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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - NOTE D'ARTE AL MUSEO DI ARTI DECORATIVE DI TORINO PER L'ESTATE 2026 ACCOMPAGNANO UN'IMPORTANTE RASSEGNA DEDICATA A GIOVANNI ANTONIO BAZZI /IL SODOMA

(2026-07-07)

A Torino, nell'ambito della eccezionale rassegna dedicata alla pittura di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, la Fondazione Accorsi-Ometto propone dei brevi concerti serali di musica da camera per arpa, chitarra e fisarmonica a partire dal 16 luglio, in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.

Brevi concerti serali di musica da camera per arpa, chitarra e fisarmonica a partire dal 16 luglio, in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.

Per due giovedì al mese, a luglio e ad agosto, alle ore 18.30, i concerti d'estate si alterneranno con repertori che spaziano dalla musica novecentesca a melodie del Sette-Ottocento con: Eleonora Savio all’arpa (giovedì 16 luglio 2026); il Duo Renda-Trucco con i musicisti Fabio Renda e Beniamino Trucco alla chitarra classica (giovedì 23 luglio 2026); Ivan Homolskiy alla fisarmonica (giovedì 6 agosto 2026); infine Marlon Adriano alla chitarra classica (giovedì 20 agosto 2026).

Al termine dei concerti, che durano circa 30-35 minuti, nelle sale del Museo di Arti Decorative sarà possibile effettuare una breve visita serale alla mostra "Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinasci-mento, a cura di Serena D’Italia, Luca Mana, Vittorio Natale, con il Comitato Scientifico di Roberto Bartalini, Francesco Frangi, Edoardo Villata. Affreschi, pale d’altare, ritratti e opere poco conosciute prendono vita tra queste pagine e restituiscono il ritratto di un maestro anticonformista, capace di trasformare l’inquietudine in energia creativa e di lasciare nel Rinascimento un segno vivo che ancora oggi incanta e sorprende. Con oltre cinquanta opere, alcune delle quali inedite o mai esposte prima, la mostra, la prima in Italia dedicata al Sodoma dopo Ottanta anni, prosegue fino al 6 settembre 2026.

La mostra, curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo Villata, propone per la prima volta all’attenzione del pubblico la produzione iniziale del pittore, nella quale emerge un’elaborazione frenetica delle diverse esperienze maturate dall’artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale.

Dalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), nel Senese, per giungere alle straordinarie puntate a Roma, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi, Sodoma compie un viaggio che il percorso espositivo tenta idealmente di ricostruire.

Le oltre cinquanta opere presenti in mostra, alcune delle quali inedite o mai esposte prima, provengono da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni pubbliche, come l’Accademia Carrara di Bergamo; il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato (AL); la Pinacoteca di Brera di Milano; il Musée Jacquemart-André di Parigi; i Musei Civici di Pavia; la Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia; l’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto, la Galleria Borghese, i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma; la Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena e la Pinacoteca Nazionale di Siena; la Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno (CN); la Biblioteca Reale, la Galleria Sabauda, i Musei Reali, Palazzo Madama e la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino; il Palazzo dei Musei Pinacoteca di Varallo; l’Archivio Storico Comunale e il Museo Francesco Borgogna di Vercelli.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
La mostra si articola in sette sezioni, intese come le diverse tappe del viaggio intrapreso da Sodoma nel corso della sua attività giovanile.
Il percorso si apre con l'Ecce Homo (Cristo deriso) del 1510 circa che illustra perfettamente l'arte più nota di Sodoma ormai maturo ed evidenzia gli importanti esiti raggiunti dall’artista durante il suo percorso formativo a cui l’intera mostra è dedicata. Nella prima sezione è esposto anche il contratto originale di apprendistato di Giovanni Antonio Bazzi presso Martino Spanzotti, nella cui bottega il pittore si formò a partire dal 1490 e che segna l’inizio della vicenda artistica di Sodoma.

Si prosegue con le opere degli artisti vercellesi e casalesi conosciuti dallo stesso Sodoma, come Alvise De Donati, Eleazaro Oldoni, Aimo e Balzarino Volpi (il primo dei quali era cognato di Spanzotti). Si continua poi con l’attività di Giovanni Martino Spanzotti degli anni Novanta del Quattrocento e di alcuni artisti, che affiancarono il maestro nella sua bottega. Tra questi, oltre al giovane allievo di Spanzotti Defendente Ferrari, lo stesso Sodoma, che è rappresentato da una recente scoperta attributiva, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo di collezione privata, che è finalmente possibile vedere dal vero.

Tra gli artisti della Milano leonardesca, non possono mancare Bernardo Zenale, il cosiddetto Maestro della Pala Sforzesca (Giovanni Angelo Mirofoli da Seregno?) e Giovanni Antonio Boltraffio. In questa sezione è possibile ammirare un dipinto del Musée Jacquemart-André di Parigi, il Martirio di san Sebastiano la cui attribuzione, discussa tra Zenale e lo stesso Sodoma, può essere verificata dal vero. L’ambiente culturale lombardo segnò profondamente il percorso giovanile del Sodoma, come dimostra lo straordinario Compianto sul Cristo morto del 1503 circa.

Il Rinascimento in centro Italia è rappresentato da due opere di Bernardino di Betto detto il Pintoricchio, artista a cui Sodoma a Roma guardò con particolare attenzione: si tratta di un affresco staccato di collezione privata raffigurante Gesù Bambino benedicente, che si suppone provenga dagli appartamenti Borgia in Vaticano, e di un tondo con la Sacra Famiglia appartenente alla Pinacoteca Nazionale di Siena. Le due rare Pietà di Sodoma, prestate dalla Confraternita di Santa Maria dell’Orto e dalla collezione romana Patrizi di Montoro, benché simili dal punto di vista compositivo, documentano la precoce maturazione dello stile dell’artista di origini vercellesi. Contribuiscono ad illustrare il contesto centro italiano, soprattutto romano e senese, anche miniature, placchette, medaglie e maioliche.

A confermare l’intensità degli scambi tra il Piemonte e il centro Italia, dalla fine del Quattro agli inizi del Cinquecento, sono esposte alcune importanti opere di Macrino d’Alba (come la Madonna col Bambino in trono tra i santi Nicola di Bari e Martino della Pinacoteca Capitolina di Roma e una inedita predella con Cristo benedicente e gli apostoli proveniente dalla residenza papale di Castel Gandolfo), di Gaudenzio Ferrari; di Eusebio Ferrari e di Gerolamo Giovenone una delle varie versioni della Madonna d’Orléans di Raffaello.

L’ultima sezione è dedicata ad alcune opere giovanili di Sodoma, eseguite entro il primo decennio del Cinquecento, come l’Allegoria dell’Amor Celeste della Collezione Chigi Saracini di Siena e il tondo con La Natività di Gesù, un angelo e San Giovannino della Pinacoteca Nazionale della stessa città.

Il percorso si chiude con alcuni capolavori della piena maturità di Sodoma: il tondo con la Sacra Famiglia con san Giovannino e un angelo del Museo Borgogna di Vercelli e la Morte di Lucrezia della Galleria Sabauda di Torino. Infine un filmato, realizzato per l’occasione, illustra i cicli ad affresco di San Francesco a Subiaco, di Sant’Anna in Camprena e del chiostro di Monteoliveto, opere fondamentali per la comprensione di questo straordinario artista.

Giovanni Antonio Bazzi , universalmente noto come il  Sodoma, nacque a Vercellivintorno al 1477. Il primo documento noto sull'artista, datato 1490, è relativo all'inizio del suo apprendistato nella bottega di Giovanni Martino Spanzotti, il più importante artista rinascimentale attivo in Piemonte in quegli anni.
Nei suoi anni di formazione Sodoma ebbe modo di conoscere le novità figurative che venivano elaborate in quegli anni tra Vercelli, Casale, la Milano leonardesca e Mantova, assorbendole per creare quell'inconfondibile linguaggio stilistico che caratterizzò poi le opere della sua maturità.
Sodoma giunse a Roma per la prima volta nel 1497, pressappoco ventenne, e nella città pontificia venne a contatto con i fasti delle antichità romane e con le grandi campagne ad affresco realizzate in città da Perugino e da Pinturicchio negli anni precedenti
È possibile che poco dopo, intorno al 1500, egli abbia iniziato a dipingere gli affreschi ancora oggi visibili nel monastero laziale di Subiaco. In seguito si trasferì a Siena, dove trascorse la maggior parte della sua vita e si affermò come uno dei principali pittori rinascimentali attivi in Toscana.
Qui la sua prima opera documentata sono gli affreschi del monastero di Sant'Anna in Camprena (1503 -1504), seguiti da quelli dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore (1505 - 1508)

La fama dell'artista era ormai al suo apice, tanto che nel 1508 venne chiamato a Roma per collaborare con altri colleghi alla decorazione delle Stanze Vaticane. In particolare nell'attuale Stanza della Segnatura Sodoma si trovò a lavorare fianco a fianco con uno dei più celebri pittori dell'epoca, Raffaello Sanzio. Sempre a Roma, su incarico del banchiere senese Agostino Chigi, il Bazzi realizzò uno dei suoi capolavori, l’affresco delle Nozze di Alessandro e Rossane nella villa della Farnesina.

Rientrato stabilmente a Siena, Sodoma continuò a produrre opere di grande rilievo, tra cui pale d’altare, affreschi e dipinti di devozione privata. Tra i cicli più significativi del periodo senese ricordiamo gli affreschi dell’oratorio di Santa Caterina in San Domenico a Siena, oltre alle decorazioni nel Palazzo Pubblico. L'artista morì a Siena nel febbraio del 1549.

Visite al Museo: Martedì, mercoledì e venerdì 10-18 │ Giovedì 10-20 Sabato, domenica e festivi 10-19
La biglietteria chiude mezz’ora prima. Lunedì chiuso .(07/07/2026-ITL/ITNET)

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