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ITALIANI ALL'ESTERO E SPORT - GIORNATA DELLO SPORT ITALIANO NEL MONDO - IL MEI FA IL PUNTO SU “LA FUNE AZZURRA”: OLTRE 100 I CLUB FINORA COINVOLTI
(2026-09-13)
In occasione della Giornata dello Sport Italiano nel Mondo, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana ha presentato i primi aggiornamenti del progetto esclusivo di ricerca dedicato allo sport italiano nei cinque continenti anticipando la notizia che presto "una campagna digitale raggiungerà gli italiani nel mondo" Un giro di boa che coincide con la Giornata dello Sport Italiano nel Mondo. il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana presenta i primi aggiornamenti di “La Fune Azzurra – Lo sport italiano nei cinque continenti”, progetto di ricerca portato avanti insieme a Fondazione Migrantes e realizzato con i fondi dell’8xmille CEI che punta a rico-struire per la prima volta la storia e l'attualità dello sport praticato dagli emigrati italiani e dai loro discendenti nel mondo, oltre a una parte specifica riservata al ruolo dello sport per gli immigrati nel nostro Paese. A 6 mesi dall’avvio, La Fune Azzurra entra in una nuova fase con il lancio di una campagna virale vuole raggiun-gere le varie comunità italiane nel mondo, con contenuti video e social dedicati al progetto che saranno diffusi attraverso la rete dei numerosi partner della ricerca. A questo link è possibile partecipare al questionario https://www.museomei.it/it/la-fune-azzurra
Sono già oltre 100 i club coinvolti nella ricerca e, con la riapertura delle scuole, il progetto sarà esteso anche alle scuole italiane all’estero. La ricerca, che si concluderà nella primavera del 2027, punta a ricostruire per la prima volta in maniera organica la storia e l’attualità dello sport praticato dagli emigrati italiani e dai loro discendenti nei cinque continenti. A marzo è previsto un convegno internazionale dedicato alla restituzione dei risultati e alla presentazione del report, con il patrocinio del Maeci e del Ministero per lo Sport e i Giovani. Gli esiti della ricerca confluiranno inoltre in una pubblicazione e in un documentario dedicato alla storia dello sport dell’emigrazione italiana e al contributo delle comunità italiane alla diffusione della cultura sportiva nel mondo.
«La Fune Azzurra è la naturale prosecuzione del lavoro che il Mei porta avanti ormai da alcuni anni sul rapporto tra emigrazione, identità e sport. Il progetto sta crescendo e, grazie alla rete di realtà sportive, istituzioni e università che abbiamo coinvolto, ci permette oggi di guardare a questo fenomeno con una prospettiva sempre più ampia, articolata e organica. Proprio per questo la Giornata dello Sport Italiano nel Mondo ha per noi un significato particolare: significa riconoscere nello sport non solo un patrimonio italiano da valorizzare, ma anche un potente strumento di relazione, appartenenza e dialogo» - dichiara Paolo Masini, presidente della Fondazione Mei.
L’obiettivo è comprendere come lo sport abbia accompagnato le vicende migratorie degli italiani, diventando nel tempo uno spazio di aggregazione e integrazione, ma anche uno strumento per mantenere vivi i legami con i territori d’origine.
Una storia che affonda le proprie radici alla fine dell’Ottocento e che ha prodotto esperienze divenute simboliche. È il caso di club come il Boca Juniors e il Peñarol, legati alle comunità di emigrati italiani in Sud America, o di figure come Joe Di Maggio, figlio di emigrati italiani e diventato una delle icone del baseball mondiale. Ma la ricerca guarda anche al presente, alle numerose realtà sportive che continuano a nascere nei diversi continenti grazie all’iniziativa degli italiani e dei loro discendenti.
Il lavoro si sviluppa lungo tre direttrici principali: le associazioni e società sportive italiane all’estero, i giovani italiani iscritti all’AIRE tra i 6 e i 25 anni e le persone recentemente immigrate in Italia. Attraverso questionari, raccolta di testimonianze e analisi qualitative e quantitative, il progetto studierà il rapporto tra sport e mobilità, con particolare attenzione alla partecipazione associativa, alle relazioni sociali, al benessere psicofisico e ai processi di integrazione.
Uno specifico approfondimento sarà dedicato alle nuove generazioni di italiani nel mondo, per comprendere se e come la pratica sportiva possa contribuire a rafforzare il senso di appartenenza e il rapporto con le comunità italiane all’estero. La ricerca analizzerà chi pratica sport, in quali Paesi, con quale frequenza e in quali contesti, mettendo in relazione l’attività sportiva con socializzazione, benessere e partecipazione alla vita comunitaria.
Parallelamente, in Italia saranno analizzate le esperienze delle persone recentemente immigrate, per compren-dere come le pratiche sportive possano favorire – o, al contrario, ostacolare – i processi di inclusione e appartenenza. I risultati saranno quindi messi a confronto con quelli relativi agli italiani residenti all’estero.
La ricerca si avvale di una rete di partner istituzionali, accademici e sportivi che comprende il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), il MAECI, il CONI e la rete dei suoi delegati sportivi nel mondo, la Società Italiana di Storia dello Sport, il Patronato ACLI, l’Università di Genova, l’Università di Roma Tor Vergata e il CUS Roma Tor Vergata. Per l’analisi del rapporto tra sport, inclusione e nuove migrazioni in Italia collaborano inoltre UISP, CSI e US ACLI.
La rete costruita dal MEI negli ultimi anni rappresenta una delle principali risorse del progetto. Al database, che raccoglie già oltre 40 società sportive italiane attive all’estero, si aggiungono i 130 protocolli di intesa sottoscritti dal Museo con realtà museali, associative e archivistiche in diverse parti del mondo. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con la raccolta e l’elaborazione dei dati; il Mei invita associazioni, società sportive, ricercatori e singoli interessati a contribuire alla ricerca scrivendo all'indirizzo sport@museomei.it.
Responsabile del progetto La Fune Azzurra è Paolo Masini. Coordinatore è Andrea Pedemonte; responsabile della ricerca sociologica è Agostino Massa, professore associato di Sociologia all’Università degli Studi di Genova; responsabile della ricerca storica è Lorenzo Venuti, ricercatore presso l’Università di Messina; responsabile della ricerca sugli immigrati in Italia è Davide Valeri, dottore di ricerca in Sociologia presso l’Università di Padova. La presentazione del progetto e i questionari, disponibili in italiano, inglese, spagnolo, portoghese e francese, sono consultabili sul sito ufficiale del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. ----------------------------------------------------- Il MEI - Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana – con sede a Genova, è nato dall’accordo tra il Ministero della Cultura, la Regione Liguria e il Comune di Genova con la volontà di raccontare molteplici aspetti del fenomeno migratorio italiano dall’Unità d’Italia ad oggi.
Il riallestimento multimediale è visitabile all'interno della Commenda di San Giovanni di Pré, ristrutturata per l’occasione, e vive in stretta relazione con il Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e il Galata Museo del Mare. Da Genova milioni di italiani sono partiti diretti alle Americhe, all’Africa, all’Asia, all’Australia e all’Europa lasciando tutto per giocarsi un viaggio senza ritorno. Il MEI è nato per ricordare questi migranti, raccontare le storie e i motivi della partenza da punto di vista umano, storico, sociologico.
Un museo innovativo e multimediale, dove i visitatori possono interagire con spazi e oggetti e vivere esperienze immersive grazie allo stato dell’arte della tecnologia. Vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova, negli allestimenti scenografici di uno degli edifici medievali più̀ antichi della città. Il Museo è aperto dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 18.00. (13/09/2026-ITL/ITNET)
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