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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - MALESIA - LA Ia VOLTA DI "ITALIAN SCREENS" A KUALA LAMPUR - DALLA COMMEDIA AL DRAMMA CON CORTELLESI, PAPALEO, SALVATORES, ÖZPETEK E SCARANO
(2026-09-23)
Dal 26 settembre all’11 ottobre 2026, Italian Screens arriva per la prima volta in Malesia, portando a Kuala Lumpur una selezione di sei film italiani contemporanei.
Per tre fine settimana, il pubblico avrà l’opportunità di esplorare, attraverso generi e linguaggi diversi, storie che raccontano la società, la famiglia, le relazioni umane e la vita quotidiana dell’Italia di oggi.
La rassegna è presentata e curata dall’Ambasciata d’Italia a Kuala Lumpur, coordinata dal Dipartimento Internazionale di Cinecittà e realizzata in collaborazione con GSC International Screens. Le proiezioni si terranno presso GSC Mid Valley e saranno proiettati in lingua italiana con sottotitoli in inglese.
Dalla commedia al dramma, dalle storie familiari ai racconti di amicizia e solidarietà, i sei film restituiscono un’immagine ricca e sfaccettata del cinema italiano contemporaneo, tra emozioni, ironia e realtà sociale:
C’È ANCORA DOMANI — THERE’S STILL TOMORROW — PAOLA CORTELLESI
Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2023 in concorso nella categoria "Progressive Cinema - Visioni per il mondo di domani", ottenendo due premi, tra cui il premio speciale della giuria e una menzione speciale come miglior opera prima. È stato poi premiato come Film dell'anno ai Nastri d'argento del 2024 ed ha ottenuto ben 19 candidature ai David di Donatello ed il riconoscimento di sei premi.
La pellicola per la quale Paola Cortellesi si è basata sulla vita delle donne nel secondo dopoguerra in Italia, traendo ispirazione dalle storie raccontate dalla propria nonna e dalla propria bisnonna, stata un successo al botteghino e della critica italiana. Il film si sviluppa nel II° dopoguerra quando ancora l'Italia è occupata dai reparti militari alleati. Imminenti il referendum istituzionale e l'elezione dell'Assem-blea Costituente del 2 e 3 giugno. Nel quartiere storico di Testaccio vive la famiglia Santucci, composta dalla madre Delia, dal marito Ivano, uomo manesco e irascibile che quotidianamente percuote, deride e svilisce la moglie, dal padre di quest'ultimo, Ottorino, di uguale indole, e dai tre figli Marcella, Sergio e Franchino. La primogenita disapprova la madre per la passività con cui subisce gli abusi coniugali e con cui accetta i tradimenti di Ivano durante le sue uscite serali.
Le giornate di Delia trascorrono tra le violenze fisiche e psicologiche perpetrate dal marito, le faccende dome-stiche e vari lavori sottopagati, tra cui un impiego in una fabbrica di ombrelli dove un giovane apprendista, con molta meno esperienza di lei, riceve una paga maggiore solo perché uomo. Le uniche fonti di sollievo per la donna sono l'amicizia con Marisa, una fruttivendola spiritosa e ottimista che, al contrario di Delia e con il mecca-nico Nino, con cui in gioventù aveva avuto una storia d'amore, il quale le propone di emigrare con lui al Nord per avere prospettive lavorative e di vita migliori.
Un giorno, Delia restituisce una foto di famiglia, trovata casualmente per strada, a un soldato afroamericano, William, che l'aveva smarrita. Il militare la ringrazia offrendole del cioccolato, ma i due non riescono a comunicare in quanto lei non conosce l'inglese e lui non conosce l'italiano. Dopo altri incontri fortuiti, William nota i lividi sul corpo di Delia e, intuendo le sue difficoltà, le fa capire, a gesti, di essere disposto ad aiutarla; lei però accelera il passo per allontanarsi, impaurita dalla possibile reazione del marito. La donna intanto riceve anche una misteriosa lettera che inizialmente getta via, ma in seguito decide di custodire, traendo da essa la forza per reagire alla sua condizione.
Nel frattempo la figlia Marcella frequenta Giulio Moretti, il giovane rampollo di una famiglia proprietaria di un bar della zona: Ivano è soddisfatto per il tornaconto economico che scaturirebbe dalle nozze. Nonostante il pranzo offerto dai Santucci alla famiglia di Giulio sfoci in un disastro i due ragazzi si fidanzano ufficialmente. Poco tempo dopo, pero' Delia si accorge che Giulio, che fino a quel momento era sempre stato molto gentile, disponibile e comprensivo con tutti, ha iniziato a manifestare verso Marcella gli stessi atteggiamenti problematici di Ivano e temendo che la figlia possa fare la sua stessa fine, oppressa e umiliata da un marito violento, possessivo e magari anche infedele, Delia con l'aiuto di William fa esplodere il bar della famiglia Moretti, mandandola sul lastrico, causando la fine del fidanzamento e la disperazione di Marcella.
A questo punto Delia è ormai decisa a ribellarsi al marito e sceglie di farlo il 2 giugno, giorno della partenza di Nino per il Nord. Quando giunge l'ora, come pretesto, la donna dice al marito di dover andare a fare delle iniezioni nel palazzo di Marisa, come faceva sempre a quell'ora, così da potersi allontanare senza destare sospetti. Proprio quel giorno, tuttavia, il suocero Ottorino è morto e la veglia funebre costringe Delia a restare a casa per tutto il giorno. La donna tuttavia non si perde d'animo, dicendosi che «c'è ancora domani» per mettere in atto il suo piano.
La mattina seguente, mentre Marcella dorme, Delia le lascia sul comodino una busta con una lettera e dei soldi che aveva originariamente messo da parte per il corredo nuziale della figlia all'insaputa di Ivano per poter studiare e diplomarsi, in contrasto con il volere del marito. Delia quindi esce di casa e si scopre solo a questo punto che non ha alcuna intenzione di fuggire con Nino, come poteva sembrare, bensì di recarsi alle urne a votare per la prima volta....All'uscita dal seggio, Ivano si dirige minaccioso verso la moglie, ma lo sguardo deciso di Delia, che lo fissa senza timore, circondata da tutte le altre donne che come lei hanno votato per la prima volta, lo spinge a fermarsi, a desistere e ad andarsene.
DIAMANTI — DIAMONDS — FERZAN ÖZPETEK
Quindicesimo film di Özpetek, con un cast corale che ha tra le protagoniste - questo l'incipit della pellicola -ben diciotto apprezzate attrici con le quai in passato ha lavorato, più alcuni volti nuovi, per sottoporre loro il copione del suo prossimo film, Diamanti. La trama del film si alterna ad alcune sedute di lettura a cui prendono parte il regista e le attrici protagoniste. Roma, 1974. Le sorelle Alberta e Gabriella Canova possiedono e dirigono una grande sartoria specializzata in costumi per il cinema e il teatro, nella quale lavorano diverse donne. In questo microcosmo al femminile si intrecciano molte storie: la capo sarta Nina ha un figlio che non esce mai dalla sua stanza, nemmeno per mangiare o andare a scuola, vivendo un disagio esistenziale che non riesce a comunicare ai genitori; la ricamatrice Eleonora, vedova, alle prese con la nipote Beatrice, che vive fervente il periodo dell'impegno politico e ha allacciato una segreta storia d'amore con Ennio, il segretario della sartoria; la tingitrice Carlotta; la modista Paolina, madre single del piccolo Simone, in difficoltà economica essendo stata lasciata da sola dal padre turco di suo figlio a badare al bambino; la sarta Nicoletta, che viene maltrattata, umiliata e picchiata dal marito violento, Bruno, al punto di essere minacciata di morte; Fausta, una single ironica e sensibile al fascino maschile; Giuseppina, una giovane apprendista appena arrivata; Silvana, cuoca delle sorelle Canova, ex ballerina che ha sempre una parola di conforto e un pasto caldo per tutti.
All'atelier si presenta Bianca Vega, costumista premio Oscar che commissiona gli abiti per un'importante produzione cinematografica, le cui riprese sono imminenti. La lavorazione dei costumi comporta un sovraccarico di lavoro e tensioni, dovuto sia alla severità di Alberta che al carattere esigente di Bianca. Le sarte trovano sempre il modo di reagire alle piccole e grandi sfide con forza e ironia, riuscendo anche a sistemare le proprie vite: Nina riuscirà a far uscire suo figlio dalla catatonia; Eleonora, costretta a nascondere Beatrice nell'atelier, ne farà emergere il talento artistico sartoriale, al punto che Alberta la assumerà; il piccolo Simone viene nascosto nell'atelier da Paolina, che non può permettersi una baby sitter: una volta scopertolo, Alberta si offrirà di aiutare economicamente sua madre e di sostenere le spese della sua istruzione. Fausta e le altre, infine, cercheranno di difendere Nicoletta da Bruno, ma sarà proprio l'amica a rivoltare contro il marito la sua stessa violenza, sopprimendolo, in tal modo ritrovando la libertà.
Anche la vita delle sorelle Canova subisce degli scossoni ma a supportare le due donne c'è l'anziana zia Olga, con la quale condividono regolarmente dei pranzi...La lavorazione degli abiti procede tra alti e bassi, fino a che non rimane da confezionare solo l'abito della scena finale della protagonista, del quale l'eccentrico regista del film non è mai soddisfatto. Bianca rivela allora tutte le proprie insicurezze, spiegando che nonostante l'Oscar ella si sente comunque inadeguata. Le sarte, consapevoli dell'umanità che traspare sotto la scorza della severità di Alberta e dell'intransigenza di Bianca, si uniranno solidali per superare l'impasse: durante l'annuale pranzo di anniversario dell'atelier, tutte quante si mettono al lavoro un'intera notte per creare un sontuoso costume elaborato dal bozzetto originario di Bianca L'abito sarà talmente bello che a nessuno importerà più il giudizio del regista.
Al termine delle riprese, Özpetek si aggira per il set ormai vuoto, rievocando le scene e rivivendo le emozioni della lavorazione, trovando una sfera che Silvana aveva regalato al figlio di Paolina, quasi a insinuare che quel bambino cresciuto nell'atelier fosse il regista stesso o un suo alter ego. Qui ritrova anche Elena Sofia Ricci, vestita con un abito di scena: pur depennato dal copione, il suo personaggio ha comunque avuto un peso nella storia. L'attrice ricorda allora al regista che la magia del cinema non sta in quello che si vede, ma in quello che si sente.
Il regista stesso ha dedicato il film a Mariangela Melato, Virna Lisi e Monica Vitti, oltre che a tutte le donne.
Ferzan Ozpetek ha dichiarato di aver tratto ispirazione per il film dai suoi primi anni nel cinema come aiuto regista, quando frequentava celebri sartorie di cinema e teatro, luoghi popolati principalmente da donne, riferendosi anche alla sua infanzia trascorsa tra sole donne. Così il mondo del costume come elemento narrativo e artistico centrale, mostrando anche abiti iconici come quelli di Claudia Cardinale ne Il Gattopardo e di Romy Schneider in Ludwig.
La produzione si è avvalsa della collaborazione della Sartoria Tirelli, che ha fornito accesso ai suoi preziosi e storici archivi e coinvolgendo tutto il cast femminile per apprendere al meglio la vita e lo stile di lavoro di una grande sartoria, oltre a tutti gli aspetti tecnici della produzione sartoriale. Tra i costumi più imponenti, sono stati usati un abito rosso, realizzato con oltre 160 metri di tessuto e doppiato in crinolina nera, e un abito teatrale con una crinolina di otto metri. La pellicola, girata interamente a Roma, al quartiere Testaccio, è un omaggio anche alla tradizione artigianale e alla creatività italiane.
Colonna sonora: La colonna sonora è stata composta da Giuliano Taviani e Carmelo Travia. I brani sono stati eseguiti dalla Roma Film Orchestra diretta dal direttore d'orchestra Alessandro Molinari e registrate presso la Digital Records di Roma.
La canzone tema del film, inclusa nei titoli di coda, è Diamanti, scritta e interpretata da Giorgia, che è ritornata a collaborare con Ferzan Özpetek a 21 anni di distanza da La finestra di fronte, per cui aveva inciso Gocce di memoria.
LA VITA DA GRANDI — SIBLINGS — GRETA SCARANO
La vita da grandi è un film del 2025 diretto da Greta Scarano al suo debutto alla regia ed è ispirato al libro autobiografico Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale dei fratelli Damiano e Margherita Tercon, presenti anche in un cameo.
Irene lavora a Roma in un'azienda che produce pannelli solari, un impiego stabile ma che la fa sentire inibita nella sua creatività. La sua routine viene scossa quando la madre, che deve allontanarsi da casa assieme al marito per approfondire alcune analisi mediche a lei relative, la chiama a Rimini per prendersi cura del fratello Omar, un uomo autistico grande fan del rap e di Fabri Fibra, iperprotetto dalla famiglia e che per questo non riesce a diventare autonomo.
Irene, per stimolare appunto l'autonomia del fratello, e anche per scongiurare il rischio di doversene occupare quando i loro genitori saranno troppo anziani per farlo, lo sottopone a un “corso intensivo per diventare adulti”. Tuttavia, col tempo la ragazza si rende conto di avere più in comune con Omar di quanto immaginasse, inclusi i sogni che entrambi custodiscono e che, a differenza sua, il fratello ha il coraggio di inseguire. Dopo una scioccante rivelazione di Omar, Irene decide di cambiare atteggiamento verso di lui e provare a diventare grande insieme, anche a costo di correre qualche rischio.
Il film, diretto da Greta Scarano e scritto dalla stessa con Sofia Assirelli, Chiara Barzini e Tieta Madia, è ispirato al libro autobiografico Mia sorella mi rompe le balle dei fratelli Damiano e Margherita Tercon. Il film è stato presentato in anteprima nel corso del Bari International Film Festival 2025 e distribuito dal 3 aprile 2025, il giorno seguente la Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo.
NAPOLI-NEW YORK — NAPLES TO NEW YORK — GABRIELE SALVATORES Un film del 2024 tratto da un soggetto originale scritto da Federico Fellini e Tullio Pinelli nel 1948, riscritto e diretto da Gabriele Salvatores, girato a Napoli, Trieste e Fiume oltre che negli Studios di Cinecitta'.
La storia prende il via dalle condizioni di molti orfani sopravvissuti nell'immediato dopoguerra a Napoli per la perdita di genitori e parenti, spesso emigrati. La deflagrazione di un ordigno bellico rimasto inesploso provoca il crollo di una palazzina e la morte di numerose persone. Celestina Scognamiglio è una ragazzina di dieci anni che ha perso i genitori durante i bombardamenti e nell'incidente si trova a perdere anche la zia Amelia, rimanendo senza famiglia: l'unica parente ancora in vita è la sorella Agnese, che però si è trasferita a New York con un americano che ha promesso di sposarla. Celestina è amica di Carmine, dodicenne anche lui orfano che vive alla giornata nei quartieri più poveri della città e raccoglie spiccioli mettendo in atto qualche sotterfugio e barando a mazzetti con l'aiuto di Celestina, che gli passa le carte migliori da sotto il tavolo.
I due fanno la conoscenza di George, cuoco afroamericano che lavora sul transatlantico statunitense Victory, in sosta nel porto e pronto a salpare proprio per New York quella stessa sera. L'uomo vuole monetizzare vendendo un cucciolo di giaguaro di proprietà del comandante della nave, così chiede aiuto ai due ragazzini promettendogli una piccola fetta dell'eventuale guadagno, e loro riescono a fargli cedere l'animale al mercato nero. George, però, dopo la vendita, non sta ai patti e torna subito sulla nave; Carmine non si dà per vinto e lo rincorre con una piccola barca a remi, fino a raggiungere la nave, con lui Celestina che ha seguito l'amico a bordo; i due rimangono quindi sulla nave quando essa leva gli ormeggi, però non si fanno prendere dallo sconforto e decidono di approfittare della circostanza per raggiungere, nascosti in terza classe dalla benevolenza degli emigranti, la sorella Agnese e cominciare una nuova vita.
Numerose le vicende vissute sulla nave, dove i due ragazzi che, scoperti in beve tempo dal Commissario di bordo, Dmenico, dovrebbe consegnarli alla polizia appena arrivati in America ma finiscono per farsi benvolere grazie anche all'aiuto del cuoco George. Arrivati a New York, Garofalo riesce ad evitare che i due bambini siano denunciati minacciando di denunciare a sua volta l'alcolismo del capitano, e George li aiuta a scendere dalla nave nascondendoli in una cassa piena di arance, in modo da evitare i controlli delle forze dell'ordine. Qui Celestina e Carmine devono provvedere a loro stessi mentre cercano Agnese, ma tra la folla finiscono per perdersi di vista; lui si ritrova a Little Italy e, sentendo parlare la sua lingua, chiede informazioni sul Commissario della nave, Domenico, e lo rintraccia per chiedergli aiuto. L'uomo, inizialmente riluttante, accetta e lo accoglie in casa, dove gli presenta la moglie Anna. Carmine e Domenico scoprono, contemporaneamente a Celestina, che Agnese è stata arrestata per omicidio e rischia la pena di morte: ha infatti ucciso l'uomo che le aveva promesso il matrimonio ma che in realtà era già sposato e solito picchiare la moglie.
Domenico si reca dall'amico Joe Agrillo, giornalista, per riferirgli la vicenda di Agnese; Celestina invece presa dall'angoscia tenta il suicidio buttandosi nella baia ma viene salvata da alcuni ragazzini e portata in ospedale. Carmine riabbraccia l'amica, mentre Agrillo racconta l'accaduto sul suo quotidiano, sensibilizzando la popolazione italiana a New York su cosa sta accadendo ad Agnese e favorendo in questo modo la campagna elettorale del candidato a sindaco della città del Partito Democratico, l'italo-americano Vincent Impellitteri, suo amico. Il piano ha successo: la storia delle due giovani sorelle napoletane diventa di dominio pubblico e si formano movimenti femministi a macchia d'olio, che chiedono a gran voce la grazia per l'imputata. Nel frattempo Domenico e Anna, che non hanno figli e vivono in una casa molto grande per loro due soli, pensano di adottare Carmine e Celestina e lo propongono ai due ragazzini, che hanno reazioni diverse: lei sarebbe favorevole, lui invece desidera aspettare di crearsi una sua famiglia e accetterebbe di vivere con Garofalo solo pagandogli l'affitto.
Durante il processo, mentre Agnese si dichiara fiera di quanto commesso, le manifestanti ne chiedono a gran voce la liberazione fuori dal tribunale. Alla fine Agnese evita la sentenza capitale e viene condannata a rimanere in galera solo due anni. Celestina vorrebbe quindi accettare la proposta di Garofalo, ma Carmine le dice che in tale modo lui non potrebbe mai, in futuro, sposare quella che così facendo diventerebbe sua sorella; la piccola quindi rimane confusa sulla decisione da prendere. Il film si chiude con Carmine e Domenico che si guardano negli occhi sorridendosi a vicenda, senza rivelare la scelta finale, lasciando poeticamente al futuro lo scorrere degli eventi..
BENVENUTI IN CAMPAGNA — GREEN FAMILY — GIAMBATTISTA AVELLINO
Nel 2026, nella città di Roma vive Gerry Fontana, ricercatore universitario precario, con la moglie Ilaria, la vigile con il figlio adolescente Giulio. I tre vivono in un bilocale nella periferia della città che non gli consente di avere i propri spazi. Inoltre le preoccupazioni lavorative di Gerry e le vicissitudini che accadono a Ilaria nel traffico cittadino creano una forte tensione nella famiglia, aumentate dagli sbalzi d'umore del figlio. Esasperati arrivano alla conclusione di trasferirsi in un contesto più tranquillo in campagna, dove cambiare vita e abitudini, com-prando una fattoria che sembra promettere questa visione. Ma le idee di libertà e tempo libero della famiglia vengono tuttavia disattese dallo scenario reale, quando le condizioni pericolanti dell'immobile e la fatica per raccogliere i prodotti dai terreni mettono in crisi l'economia della famiglia.
I vicini, contadini e residenti della campagna romana, accompagnano le giornate della famiglia Fontana, che appare ai loro occhi goffa nella nuova situazione e non comprendendo appieno le scelte attuate. Le vicissitudini tuttavia allontanano realmente le preoccupazioni e lo stress cittadino, riavvicinando la coppia e il figlio.
Il film, diretto da Giambattista Avellino e scritto da Michele Abatantuono e Laura Prando, è stato prodotto a Vision Distribution, Wildside e Alfred Film. Il film è stato accolto con recensioni miste da parte della critica cinematografica.
IL BENE COMUNE — THE GREATER GOOD — ROCCO PAPALEO
Il bene comune, film del 2026 co-scritto, diretto e co-prodotto da Rocco Papaleo, con Raffaella (Vanessa Scalera), Samanta (Claudia Pandolfi), Gudrun (Teresa Saponangelo) e Anny (Rosanna Sparapano) narra la storia di Biagio ex militare divenuto guida turistica del Parco nazionale del Pollino che accompagna, assieme a suo nipote Lucia-no, quattro detenute per una gita premio: Samanta, corriere della droga che ha cercato di fuggire dagli abusi del marito, Gudrun, infermiera arrestata per rapina, Fiammetta, musicista che ha dato fuoco all'abitazione della sua manager, e Anny, hacker condannata per crimini informatici.
Le detenute sono affidate a Raffaella, un'attrice di scarso successo che gestisce un laboratorio teatrale in una casa di accoglienza. Il gruppo si ritrova a vivere momenti di difficoltà nel corso del cammino, una serie di momenti di crisi e condivisione del proprio vissuto, fino a raggiungere la meta: un secolare pino loricato sulla cima del monte Pollino. Il film è stato girato tra Basilicata e Calabria nel luglio 2025; alcune scene sono state realizzate nel Parco nazionale del Pollino.
Accolto da recensioni generalmente positive della critica cinematografica, che ne ha apprezzato le scelte registiche di narrazione e descrizione dei personaggi, oltre che apprezzare il cast attoriale, non ha trovato un'unanimità. Sicchè, mentre viene definito «il film più bello» di Papaleo da Carola Proto, che parla del "coraggio di resistere in mezzo alla tempesta della vita, frutto di una condivisione, di un cammino, ovviamente anche interiore». Per il quale Antonio Cuomo lo definisce sì , "un film che «riesce a dar valore e spessore a tutti i suoi personaggi". da altri sia meno apprezzabile il fatto che l'intento narrativo, «la comicità di Papaleo sia relegata ai margini della vicenda... dal momento che l'attenzione deve essere evidentemente attribuibile esclusivamente al dramma." Un cambio di prospettiva autoriale che deve essere ancora assimilata, probabilmente...considerato il poco tempo trascorso dall'uscita della pellicola. (23/09/2026-ITL/ITNET)
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