando che l'attuazione efficace dell'approccio "zero vittime" richiede azioni e obiettivi misurabili, un approccio globale che contempli tutti gli infortuni e le malattie professionali, nonché lo sviluppo e la promozione di una cultura della prevenzione e risorse adeguate;
X. considerando che i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori svolgono un ruolo importante nella tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, anche per quanto riguarda il monitoraggio della conformità e il sostegno all'attuazione efficace delle norme in vigore; che, tuttavia, persistono lacune nell'ambito di applicazione della direttiva 89/391/CEE, in particolare per quanto concerne talune categorie di lavoratori, compresi i lavoratori domestici, che sono parzialmente o totalmente esclusi dalle tutele, il che compromette il principio della parità di protezione, segnatamente per le donne, i cittadini di paesi terzi e altri gruppi in situazioni vulnerabili, e rende necessario garantire un livello di protezione adeguato e uniforme;
Y. considerando che l'attuale quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027 si avvicina alla scadenza; che saranno necessari un rinnovato impegno politico e un quadro aggiornato e più ambizioso per accelerare i progressi verso l'obiettivo "zero vittime";
Z. considerando che la commemorazione delle vittime del lavoro costituisce un atto di memoria collettiva e di responsabilità morale, il quale contribuisce a mantenere alta l'attenzione pubblica sul valore della vita umana, a rafforzare una cultura della prevenzione e a rinnovare l'impegno delle istituzioni europee e nazionali a favore dell'obiettivo zero vittime sul lavoro;
AA. considerando che la memoria collettiva deve tradursi in un'assunzione di responsabilità, anche attraverso un sistema di segnalazione affidabile; che tuttora è spesso particolarmente difficile registrare tutti gli infortuni sul lavoro, compresi quelli mortali; che è necessario garantire che tutti i lavoratori beneficino di livelli adeguati di protezione sociale;
AB. considerando che la tragedia della miniera di Bois du Cazier, avvenuta a Marcinelle l'8 agosto 1956 e costata la vita a 262 minatori, molti dei quali cittadini di Stati che oggi sono membri dell'Unione europea, rappresenta un simbolo duraturo delle lotte per la dignità del lavoro, la solidarietà e la giustizia sociale in Europa;
AC. considerando che, per l'elevato numero di nazionalità europee coinvolte, la tragedia di Marcinelle fu la prima catastrofe collettiva di un'Europa che, già allora, immaginava una fraternità attorno a temi cruciali quali il lavoro, la sicurezza, la giustizia e la dignità;
AD. considerando che il ricordo di Marcinelle tiene viva la consapevolezza del valore fondamentale della libera circolazione dei lavoratori, dei loro diritti e della loro sicurezza, che sono priorità per un'Europa sociale efficace e competitiva;
AE. considerando che altre tragedie storiche legate al lavoro, come l'incendio della miniera Marie del 31 maggio 1892, i disastri minerari avvenuti a Courrières il 10 marzo 1906, a Luisenthal il 7 febbraio 1962 e ad Aliveri nel 1968, l'esplosione avvenuta in una fabbrica di munizioni a Lapua, in Finlandia, nel 1976, nonché l'esplosione e l'incendio mortali avvenuti nell'azienda greca Violanta nel gennaio 2026, sono profondamente radicate nella memoria collettiva di diversi Stati membri e continuano a richiamare l'urgenza di politiche efficaci di prevenzione e tutela dei lavoratori;
1. chiede l'istituzione di una Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro e per la tutela e la dignità dei lavoratori, da celebrarsi ogni anno l'8 agosto, in ricordo della tragedia della miniera di Bois du Cazier a Marcinelle, che per il suo carattere intrinsecamente europeo — avendo coinvolto lavoratori di diversi Stati oggi membri dell'UE — rappresenta un simbolo comune delle lotte per la dignità del lavoro e della necessità di un approccio condiviso alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
2. individua le finalità di tale Giornata europea nella commemorazione delle vittime degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica, delle imprese e delle istituzioni in merito all'importanza della prevenzione, della sicurezza sul luogo di lavoro, nonché di condizioni di lavoro dignitose; ricorda tuttavia che la sensibilizzazione dovrebbe essere collegata ai rischi attuali per la salute e la sicurezza, contribuendo così realmente alla prevenzione dei decessi, degli infortuni e delle malattie sul luogo di lavoro; sottolinea che tale Giornata europea può contribuire a rafforzare l'impegno dell'UE e degli Stati membri a favore dell'approccio "zero vittime", in particolare favorendo la prevenzione sul luogo di lavoro, un lavoro sicuro e dignitoso, la formazione, la sensibilizzazione in merito ai rischi emergenti, il dialogo sociale e l'efficace applicazione della normativa vigente, nonché promuovendo l'azione dell'UE in materia di rischi psicosociali, disturbi muscolo-scheletrici e rischi per la salute sul lavoro correlati a eventi meteorologici estremi in tutti i settori e nelle imprese di tutte le dimensioni; ritiene che tale Giornata europea rappresenterebbe altresì un'opportunità per valutare annualmente i progressi compiuti nel conseguimento dell'obiettivo "zero vittime", per individuare le carenze nella prevenzione e nell'applicazione, per rafforzare la responsabilità politica a livello nazionale e dell'UE, nonché per ribadire la necessità di controlli efficaci;
3. sottolinea che tale Giornata europea, che dovrebbe essere complementare alla Giornata mondiale dell'OIL per la sicurezza e la salute sul lavoro, che si celebra il 28 aprile, dovrebbe promuovere iniziative concrete nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni, tra cui campagne di sensibilizzazione, programmi di formazione e scambi delle migliori pratiche in materia di prevenzione, rafforzando in tal modo una cultura della sicurezza attraverso le generazioni e nei diversi settori;
4. sottolinea che tale Giornata europea dovrebbe contribuire a rafforzare l'impegno dell'UE e degli Stati membri a favore dell'obiettivo di eliminare in maniera sistematica e duratura gli infortuni, le malattie professionali e i decessi correlati al lavoro, conformemente all'approccio "zero vittime", promuovendo in particolare la prevenzione sul luogo di lavoro, un lavoro sicuro e dignitoso, la formazione, la sensibilizzazione in merito ai rischi emergenti, il dialogo sociale e l'efficace applicazione della normativa vigente;
5. sottolinea l'importanza di rafforzare il diritto dei lavoratori all'informazione, alla consultazione e alla partecipazione mediante l'elezione di rappresentanti per la salute e la sicurezza sul lavoro e l'adozione di contratti collettivi;
6. sottolinea che il conseguimento dell'obiettivo di azzerare il numero di decessi correlati al lavoro richiede una stretta cooperazione tra gli Stati membri, i datori di lavoro, le parti sociali, gli ispettorati del lavoro, gli istituti di ricerca e le agenzie dell'UE; chiede di intensificare lo scambio di migliori pratiche, dati e metodologie di prevenzione con il sostegno dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA);
7. invita la Commissione a valutare e affrontare i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro associati all'IA e ai sistemi di gestione algoritmica, tra cui l'intensificazione del lavoro, la tensione psicosociale, la sorveglianza indebita e il progressivo deterioramento dei confini dell'orario di lavoro; invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere e affrontare i rischi emergenti di decessi e infortuni gravi correlati alle nuove forme di occupazione, tra cui il lavoro mediante piattaforme digitali e il lavoro gestito da algoritmi; sottolinea che i lavoratori impiegati mediante piattaforme di lavoro digitali e quelli i cui compiti, il cui ritmo e le cui prestazioni sono determinati o valutati da strumenti basati sull'IA possono essere esposti a maggiori rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro dovuti all'intensificazione dei ritmi di lavoro, a un monitoraggio abusivo, a un'insufficiente trasparenza nel processo decisionale algoritmico, anche in relazione alla mancanza di punti di contatto umani identificabili, nonché a informazioni o formazione inadeguate o insufficienti; sottolinea che l'introduzione di tali tecnologie è soggetta a un'adeguata valutazione dei rischi, all'informazione e alla consultazione trasparenti dei lavoratori e a una significativa sorveglianza umana, conformemente alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
8. invita la Commissione a valutare e anticipare in modo esaustivo i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro derivanti da fattori legati al clima, tra cui lo stress da calore, gli eventi meteorologici estremi, l'inquinamento atmosferico, la maggiore esposizione alle sostanze pericolose durante i progetti di ristrutturazione e modernizzazione delle infrastrutture, nonché l'emergere di nuovi rischi biologici; chiede che l'azione preventiva sia intensificata sulla base di tale valutazione, al fine di aumentare la resilienza e la preparazione all'interno dei sistemi nazionali di salute e sicurezza sul lavoro, anche attraverso meccanismi di allerta precoce e orientamenti settoriali specifici per i settori ad alto rischio quali l'edilizia, l'agricoltura e i trasporti, nonché per altri settori interessati, come i servizi di emergenza; sottolinea la necessità di dotare gli ispettorati del lavoro e i datori di lavoro di orientamenti pratici a livello dell'UE sulla gestione del calore sul luogo di lavoro e di altri rischi professionali legati al clima;
9. sottolinea la necessità di riconoscere gli effetti del calore estremo e dei cambiamenti climatici come importanti fattori di rischio professionale e invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare le misure di prevenzione, protezione e adattamento sul luogo di lavoro, al fine di ridurre gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali e i decessi;
10. invita la Commissione, il Consiglio, la società civile e le parti sociali a sostenere l'istituzione e la celebrazione della Giornata europea quale impegno civico che unisca istituzioni, imprese e cittadini, anche attraverso iniziative volte a promuovere l'informazione, la sensibilizzazione e strumenti di prevenzione pratici pensati per le piccole e medie imprese e i lavoratori vulnerabili, nonché tramite lo scambio delle migliori pratiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro; sottolinea che tali iniziative dovrebbero affrontare specificamente i rischi psicosociali, i rischi connessi al calore e alle temperature di lavoro estreme, i rischi legati alle catene di subappalto e alle forme di lavoro atipiche, nonché le sfide che interessano i lavoratori distaccati, i lavoratori stagionali e altri lavoratori transfrontalieri, garantendo il rispetto del principio della parità di trattamento e l'efficace applicazione delle norme del paese ospitante in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di protezione sociale; ricorda che orari di lavoro eccessivamente prolungati spesso causano affaticamento e aumentano il rischio di infortuni mortali sul lavoro;
11. incoraggia gli Stati membri a sensibilizzare i datori di lavoro e i lavoratori in merito alla responsabilità che incombe loro di garantire la propria sicurezza e quella degli altri, a promuovere la formazione di primo soccorso per tutti i dipendenti, in particolare nei settori che presentano rischi professionali più elevati, nonché a garantire che tale formazione sia regolarmente aggiornata, ampiamente accessibile e integrata nelle politiche in materia di sicurezza sul luogo di lavoro; sottolinea che i datori di lavoro hanno la responsabilità primaria di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, anche mediante la valutazione dei rischi, le misure preventive, la fornitura di dispositivi di protezione individuale, i servizi di salute sul lavoro, l'efficace attuazione della legislazione in materia di sicurezza sul lavoro, nonché la fornitura di informazioni, istruzioni e una formazione adeguate ai dipendenti; sottolinea la responsabilità dei datori di lavoro di garantire l'effettivo coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti nello sviluppo dei processi di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, nella valutazione dei rischi e dei pericoli, nonché nella pianificazione delle misure, nel relativo monitoraggio e nello svolgimento del lavoro preventivo;
12. ricorda che la violenza rappresenta una sfida sempre più diffusa in molti luoghi di lavoro, in particolare nei settori dei servizi e dell'assistenza sanitaria e per il personale di soccorso; insiste sulla necessità di adottare misure volte ad attuare un approccio di tolleranza zero nei confronti del bullismo, delle molestie e di altre forme di violenza sul luogo di lavoro, attraverso il miglioramento e la promozione di strutture organizzative e legislative di sostegno, nonché mediante un miglioramento dei sistemi per la segnalazione degli incidenti;
13. invita la Commissione e l'EU-OSHA a sfruttare la Giornata europea quale occasione per diffondere dati aggiornati, analisi comparative e orientamenti basati su evidenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro, prestando particolare attenzione ai rischi psicosociali, alle forme di lavoro atipiche, alle micro e piccole imprese e ai gruppi di lavoratori più vulnerabili; invita inoltre la Commissione e l'EU-OSHA a pubblicare un'istantanea a livello dell'UE e schede per paese sulle malattie professionali e i decessi correlati al lavoro, compresi indicatori sulla prevenzione e i controlli (in particolare le ispezioni del lavoro), al fine di orientare meglio le politiche pubbliche e di garantire una maggiore assunzione di responsabilità; sottolinea altresì l'importanza di monitorare e analizzare sistematicamente le tendenze relative alle condizioni di lavoro, ai rischi psicosociali, alla capacità di ispezione del lavoro e al rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro in tutti gli Stati membri, al fine di rafforzare la prevenzione, la trasparenza e la convergenza verso l'alto nelle condizioni di lavoro in tutta l'UE;
14. invita la Commissione, in collaborazione con Eurostat e gli Stati membri, a migliorare la raccolta, l'armonizzazione e la trasparenza dei dati sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali, compresi i rischi psicosociali e le malattie a lunga latenza, e ad affrontare la carenza di segnalazioni;
15. invita la Commissione e gli Stati membri a provvedere affinché la responsabilità della conformità alla legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro sia chiaramente ancorata a livello dirigenziale e ampiamente integrata all'interno dell'organizzazione, anche attraverso piani di prevenzione efficaci e la partecipazione dei lavoratori; sottolinea che lo svolgimento di valutazioni dei rischi contribuisce, di per sé, a ridurre il numero di infortuni;
16. sottolinea l'importanza delle ispezioni regolamentari in materia di salute e sicurezza sul lavoro per contribuire a creare luoghi di lavoro sicuri e sani, pur riconoscendo che la portata delle ispezioni può essere limitata; esorta gli Stati membri a rafforzare gli ispettorati del lavoro dotandoli di personale permanente, risorse adeguate e indipendenza istituzionale al fine di garantire l'efficace attuazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di rispondere alla trasformazione del mondo del lavoro;
17. invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare l'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, anche garantendo risorse adeguate agli ispettorati del lavoro, migliorando la cooperazione transfrontaliera e garantendo l'effettivo rispetto degli obblighi previsti, segnatamente nei casi in cui la negligenza grave può comportare gravi lesioni o la morte; ritiene che, per essere credibili ed efficaci, le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro debbano essere sufficientemente dissuasive e proporzionate;
18. accoglie con favore la relazione di valutazione della Commissione sull'Autorità europea del lavoro (ELA), nella quale è stato riconosciuto il ruolo che essa svolge nell'efficace applicazione del diritto del lavoro dell'UE e delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare nei contesti transfrontalieri e nei settori ad alto rischio, e ribadisce l'invito alla Commissione a rafforzare il mandato dell'ELA al fine di migliorare l'applicazione del diritto del lavoro e delle norme dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro; sottolinea l'importanza di garantire un concreto valore aggiunto a sostegno delle autorità nazionali di contrasto, anche mediante un rafforzamento delle ispezioni del lavoro concertate e congiunte e la possibilità di contribuire in maniera più efficace all'individuazione delle violazioni e al relativo contrasto; sottolinea la necessità di promuovere una maggiore armonizzazione e semplificazione delle norme in materia di mobilità dei lavoratori e delle relative procedure di controllo, anche attraverso norme più uniformi e uno scambio di informazioni più efficace, conformemente agli orientamenti dell'ELA;
19. invita la Commissione, sulla base delle priorità dell'attuale quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027 e dell'esperienza con esso acquisita, a definire un nuovo quadro strategico per il periodo 2028-2034 nell'ambito della tabella di marcia per posti di lavoro di qualità; sottolinea che tale nuovo quadro strategico dovrebbe essere chiaro, misurabile e limitato nel tempo, dovrebbe stabilire requisiti chiari e nuovi e dovrebbe mirare a ridurre gli infortuni sul lavoro e i decessi correlati al lavoro, a completare la transizione verso l'azzeramento dei decessi sul luogo di lavoro, a rafforzare la protezione dei lavoratori, in particolare nei settori ad alto rischio e per i gruppi vulnerabili, ad affrontare i rischi professionali emergenti, compresi quelli derivanti dalle nuove forme di lavoro, dalla digitalizzazione e dai rischi psicosociali, nonché a garantire l'adattamento delle condizioni di lavoro alle temperature estreme;
20. accoglie con favore le direttive volte a ridurre i rischi di esposizione alle sostanze cancerogene e di altre malattie professionali potenzialmente mortali; osserva che la prevenzione delle malattie professionali mortali richiede lo sviluppo di competenze relative all'esposizione sia nei luoghi di lavoro sia nei servizi di medicina del lavoro; ricorda l'importanza di garantire risorse adeguate nei luoghi di lavoro al fine individuare i rischi di esposizione e prevenirli, in collaborazione con i servizi di medicina del lavoro, i quali possono fornire orientamenti in materia di pertinenti misure relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro; ritiene che i lavoratori a rischio di esposizione a sostanze che causano gravi malattie professionali dovrebbero avere accesso a servizi di medicina del lavoro e a controlli sanitari periodici, al fine di monitorare possibili esposizioni; sottolinea che qualsiasi strategia globale volta a ridurre i decessi correlati al lavoro deve affrontare esplicitamente i tumori professionali quali causa silenziosa ma principale di decessi correlati al lavoro, comprese le malattie a lunga latenza derivanti da un'esposizione prolungata ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro; sottolinea la necessità di migliorare la raccolta di dati a livello dell'UE sui tumori professionali per avere un quadro completo dell'effettiva portata dei decessi correlati al lavoro;
21. esprime preoccupazione per il fatto che i lavoratori distaccati, i lavoratori migranti e i lavoratori nelle catene di subappalto siano esposti a rischi sproporzionati per la salute e la sicurezza sul lavoro, tra cui il rischio di infortuni mortali, a causa della frammentazione delle catene di responsabilità, di un coordinamento insufficiente e di una responsabilità diluita, in particolare nei settori ad alto rischio come l'edilizia; invita la Commissione a valutare se l'attuale acquis in materia di salute e sicurezza sul lavoro garantisca in misura sufficiente l'effettiva attuazione delle prescrizioni minime in materia di sicurezza e salute lungo tutte le catene di subappalto, nonché a proporre misure legislative laddove siano individuate lacune;
22. invita gli Stati membri a promuovere una cultura della sicurezza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare per i giovani lavoratori, coniugando istruzione ed esperienza pratica; ritiene che gli istituti di istruzione dovrebbero fornire informazioni e una formazione generali in materia di salute e sicurezza, mentre i datori di lavoro dovrebbero garantire una formazione specifica sul posto di lavoro, in particolare durante gli apprendistati e i tirocini;
23. incoraggia gli Stati membri a istituire quadri di sostegno che agevolino l'impiego di vigili del fuoco volontari, riconoscendo il valore delle competenze acquisite, in particolare in materia di primo soccorso, prevenzione dei rischi, antincendio, uso di attrezzature antincendio e organizzazione delle evacuazioni, miglioramento della sicurezza sul luogo di lavoro, prevenzione degli infortuni sul lavoro e riduzione della gravità di tali infortuni in attesa dell'arrivo dei soccorsi;
24. sottolinea che le microimprese e le piccole e medie imprese dispongono spesso di una capacità amministrativa, risorse finanziarie e competenze specialistiche limitate; chiede misure di sostegno globali e mirate per assisterle nell'individuare, prevenire e gestire efficacemente i rischi professionali, le malattie e i decessi correlati al lavoro, anche attraverso strumenti di valutazione dei rischi semplificati e di facile utilizzo, orientamenti settoriali, programmi pratici di prevenzione, una formazione accessibile e un sostegno per il rispetto degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
25. invita la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri e le parti sociali, a rafforzare gli orientamenti dell'UE sul sostegno alle vittime di infortuni sul lavoro e di malattie professionali e alle loro famiglie; invita altresì la Commissione a valutare la possibilità di elaborare raccomandazioni volte a promuovere un sostegno e meccanismi di risarcimento adeguati per le vittime e i loro familiari, incoraggiando una convergenza verso l'alto delle tutele in tutta l'UE;
26. invita gli Stati membri a garantire che tutti i lavoratori beneficino effettivamente della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro conformemente ai sistemi e alle prassi nazionali, compresi i lavoratori delle piattaforme digitali, i cittadini di paesi terzi e i lavoratori domestici impiegati presso privati; invita gli Stati membri e le parti sociali a promuovere il ricorso a soluzioni innovative e alle migliori pratiche per prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, anche attraverso iniziative quali i premi dell'EU-OSHA per le buone pratiche nell'ambito della campagna "Ambienti di lavoro sani e sicuri", i quali valorizzano strategie e tecnologie efficaci che possono essere attuate in tutti i settori per migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro;
27. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione. (21/05/2026- ITL/ITNET)
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