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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - MODERNI MECENATI - GLI ATELIER D'ARTISTA DEI MAESTRI ARTE PLASTICA ITALIANA DEL XX° SEC. ALLA IXa EDIZ. "OFFICINA DELLA SCULTURA" DELLA FONDAZIONE PIERO CATTANEO
(2026-10-15)
Con la IX edizione di Officina della Scultura, il progetto realizzato dalla Fondazione Piero Cattaneo torna a Bergamo l'iniziativa ideata da Marcella Cattaneo, che promuove la conoscenza e la valorizzazione della scultura italiana del secondo Novecento attraverso i suoi protagonisti e i luoghi in cui hanno preso forma le loro ricerche. Aprendo al pubblico gli atelier degli artisti, il progetto costruisce un itinerario diffuso alla scoperta di un patrimonio spesso poco accessibile, delineando un circuito dedicato all’arte plastica italiana e alle sue molteplici espressioni. Da nove anni, grazie a Officina della Scultura, gli atelier diventano spazi di incontro e conoscenza, capaci di raccontare il lavoro degli scultori e le storie, le relazioni e le trasformazioni culturali che ne hanno segnato i percorsi.
Il programma della IX edizione coinvolge sei studi d’artista tra Pavia, Seriate, Azzano San Paolo, Milano e Bergamo. Il 17 e 18 ottobre si apre lo studio di Sergio Alberti a Pavia, con una visita seguita da un percorso speciale nel parco di sculture di Horti. Il 24 e 25 ottobre sarà possibile visitare la casa-studio di Gianni Grimaldi a Seriate, mentre il 31 ottobre e il 1° novembre aprirà al pubblico la casa-studio di Franco Dotti ad Azzano San Paolo. Il 7 e 8 novembre Officina della Scultura farà tappa a Milano, nello studio di Giancarlo Marchese, mentre il 14 e 15 novembre arriverà a Bergamo nello studio di Piero Cattaneo. Il calendario si concluderà il 28 e 29 novembre con l’apertura dell’atelier di Domenico Pievani, sempre a Bergamo. Ma quest’anno, in occasione della mostra Litofonie di Amalia Del Ponte, prodotta dalla Fondazione Piero Cattaneo all’Oratorio San Lupo di Bergamo fino al 15 novembre 2026, si apriranno anche le porte dell’atelier dell’artista, in via Santa Croce 21 a Milano. Un’occasione per visitare gli spazi creativi di una delle artiste più originali del Novecento, scomparsa poco più di un anno fa.
Attraverso la condivisione dei luoghi della creazione artistica, Officina della Scultura rinnova l’impegno della Fondazione Piero Cattaneo per rendere il patrimonio artistico accessibile e promuovere nuove occasioni di incontro tra arte, territorio e comunità.
Ogni appuntamento è gratuito e prevede una visita di un’ora. 17 e 18 ottobre 2026, Pavia – Sergio Alberti e Horti Dopo i primi studi a Massa Carrara, Sergio Alberti si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Francesco Messina, sviluppando una solida padronanza tecnica. L’incontro con Marino Marini lo stimola ad ampliare la propria ricerca plastica. Negli anni Settanta abbandona la figura per indagare le forme della natura e le tracce della materia organica, realizzando negativi di foglie e arbusti. Dalla fine degli anni Ottanta sviluppa i cartoni, composizioni autonome di carte assemblate, esposte per la prima volta nel 1989 alla Galleria Montrasio di Monza.
Alla fine degli anni Novanta avvia il progetto Ritratto di un territorio, che concepisce la scultura come segnale ambientale e trova una realizzazione monumentale nel 2004 a Montù Beccaria. Tra il 2016 e il 2017 approfondisce il dialogo tra materiali diversi, accostando acciaio, bronzo e terracotta. Accanto alla ricerca artistica, Alberti svolge un’intensa attività didattica, insegnando tecniche della scultura presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università di Pavia e l’Accademia di Belle Arti di Brera. Horti è l’ampio parco d’arte urbano di circa 35.000 metri quadrati situato nel centro storico di Pavia, a pochi passi dal fiume Ticino, di proprietà dell'Almo Collegio Borromeo.
24 e 25 ottobre 2026, Seriate – Gianni Grimaldi Diplomato all’Istituto d’Arte Adolfo Venturi di Modena nel 1949 e all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1953, dove studia scultura sotto la guida di Ercole Drei, Gianni Grimaldi espone nel 1965 alla IX Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma. Trasferitosi a Milano, intraprende un’intensa attività espositiva e, nei primi anni Settanta, realizza le serie degli Elmi e dei Reliquiari. Nel 1979 espone al Centro Culturale San Bartolomeo di Bergamo, nel cui territorio si stabilisce definitivamente, aprendo il proprio atelier a Seriate. Per diciotto anni insegna discipline plastiche al Liceo Artistico Statale di Bergamo. La sua ricerca scultorea si concentra sulla figura umana, intesa come metafora dell’esistenza. Attraverso corpi deformati e attraversati da tensioni fisiche e psicologiche, Grimaldi esplora la fragilità, il dolore e l’aspirazione alla libertà, trasformando la deformazione anatomica in espressione degli stati interiori e dei limiti della condizione umana.
31 ottobre e 1° novembre 2026, Azzano San Paolo – Franco Dotti Franco Dotti si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, sotto la guida di Giacomo Manzù e Marino Marini. Avvia la propria attività artistica nel 1945, esponendo alla Galleria Permanente di Bergamo, dove l’anno successivo tiene la sua prima personale.
La sua ricerca evolve dalla figurazione del secondo dopoguerra verso un linguaggio astratto incentrato sul concetto di forma nello spazio. Attraverso il dialogo tra pieni e vuoti, forme organiche e tensioni dinamiche, la scultura si apre all’ambiente circostante, coinvolgendo lo spazio come elemento attivo della composizione.
Dotti intrattiene intensi rapporti con la scena artistica internazionale, in particolare parigina, partecipando tra il 1981 e il 2003 a numerose mostre collettive. Nel 2000 riceve il riconoscimento Étoile d’Or dalla Federazione Nazionale della Cultura Francese. Nei primi anni Novanta trasferisce il proprio studio ad Azzano San Paolo, nell’edificio che oggi ospita la Casa Museo Franco Dotti.
7 e 8 novembre 2026, Milano – Giancarlo Marchese Trasferitosi a Milano nel dopoguerra, Giancarlo Marchese frequenta il liceo artistico annesso all’Accademia di Brera, dove studia con Luciano Minguzzi e Marino Marini. Nel 1956 partecipa alla XXVIII Biennale di Venezia, avviando una carriera espositiva che lo porta a prendere parte a importanti rassegne nazionali e internazionali, tra cui la Quadriennale di Roma, la Triennale di Milano e la Biennale di Scultura di Middelheim ad Anversa. Parallelamente all’attività artistica, insegna all’Accademia di Belle Arti di Firenze e, dal 1976 al 2000, ricopre la cattedra di Scultura a Brera. Nel 2000 è invitato a tenere corsi di progettazione scultorea presso le università di Seul e Ulsan, in Corea del Sud.
La sua ricerca evolve dalla figurazione verso forme astratte e dinamiche, esplorando il rapporto tra materia, pieni, vuoti, luce e spazio. Dagli anni Novanta si distingue per l’impiego del vetro industriale modellato, di cui valorizza trasparenza, rifrazione e riflessione, trasformandolo in un originale strumento di ricerca scultorea.
14 e 15 novembre 2026, Bergamo – Piero Cattaneo Formatosi all’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo sotto la guida di Achille Funi, Piero Cattaneo esordisce nelle principali mostre collettive nazionali nel 1949, e presenta la sua prima personale nel 1956. Dagli anni Sessanta si dedica allo studio dello spazio plastico e delle possibilità espressive del bronzo, orientandosi progressivamente verso un lignuaggio astratto. Nel 1967 realizza i primi bronzi a fusione unica, speriemntandso una tecnica personale messa a punto nel proprio atelier. La sperimentazione tecnica diviene parte integrante di una ricerca incentrata sull’idea della traccia, attraverso cui l’artista indaga il passaggio del tempo e la persistenza della memoria nella materia. Nel 1971 vince il primo premio per la scultura alla Rassegna internazionale di scultura e pittura Michelangelo d’Oro di Massa. Seguono il primo premio per la scultura al Premio Brunelleschi di Firenze, nel 1974 e il Premio Presenze di Milano, nel 1975. Nel 1976 espone al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano. A partire dagli anni Ottanta Cattaneo accosta alle superfici bronzee dorate l’acciaio inox tirato a specchio, dando vita ad una nuova possibilità di lettura dell’opera entro una poetica che sonda una dimensione altra, dove storia e contemporaneità si proiettano oltre il reale, in un tempo infinito.
28 e 29 novembre 2026, Bergamo – Domenico Pievani Diplomato in Scenografia Teatrale, Domenico Pievani studia scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera e insegna Discipline Architettoniche al Liceo Artistico Statale di Bergamo dal 1975 al 2011. Tra il 1978 e il 1981 partecipa ai progetti di Jerzy Grotowski e del Teatro Laboratorio, sviluppando successivamente una ricerca nell’ambito delle arti performative. Dal 1976 si dedica alla scultura e alle installazioni.
Nel 1995 partecipa al progetto internazionale Transfer, che lo porta a esporre in importanti istituzioni e spazi espositivi italiani e tedeschi, tra cui il Museo Ludwig Forum di Aquisgrana. Nello stesso periodo avvia una collaborazione con la Galleria Koma di Mons, in Belgio, tuttora attiva. La sua ricerca si sviluppa attraverso materiali eterogenei, come legno, ferro, pietra, acqua e vetro, insieme a oggetti quotidiani. Sculture e installazioni nascono dal rapporto con i luoghi e dalla natura organica dei materiali, trasformandosi in paesaggi poetici che indagano la memoria e il senso dell’esistenza. Quest’anno, in occasione della mostra Litofonie di Amalia Del Ponte, prodotta dalla Fondazione Piero Cattaneo all’Oratorio San Lupo di Bergamo fino al 15 novembre 2026, si apriranno anche le porte dell’atelier dell’artista, in via Santa Croce 21 a Milano. Un’occasione per visitare gli spazi creativi di una delle artiste più originali del Novecento, scomparsa poco più di un anno fa. Attraverso la condivisione dei luoghi della creazione artistica, Officina della Scultura rinnova così l’impegno della Fondazione Piero Cattaneo per rendere il patrimonio artistico accessibile e promuovere nuove occasioni di incontro tra arte, territorio e comunità. Ogni appuntamento è gratuito e prevede una visita di un’ora. prenotazione fondazionepierocattaneo@gmail.com raccomandata. (15/10/2026-ITL/ITNET)
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