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ECONOMIA ITALIANA - FORUM AMBROSETTI "VERSO SUD" - MIN.FRANCO(MEF): NECESSARIO AFFRONTARE DIVARIO FORMAZIONE E SPINTA EMIGRAZIONE GIOVANI ACCENTUATA AL SUD ". DALLE REGIONI

(2022-05-16)

  Il Pnrr ha avuto effetti limitati sulla nostra economia. Finora sono stati erogati 5,4 miliardi di euro. Il grosso delle spese del Piano e dell'impatto è davanti a noi". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Daniele Franco intervenendo al Forum 'Verso Sud' a Sorrento.  Ma "Le risposte della politica economica allo scarso sviluppo delle regioni del Mezzogiorno - ha sottolineato Franco - non potranno mai essere veramente efficaci se non affronteranno il divario della formazione e la spinta all'emigrazione" dei giovani. Un problema, quello della fuga dei cervelli, che, rileva il ministro, "è un fenomeno nazionale ma nel Mezzogiorno è particolarmente accentuato".

Per Franco, "cruciale sarà il ruolo delle università".  Per il Mezzogiorno si dischiudono ora nuove opportunità ma per coglierle servono "molta concretezza e molto lavoro"'. Il titolare del Mef ha richiamato le parole del premier Mario Draghi che ha sottolineato come " i cambiamenti nella produzione e approvvigionamento di energia creano nuovo opportunità per le regioni meridionali.

Altre opportunità possono venire dal riposizionamento delle produzioni in un contesto in cui i fattori geopolitici suggeriscono prudenza nella scelta dei luoghi di produzione. Altre opportunità possono provenire dalla diffusione del lavoro delocalizzato", ha indicato Franco. "Il riequilibrio dei divari territoriali è uno dei compiti più difficili su cui la politica economica prova a cimentarsi da decenni, le risorse ora ci sono e c'è anche un metodo per utilizzarle in tempi relativamente brevi".
"Per cogliere queste opportunità - ha evidenziato - servono molta concretezza e molto lavoro. Dobbiamo puntare a un salto di qualità nelle attuazione delle politiche pubbliche del nostro Paese e dobbiamo far sì che le strutture coinvolte siano solide, efficienti e orientate ai risultati. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti di politica economica a nostra disposizione, dobbiamo lavorare come Paese su un orizzonte temporale più esteso di quello del piano. Questo richiede continuità d'azione e coesione" .

La ministra delle Regioni Mariastella Gelmini parlando con i giornalisti a margine del forum Ambrosetti 'Verso Sud' ha dichiarato che  "L'autonomia è tra le priorità del governo. Stiamo lavorando ad una legge quadro che sfata il luogo comune di un Nord contrapposto al Sud, e di un'autonomia che danneggia il Sud. Al contrario, l'autonomia è un modo per semplificare, per introdurre trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche, soprattutto per garantire i diritti di cittadinanza".  "La legge quadro sull'autonomia sarà indissolubilmente connessa al tema dei livelli essenziali di prestazione, e quindi ai diritti di cittadinanza, e sarà una riforma che aiuterà le Regioni a correre e a utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dall'Europa''. "Il sud  - ha puntualizzato - è una sfida per l'intero Paese.

Anche il Ministro del turismo Massimo Garavaglia è intervenuto al forum ricordando come la natura strategica del turismo debba essere maggiormente riconosciuta nelle sedi istituzionali....sui 200 miliardi circa del PNRR, la cifra stanziata per il turismo corrisponde all’1%, ovvero 1,4 miliardi. Questo è il budget a nostra disposizione come Ministero e su queste basi si è cercato di fare il meglio possibile. Bisognerebbe però aprire una seria riflessione: se si sostiene, come è giusto e vero che sia, che il turismo è fondamentale per l’Italia, bisogna però essere coerenti fino in fondo e stanziare le risorse... commisurate alla sua rilevanza. “Ad esempio – ha proseguito Garavaglia – abbiamo adottato una misura importante di efficientamento delle strutture ricettive d’Italia: 600 milioni disponibili, e le domande pervenute ammontavano a un totale di 3 miliardi. Magari pensare di spingere sulle misure che possono operare da volano, in particolare al Sud, sarebbe decisamente importante. Soltanto in Campania le richieste pervenute ammontano a una cifra complessiva di circa 260 milioni e si rischia che la metà restino inevase”.

"Nel Pnrr c'è un pregiudizio, cioè che le Regioni non sappiano spendere le risorse. Questo è alla base dello scavalcamento delle Regioni nella gestione del Pnrr". Lo ha detto Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, al forum ."Abbiamo recuperato parte di questo ruolo, ma si è partiti male. Occorre ricordare che i programmi operativi nazionali hanno la metà della capacità di spesa dei programmi operativi regionali. I ministri e i ministeri - si chiede Marsilio - pensano di poter gestire 8mila Comuni? Dai ministeri a Roma? Ci sono Comuni efficienti e bravi che vinceranno bandi su asili nido, digitale, rifiuti, eccetera, e altri Comuni no. Sarà un Paese coeso o rischiamo di far incrementare alcune diseguaglianze?". "Lo sviluppo e la coesione si ottengono con la leale collaborazione, che in questi periodi di pandemia e di crisi non è sempre stata garantita dallo Stato. Siamo stati rimborsati delle spese eccezionali che abbiamo dovuto fronteggiare per la pandemia sanitaria per un terzo, a malapena, delle risorse che abbiamo speso. Stiamo ancora discutendo e reclamando il mantenimento degli impegni assunti sull'accordo Provenzano relativo alla riprogrammazione dei fondi europei che le Regioni hanno dato allo Stato per pagare la cassa integrazione o il credito alle piccole e medie imprese. Così non funziona", ha concluso Marsilio, interpellato  a margine del forum 'Verso Sud' di Sorrento (Napoli).

"Finora forse c'è stata troppa distrazione verso una seria politica che possa fare del Mezzogiorno d'Italia il naturale pontile verso il continente africano e verso il vicino e medio Oriente"". Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, parlando a Sorrento a margine del forum 'Verso Sud'. "Nord e Sud hanno interessi diversi, inutile negarlo. Il Nord guarda molto più ai mercati europei, anche per una questione di vicinanza fisica, il Sud guarda al Mediterraneo, che non è un problema, ma diventa sempre più una risorsa. Ecco perché - ha sottolineato il Presidente - sono convinto che l'appuntamento di Sorrento costituisca il primo concreto passo affinché ci si confronti non soltanto fra le Regioni ma fra Regioni e Governo centrale per definire una politica del e nel Mediterraneo e, all'interno di questa strategia, il ruolo che ogni Regione deve ricoprire"".
"In Sicilia - ha concluso Musumeci - lavoriamo per essere la base logistica naturale, la Sicilia non vuole più essere una marginalità rispetto al continente europeo, vuole essere una straordinaria risorsa, una straordinaria opportunità, e in questo senso abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare"".

"Il presidente del Consiglio è stato tratto in inganno dalle burocrazie dei suoi ministeri, gli hanno garantito che saltando le Regioni l'Italia avrebbe  fatto meglio e più in fretta. Ma questo non è vero. È stato pericoloso convincere Draghi che era meglio tenere le Regioni fuori dal Pnrr". Così Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, al forum. "La Puglia - ha tenuto a sottolineare il Presidente - è la regione italiana che spende di più e meglio i fondi europei, ma voglio anche ricordare che quando abbiamo proposto un sistema condiviso tra le regioni del Sud siamo stati 'mitragliati'. Io mi sento più appartenente al mio territorio e al Sud piuttosto che al mio partito. E quindi basta con la scusa che noi del Sud non siamo capaci di fare il nostro lavoro".

"La collaborazione tra le regioni è eccellente, ci confrontiamo, in particolare con i colleghi del Sud, su questo do un giudizio ottimo. Lo stereotipo più in voga ora è che al Sud i finanziamenti a disposizione non si sanno spendere e questo in parte è vero. Ma per trovare una soluzione, più che di esperti abbiamo bisogno di funzionari. Collaboriamo molto bene con i ministri Brunetta e Gelmini, poi c'è il governo con al quale dobbiamo dimostrare di sapere agire e devo dire che ogni volta che ho chiesto una riprogrammazione delle spese mi è stato sempre risposto positivamente". Lo ha detto il Presidente del Molise Donato Toma al forum che sul fronte dell'autonomia ha aggiunto: "è importante per chi se la può permettere, ma personalmente preferisco la sinergia. Noi siamo autonomi nel fare sinergia con gli altri, non a caso ad esempio con il presidente Emiliano abbiamo attivato quella che è stata definita la 'Zes del sole'".

"Tra le frasi più in voga - ha continuato Toma - c'è che al Sud non si spendono i finanziamenti che arrivano. Al ministro Brunetta chiedo un ulteriore aiuto. Quando vai a zappare, se hai le zappe ma non chi le usa, non puoi zappare. Chiedo un ulteriore sforzo per le assunzioni, ma di funzionari, cioè di quelli che firmano, non di esperti". Lo ha detto il presidente della Regione Molise, Donato Toma. "Il ministro Carfagna - ha aggiunto - i denari ce li fa arrivare. Quando ho chiesto riprogrammazioni le ho avute, ogni volta. Il problema è avere le persone che fanno gli appalti e che firmino. È questo il vero problema. Il difetto di spesa può essere risolto con un incremento di questo personale".

"Ho detto ai rappresentati dei grandi gruppi italiani presenti qui che le grandi imprese che sono venute a investire in Calabria non hanno mai avuto problemi con la 'ndrangheta. Da qualche anno, purtroppo per il Nord del Paese, la 'ndrangheta ha spostato la sua attenzione in Regioni dove il mercato è più forte. Lo ha spiegato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, per il quale il forum ha offerto " l'occasione di presentare ai decisori di investimenti pubblici e ai privati la possibilità di investire in Calabria. Ho detto ai dirigenti di imprese pubbliche e private che la Calabria offre straordinarie opportunità: ha un porto importantissimo, uno dei principali del Mediterraneo, che ora sta arricchendo, e io vorrei che arricchisse tutta la Calabria attraverso lo sviluppo dell'area retroportuale dove insiste la Zes". Occhiuto considera "opportuno che il governo ci assista nel piano di attrazione degli investimenti e dia l'opportunità a noi, ma soprattutto a chi vuole insediare delle imprese in area Zes, di poterlo fare con procedure ancora più semplificate e veloci. Se un'azienda vuole venire a investire in Calabria, credo che lo farà più volentieri se sa che le procedure sono veloci. Spesso quelli che hanno tentato di farlo poi sono incagliati nelle lentezze della burocrazia".

"Sono assolutamente soddisfatta, Sorrento è la prova che questo tipo di evento era atteso e quindi necessario". Così Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, commentando all'Adnkronos la riuscita del primo forum "Verso Sud" organizzato a Sorrento dal suo Ministero e da The European House - Ambrosetti. Alla due giorni di Villa Zagara hanno partecipato le massime cariche istituzionali e politiche italiane, a partire dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, il presidente della Camera Roberto Fico e il premier Mario Draghi, ma anche dieci ministri, i leader dei principali partiti politici, governatori delle Regioni del Sud e rappresentanti dei governi dei Paesi del Mediterraneo

. Un evento che qualcuno ha già ribattezzato "la Cernobbio del Sud" e che, come l'originale, potrebbe diventare un appuntamento annuale:  "Questa è l'intenzione - spiega il ministro Carfagna - ci serve un appuntamento annuale tra istituzioni, business community ed enti del Mediterraneo, amministrazioni, soggetti attuatori del Pnrr.

A Sorrento abbiamo dato la prova che questo tipo di evento era atteso, e quindi necessario. In caso contrario non ci sarebbe stata certo una partecipazione di questa qualità e quantità. L'anno prossimo andrà ancora meglio". Nei suoi interventi in apertura e chiusura del forum, Carfagna ha rimarcato "l'investimento che il Governo ha fatto sul Sud, individuandolo già un anno fa, quando discutemmo il Pnrr, come secondo motore dello sviluppo italiano da accendere entro i prossimi 5 anni.
Il Forum ha consentito di rendere visibile questo investimento e questa sfida. E' una chiamata alla responsabilità di tutti i soggetti, gli enti e le istituzioni chiamati a portarla a termine. Ora è più chiara la posta in gioco: non solo la restituzione di diritti e opportunità a 20 milioni di italiani che non possono più essere trattati come figli di un dio minore, ma l'occasione di fare dell'Italia un Paese interamente più europeo, da Bolzano a Palermo, e la grande porta dell'Europa nella riscoperta del Mediterraneo". (16/05/2022-ITL/ITNET)

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