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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - A 10 ANNI DAL TERREMOTO: AL VIA LA MOSTRA "ORO E TERRA. IL RINASCIMENTO DELLA VALNERINA" TESTIMONE DELL'IMPORTANTE COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE NEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI
(2026-11-06)
Inaugurata ieri, 5 novembre 2026, chiuderà il 31 marzo 2027, la mostra “Oro e terra. Il Rinascimento della Valnerina” è stata diffusa su tra Spoleto, Norcia, Ferentillo e altri centri umbri, con opere restaurate e testimo-nianze archivistiche restituite ai territori.
L'esposizione racconta il percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale colpito dal sisma, attra-verso oltre 170 opere e testimonianze storico-artistiche, archivistiche e bibliografiche. L’esposizione sarà visitabile dal 5 novembre 2026 al 31 marzo 2027 in una rete di sedi tra Spoleto, Norcia, Ferentillo, Cascia, Arrone e Vallo di Nera.
Il progetto è stato ideato e realizzato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’Umbria e dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria, in collaborazione con VirArt ODV, nell’ambito del programma “A dieci anni dal sisma (2016-2026)”, promosso dal Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, dalla Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio e dalla Direzione generale Archivi.
«A dieci anni dal sisma, “Oro e terra. Il Rinascimento della Valnerina” testimonia l’importanza della collaborazione istituzionale nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio culturale. In questo percorso, gli archivi svolgono un ruolo essenziale: custodiscono le testimonianze della storia dei territori e contribuiscono a restituirle alle comunità. La conoscenza e la valorizzazione delle fonti documentarie permettono infatti di ricostruire le radici delle identità locali e di trasmetterne la memoria alle nuove generazioni. È anche attraverso questa consapevolezza che il patrimonio culturale può diventare una risorsa per guardare al futuro» dichiara Antonio Tarasco, Direttore Generale Archivi.
Al centro del percorso c’è il lavoro di tutela, recupero e restauro che ha consentito di salvare opere e documenti e di avviarne la restituzione ai luoghi e alle comunità di provenienza. La mostra valorizza anche il contributo delle fonti archivistiche e bibliografiche, presentate in dialogo con le opere d’arte per ricostruire il contesto storico, istituzionale ed economico in cui sono nate.
Tra le sedi coinvolte figura l'Archivio di Stato di Perugia - Sezione di Spoleto, insieme a musei, luoghi di culto e palazzi storici. Il percorso comprende documenti e pergamene dell’Archivio segreto di Norcia, manoscritti liturgici miniati provenienti dall’Abbazia di Sant’Eutizio e altre testimonianze che restituiscono la ricchezza della storia culturale della Valnerina.
La mostra intende così raccontare non soltanto il patrimonio recuperato, ma anche la capacità delle comunità di reagire alla calamità e di ricostruire un legame con i propri luoghi. La tutela diventa uno strumento di continuità della memoria, di valorizzazione delle aree interne e di sostegno alla vitalità culturale dei territori.
Il percorso espositivo prende avvio idealmente dalla Rocca Albornoz di Spoleto, con una sezione dedicata a Nicola di Ulisse da Siena, protagonista della pittura umbra del Quattrocento. Per la prima volta dopo decenni viene ricomposto il corredo di immagini rinascimentali dell’Abbazia di Sant’Eutizio, riunendo il polittico completo e la Croce da tramezzo. Tra le opere in mostra figurano anche la Pietà di Piero di Cosimo, i Crocifissi di Benedetto da Maiano, il San Francesco di Matteo Civitali, restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure, e la Natività di Domenico Beccafumi. Il percorso comprende inoltre sculture, dipinti e preziosi manufatti liturgici del XV e XVI secolo, provenienti da importanti centri religiosi della Valnerina.
Accanto alle opere d’arte, un posto di rilievo è riservato alle testimonianze archivistiche e bibliografiche, che permettono di entrare nella storia dei territori e delle comunità. Tra i documenti esposti spiccano le pergamene e le carte conservate nei cassetti originali in legno dell’Archivio segreto di Norcia, i manoscritti liturgici miniati provenienti dall’Abbazia di Sant’Eutizio di Preci e la copia nursina dello Spechio dell’Ordine Minore o Franceschina, una delle sole cinque copie conosciute dell’opera. Di particolare interesse anche la bolla con cui papa Bonifacio IX concesse in perpetuo alla Basilica di San Benedetto il privilegio dell’indulgenza plenaria.
Un itinerario in cui opere, libri e documenti si intrecciano, offrendo uno sguardo sulla ricchezza artistica e spirituale della Valnerina e sulle storie che il patrimonio, salvato e restaurato, continua a raccontare. (06/11/2026-ITL/ITNET)
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