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ECONOMIA ITALIANA - FESTIVAL ECONOMIA A TORINO - PROF. BOERI (DIRETT.SCIENTIFICO): "UN'APPROFONDITA RIFLESSIONE SU "MERITO, DIVERSITA', GIUSTIZIA SOCIALE"

(2022-05-03)

"La crisi del Covid ci ha restituito un mondo più diseguale e soprattutto diversamente diseguale. Nuovi tipi di disuguaglianze si sono sovrapposti a quelli già esistenti, generando marcati divari di reddito anche all’interno di imprese e di comunità relativamente limitate.
Ai divari di reddito si sono aggiunti – spesso sovrapposti – i divari nello stato di salute e nelle condizioni abitative (elementi entrambi sempre più rilevanti nel determinare il proprio successo nel mercato del lavoro). Sono disuguaglianze che hanno spesso ben poco a che vedere col merito individuale, legate a diverse condizioni di partenza oppure al caso. Ad esempio, i proprietari di imprese
attive nel commercio elettronico hanno grandemente beneficiato della chiusura di molte attività, una circostanza largamente  imprevedibile prima della pandemia." sottolinea il prof. Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell'Economia di Torino, a pochi giorni dall'avvio del Festival.

Boeri si chiede in che misura, l’uscita dalla pandemia può riassorbire queste disuguaglianze o, quantomeno, allinearle maggiormente al merito individuale anziché al caso? E può il riconoscimento che dietro alle disuguaglianze ci siano anche livelli di impegno diversi, performance individuali differenti, ridurre il senso di ingiustizia che molti perdenti nutrono nei confronti di società così diseguali?

Un problema centrale è come misurare il merito. Molte decisioni prese quotidianamente e destinate a generare grandi e persistenti disuguaglianze di reddito si basano su processi di selezione che vorrebbero premiare il merito. Si decide chi assumere, quali retribuzioni offrire, chi ammettere alle migliori università, a chi offrire riconoscimenti e opportunità di formazione, raccogliendo  informazioni sulle motivazioni e sui risultati ottenuti da chi fa domanda. Regole di questo tipo dovrebbero, nelle intenzioni, incentivare tutti, anche chi alla fine non verrà premiato, a dare il massimo in ciò che fa.
- Ma è davvero merito ciò che viene valutato in queste selezioni?
- Quanto dei risultati che riusciamo effettivamente a misurare è legato all’impegno profuso dagli individui e quanto invece a capacità innate, a condizioni favorevoli in partenza e al caso?
- Non si rischia, premiando il merito, di escludere a priori una fetta importante delle nostre società, non offrendo speranza alcuna a chi non ha avuto in partenza queste doti e opportunità?
- Non c’è il pericolo di ampliare le disuguaglianze e ostruire la mobilità sociale, anziché livellare le opportunità, cercare di offrire il più possibile un’uguaglianza delle opportunità?
- Può il riconoscimento del merito estendersi fino a includere abilità non cognitive e alla portata di tutti come l’empatia, il capitale sociale, la percezione delle esternalità associate alle proprie azioni quotidiane? E quanto il merito è individuale anziché il prodotto di un collettivo?

La discriminazione rimane evidentemente un tratto importante dietro a molte disuguaglianze. Ma è forse ancora più difficile  Identificare e misurare la discriminazione che il merito. In un crescente numero di casi anche i processi di selezione basati sul merito contemplano riserve di posti per gruppi storicamente meno rappresentati e minoranze.
Ci possono essere, ad esempio, quote di genere e quote etniche nelle  ammissioni alle università, come nella scelta dei membri dei consigli di amministrazione.
Queste forme di discriminazione positiva possono servire anche per vincere pregiudizi e resistenze più o meno espliciti, a trattare allo stesso modo persone diverse per fattori che non hanno nulla a che vedere con l’impegno individuale. Ma è molto difficile stabilire
a che livello vanno poste queste restrizioni e per quanto tempo vanno mantenute.

A queste domande e riflessioni di partenza Tito Boeri Direttore scientifico del Festival dell'Economia di Torino intende offrire un'ampio
spazio di dibattito assieme ad esperti e componenti della societa' civile di elevata cultura e conoscenza. E' un parterre d'eccezione quello del Festival Internazionale dell'Economia in programma a Torino - da martedì 31 maggio a sabato 4 giugno.

140 gli appuntamenti  per riflettere insieme su "Merito, diversità, giustizia sociale", con il concerto finale La musica è pericolosa, del maestro Nicola Piovani. Tutto questo in un Festival dell'Economia, altro da quello di Trento, presentato a Torino. Un numero enorme di ospiti-relatori: da  LIliana Segre a Roberto Saviano ad Alessandro Barbero, Michael Sandel, uno dei più brillanti e autorevoli filosofi americani, Carlo Cottarelli, Luigi Zingales, Gherardo Colombo, insieme a Gustavo Zagrebelski e don Ciotti. 
Ma saranno della partita anche i Ministri Roberto Cingolani , Mara Carfagna, Enrico Giovannini, Vittorio Colao, Patrizio Bianchi, Renato Brunetta, Elena Bonetti, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, il commissario europeo Paolo Gentiloni, il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato.

Un'attenzione speciale alle donne, tra le quali spiccano l'economista Nina Roussille, Beata Javorcik, capo economista presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, Camille Landais, Elsa Fornero, Elena Loewenthal. Ed, infine ll Nobel Pissarides -  ma ce ne sono altri 4: David Card, Michael Spence, Jean Tirol, Esther Duflo- a concludere l'iniziativa  con la lecture 'Cosa abbiamo imparato dal Festival?'.

Direttore Scientifico dell'iniziativa: Tito Boeri, Professore di Economia presso l’Università Bocconi di Milano e Senior Visiting Professor alla London School of Economics (dove è stato Centennial Professor).
È stato Senior Economist all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), consulente del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, della Commissione Europea, dell’Ufficio Internazionale del Lavoro oltre che del Governo italiano.
Dal marzo 2015 al febbraio 2019 ha ricoperto la carica di Presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS). È Consigliere Scientifico della Fondazione Rodolfo Debenedetti (www.frdb.org) di cui è stato Direttore fin dalla sua costituzione nel 1998. È Fellow della European Economic Association e della European Association of Labour Economists. È inoltre Research Fellow dell’Innocenzo
Gasparini Institute for Economic Research (IGIER Bocconi), del CEPR (Centre for Economic Policy Research), del Centre for Economic Performance di Londra, dell’IZA (Institut zur Zukunft der Arbeit) di Bonn e del Netspar (Network for the Study of Pension and Retirement) di Tillburg. È membro del Comitato Editoriale di Covid Economics......Tra i fondatori della rivista on line "La voce" .(03/05/2022-ITL/ITNET)

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