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ITALIANI ALL'ESTERO - MEDIO ORIENTE -ON. PORTA(PD/SUD AMERICA): LA CONVIVENZA NON E' UN'UTOPIA. FERMARE LA GUERRA, DIFENDERE IL DIRITTO,RIAPRIRE PROSPETTIVA DI PACE FRA ISRAELIANI E PALESTINESI.

(2026-09-28)

  «Il 7 ottobre 2023 e tutto ciò che ne è seguito non costituiscono soltanto un capitolo di politica estera. Hanno interrogato le nostre coscienze, diviso le piazze, messo alla prova le istituzioni internazionali e le stesse parole con cui parliamo di guerra, diritti e giustizia. Per questo il Parlamento ha il dovere di fermarsi a riflettere e non limitarsi a reagire all’emergenza». Lo ha dichiarato l’on. Fabio Porta intervenendo oggi, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, alla presentazione del volume di Matteo Luigi Napolitano “Sette ottobre. Il Medio Oriente in guerra nel XXI secolo”, pubblicato da Studium Edizioni.

All’incontro hanno partecipato, insieme all’autore, Maria Grazia Melchionni, direttrice della Rivista di Studi Politici Internazionali, Roberto Cetera, già corrispondente dell’Osservatore Romano in Israele e Palestina, ed Elisabetta Trenta, già ministra della Difesa.

«Il libro di Napolitano – ha sottolineato Porta – non è un instant book e non si colloca dentro una lettura “filo” o “anti” qualcuno. È il lavoro rigoroso di uno storico che affronta una tragedia ancora aperta, sulla quale gli archivi resteranno chiusi per decenni e rispetto alla quale ogni giudizio non può che restare provvisorio. Proprio questa consapevolezza, questa onestà intellettuale, rappresenta uno dei maggiori meriti del volume».

Nel suo intervento, il deputato ha ribadito la condanna senza attenuanti del massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023: «Si tratta di un crimine contro l’umanità. Il pensiero va alle vittime, agli ostaggi e alle loro famiglie. Ma, come evidenzia il volume, per comprendere la tragedia in corso occorre guardare anche alle guerre che si sovrappongono in quella regione: il lungo e irrisolto conflitto israelo-palestinese e la contrapposizione che investe il processo di normalizzazione avviato dagli Accordi di Abramo».

«Nello stesso tempo – ha proseguito Porta – non si può ignorare il prezzo intollerabile che la popolazione civile di Gaza sta pagando: le vittime, la fame, la distruzione, l’impossibilità per la stampa di raccontare pienamente ciò che avviene sul terreno. Il diritto alla sicurezza di Israele non può essere disgiunto dal rispetto del diritto internazionale umanitario, dalla tutela dei civili e dal riconoscimento dei diritti del popolo palestinese».

L’on. Porta ha richiamato in particolare il capitolo del volume dedicato all’intelligenza artificiale applicata alla guerra: «Quando la selezione degli obiettivi viene affidata ad algoritmi e il controllo umano rischia di ridursi a pochi secondi, si pone una questione decisiva per il diritto umanitario e per il principio di proporzionalità. Non riguarda soltanto Gaza: riguarda il futuro dei conflitti e interpella direttamente l’Europa, che ha scelto di dotarsi di regole sull’intelligenza artificiale».

Il deputato ha inoltre evidenziato la necessità di una più incisiva iniziativa internazionale: «Le difficoltà dell’ONU e l’incapacità dell’Europa di esprimere una linea unitaria, credibile ed efficace non possono lasciare indifferente la politica. Servono mediazione, responsabilità diplomatica, impegno per il cessate il fuoco, per la liberazione degli ostaggi, per l’assistenza umanitaria e per una ricostruzione che sia accompagnata da un vero processo politico».

«Come rappresentante degli italiani all’estero, e in particolare dell’America meridionale, conosco realtà nelle quali comunità di origine ebraica e araba, di fede cristiana e musulmana, vivono, lavorano e costruiscono insieme il proprio futuro. Quella convivenza non è un’utopia: esiste e dimostra che l’odio non è un destino inevitabile», ha concluso Porta. «L’Italia, per la sua storia mediterranea e per la sua tradizione diplomatica, può e deve fare di più: sostenere la mediazione, la ricostruzione e i diritti di entrambi i popoli, il diritto di Israele a vivere in sicurezza e il diritto dei palestinesi ad avere finalmente uno Stato. Libri come quello di Napolitano ci aiutano ad affrontare questa responsabilità con maggiore consapevolezza». ha concluso l'on. Fabio Porta. (28/09/2026-ITL/ITNET)

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