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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - PACE - IL TRATTATO DI KADESK E' IL PIU' ANTICO TRATTATO DI PACE SIGLATO DA EGIZIANI E ITTITI IN GUERRA DA SECOLI PER IL CONTROLLO DELL'ANTICA SIRIA. UNA COPIA IN RAME SI TROVA NELLA SEDE DELL'ONU

(2026-09-24)

A proposito della pace e dei numerosi conflitti in atto di cui si sta parlando in questi giorni all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite un contesto, l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), ufficialmente nato a San Francisco il 24 ottobre 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale per porre fine a disastrosi conflitti :  i ricercatori in Turchia hanno portato alla luce un antico frammento con l'iscrizione del più antico trattato di pace del mondo. A
parlarne è la corrispondente dello Smithsonian Magazine, Sonja Anderson.

Il frammento della tavoletta di argilla, trovato ad Hattusa, antica capitale Ittita è contrassegnato con caratteri cuneiformi accadici e il suo testo appartiene al Trattato di pace di Kadesh, firmato dagli antichi egizi e dagli ittiti nel XIII secolo a.C.
Da circa 3.300 anni due eserciti stavano combattendo per il controllo dell'antica terra siriana. Erano gli Ittiti dell'Anatolia, guidati dal re Muwatallis, e gli egiziani, governati dal faraone Ramses II. Il faraone aveva invaso il territorio ittita, con l'obiettivo di espandere il suo impero. La guerra che ne seguì coinvolse decine di migliaia di soldati e alcune delle più grandi battaglie di carri mai combattute. Ma le parti opposte hanno dimostrate di equivalersi. Tanto che l'ultima battaglia di Kadesh dimostro' che nessuna delle due parti era in grado di prevalere e fu redatto un semplice testo.  come ha detto l'egittologa Camilla Di Biase-Dyson a Fran Kelly di ABC Radio National nel 2024. Sicché alcuni anni dopo la battaglia, intorno al 1269 a.C., il successore di Ramses II e Muwatallis, Hattusilli III, firmarono e celebrarono un piu' complessivo accordo che pose ufficialmente fine al lungo conflitto. 

Il primo trattato di pace internazionale al mondo reca la promessa di “amicizia eterna, pace duratura, integrità territoriale, non aggressione, estradizione e aiuto reciproco”, secondo le Nazioni Unite. Originariamente scritto su tavolette d'argento perse nelle vicende  storiche, il testo del trattato è stato, pero', conservato in copie antiche: con i geroglifici sul muro di un tempio egiziano e almeno tre tavolette di argilla cuneiforme in Anatolia.

Ora, gli archeologi in Turchia hanno scoperto un altro frammento di una di quelle copie antiche: un residuo di argilla inciso in cuneiforme accadico. "Abbiamo trovato tracce di pace risalenti a migliaia di anni fa nel suolo dell'Anatolia", ha annunciato Mehmet Nuri Ersoy, ministro della cultura e del turismo turco, sui social media, secondo una traduzione dell'Agenzia statale Anadolu. "Esami scientifici hanno stabilito che un frammento di una tavoletta cuneiforme trovata durante gli scavi a Buyukkale, a Hattusa, Corum, appartiene a una delle copie del Trattato di pace di Kadesh".

Nel 1906, i ricercatori scoprirono per la prima volta la tavoletta di argilla. Oggi, i suoi pezzi sono esposti ai Musei Archeologici di Istanbul e una replica di rame è appesa nell'edificio delle Nazioni Unite a New York.

Secondo una traduzione del Ministero turco della Cultura e del Turismo, il trattato dichiara un legame eterno tra Ramses II e Hattusilli III. “Egli è un fratello per me ed è in pace con me, e io sono un fratello per lui e sono per sempre in pace con lui”, narra il faraone. “Siamo uniti, e un legame di fraternità esiste già tra noi e di pace, ed è meglio del legame di fratellanza e di pace che esisteva tra il paese d'Egitto e il paese di Hatti.

I ricercatori sperano che ulteriori scavi scoprano gli altri segmenti di questa copia del trattato.
Gli esperti dicono che il frammento contiene linee dagli articoli da 12 a 20 del trattato di Kadesh. Questi stabiliscono le regole per trattare con le persone che sono fuggite dall'Egitto o dagli Ittiti, cercando rifugio nell'altro paese. Secondo la dichiarazione, il frammento mette in guardia contro la distruzione delle case dei rifugiati.

"Le dichiarazioni riguardanti la distruzione delle case delle persone portano un messaggio potente da migliaia di anni fa fino ai giorni nostri", ha detto Ersoy nel suo post, secondo l'Agenzia Anadolu. “Ci auguriamo un futuro in cui tutte le persone, in particolare i nostri fratelli e sorelle palestinesi, possano vivere in sicurezza, pace e tranquillità”.  (24/09/2026-ITL/ITNET)

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