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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - SPAGNA - ARTE FITTILE ITALIANA AL CENTRO DELL'ATTENZIONE DELL'IIC A MADRID NELLA PROMOZIONE DELLA CULTURA CREATIVA ITALIANA

(2026-10-21)

Nel nuovo programma dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, le arti applicate rappresentano uno degli ambiti privilegiati per promuovere la qualità della cultura creativa italiana. In questo disegno si colloca Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana, pensata come evento collaterale alla mostra La Grande Opera ceramica – allestita al primo piano del Palazzo di Abrantes – dal direttore artistico di entrambe Enzo Biffi Gentili fino al 14 novembre . Si tratta di letture differenti dell’arte fittile nazionale, collegabili da influssi degli studi di Jung su archetipi e alchimia, o di figure illustri della cultura iberica, come, qui, Antoni Gaudí.

La celebre frase di Gaudí che ispira questa mostra, suggerisce una concezione dell’originalità fondata sul ritorno alle origini: ritrovando semplicità ed essenzialità delle forme per rielaborarle con mezzi nuovi. Da questa postazione ideale Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana considera il ritorno ai “fondamentali” come necessità di “azzeramento” e rialimentazione della ricerca formale nella ceramica contemporanea.

Il termine archetipo, dal greco arché, origine, e týpos, modello, indica una forma originaria in grado di attraversare il tempo e di essere continuamente reinterpretato. Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana propone un viaggio nella ceramica contemporanea italiana attraverso le forme caratterizzanti l’identità ceramica di diversi territori. Una sorta di fotografia della ceramica artigianale contemporanea, a volte arricchita da apporti di artisti e designer, che si ispira ad antiche tipologie popolari, quasi sempre funzionali.

Anfore, brocche, fiasche, bottiglie, pignatte, grolle, urne e vari recipienti da dispensa e attrezzi culinari evocano una cultura materiale fatta di ingegno e trasmissione dei saperi: forme essenziali profondamente radicate nei territori, #disegnate dalle comunità”, perfezionate con l’uso nel tempo. Un itinerario tra tutte le regioni italiane, con particolare attenzione alle città riunite nella rete di AiCC, Associazione italiana Città della Ceramica.

Alcune opere di grandi maestri del 900 ricordano come questo interesse per l’arcaico fosse già vivo, e forse più, nel secolo scorso mentre quelle contemporanee ne testimoniano revival e attualità. Il percorso si svolge tra rilevanze artigianali e industriali, testi d’arte applicata, fino ad esiti border line con la scultura. Oggi la ricerca archetipale di ceramisti e designer, artisti produce oggetti seriali, in edizione limitata, in esemplare unico.

Un omaggio fisico alla Spagna è reso, nella sala laterale, con la serie di oggetti intitolata Picazzi dell’architetto Eduardo Alamaro, che rilegge l’archetipo della bottiglia con bizzarri artefatti decorati in celebrati atelier con smalti squisiti. Il titolo della serie rinvia a Picasso, tra deferenza e irriverenza, rivelandone insieme la figura di geniale Padre Mediterraneo di una ceramica antica e futura, e insieme quella di maschio alfa dominatore pure nell’immaginario di innumerevoli artisti soprattutto sino alla fine del secolo scorso.

Archetipi e forme popolari si rivelano così un deposito inesauribile per nuovi progetti e visioni. In casi come questo è legittimo affermare che “Tradizione è Rivoluzione!”.(21/10/2026-ITL/ITNET)

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