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LAVORO - EUROPA - EUROPARLAMENTO HA CHIESTO ALLA COMMISSIONE UE NUOVA LEGGE SU TUTELA SALUTE PSICO-FISICA DEI DIPENDENTI SUI LUOGHI DI LAVORO. "CEULEMANS (S&D,BE): UE NON DEVE DIVENIRE UNA 'SOCIETA' DEL BURNOUT"
(2026-10-06)
Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), oltre 840.000 persone muoiono ogni anno a causa di problemi di salute legati a rischi psicosociali. L'europarlamento ha, quindi, chiesto alla Commissione europea di tutelare meglio i dipendenti dai rischi psicosociali e dallo stress lavoro-correlato.
Nel concreto, i deputati europei hanno concordato una serie di raccomandazioni per una nuova proposta di legge europea volta a prevenire, eliminare o ridurre i rischi psicosociali legati al lavoro che possono causare stress, burnout e problemi di salute mentale e fisica. La proposta dovrebbe essere preceduta da una valutazione d'impatto, che includerà un'analisi della legislazione vigente.
I membri del Parlamento chiedono che i datori di lavoro siano soggetti ad obblighi in materia di tutela della salute mentale e fisica dei lavoratori e che garantiscano condizioni di lavoro sicure e dignitose. Chiedono inoltre che la Commissione e i paesi dell'UE riconoscano esplicitamente che i rischi psicosociali legati al lavoro sono causa di malattie professionali. La relazione sull'iniziativa legislativa è stata approvata con 413 voti favorevoli, 210 contrari e 29 astensioni.
I membri del Parlamento chiedono, inoltre, ai datori di lavoro di prevenire i rischi psicosociali legati al lavoro e di adottare e attuare politiche che definiscano e proibiscano la violenza, le molestie, le intimidazioni e i comporta-menti discriminatori che minano la dignità e la salute fisica o mentale dei dipendenti, nonché meccanismi di individuazione precoce e protocolli di prevenzione basati sul rischio per la violenza da parte di terzi.
Affermano inoltre che è necessario un supporto tempestivo per i dipendenti esposti a rischi psicosociali. Ovvero, i membri del Parlamento europeo raccomandano che i datori di lavoro conducano regolarmente valutazioni del rischio psicosociale per misurare fattori quali l'eccessivo carico di lavoro e l'elevata intensità lavorativa, e adottino piani d'azione con misure concrete. Ritengono che importanti ristrutturazioni o riorganizzazioni, come il telelavoro o l'introduzione di sistemi automatizzati di decisione e monitoraggio, debbano essere precedute da una valutazione del rischio psicosociale, condotta in collaborazione con i dipendenti e i loro rappresentanti.
I datori di lavoro devono garantire che l'introduzione di sistemi di gestione algoritmica non imponga un onere eccessivo o una sorveglianza eccessiva sui dipendenti e che la supervisione umana sia sempre mantenuta. I membri del Parlamento hanno inoltre ribadito il diritto dei dipendenti di disconnettersi dal lavoro.
Secondo gli europarlamentari, i dipendenti che si sono assentati dal lavoro a causa di rischi psicosociali dovrebbero avere diritto a un rientro al lavoro supportato e sostenibile. A tal fine, raccomandano che i datori di lavoro elaborino piani individuali di rientro al lavoro, specificando fattori quali modifiche all'orario di lavoro o all'organizzazione del lavoro e adattamenti alle mansioni o al carico di lavoro del dipendente.
In proposito la relatrice Estelle Ceulemans (S&D, BE) ha dichiarato: "Chiediamo alla Commissione di intervenire sulla salute mentale e sui rischi psicosociali sul luogo di lavoro. L'Europa non deve diventare una 'società del burnout' e deve contribuire a creare ambienti di lavoro sani in cui tutti possano prosperare, soprattutto considerando la crescente diffusione delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale sul posto di lavoro. Non si tratta solo del benessere dei dipendenti, ma anche delle finanze pubbliche, dato che i costi per la società stanno aumentando vertiginosamente."
La Commissione avrà ora tre mesi di tempo per rispondere alla richiesta dell'Europarlamento, informandolo delle misure che intende adottare oppure motivando l'eventuale rifiuto di proporre un'iniziativa legislativa a seguito della richiesta parlamentare. (06/10/2026-ITL/ITNET)
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