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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - "IN EAST (EUROPE) WE TRUST" - DIRETT. GEN . GOZZI (CONFINDUSTRIA RUSSIA) A UDINE PRESENTA SITUAZIONE AZIENDE ITALIANE IN RUSSIA E LE POSSIBILI PROSPETTIVE

(2022-05-19)

Momento di particolare rilievo nel corso dell'iniziativa promossa oggi da Confindustria Udine "IN EAST (EUROPE) WE TRUST" è stata la relazione del Direttore Generale di Confindustria Russia Alfredo Gozzi nel contesto delle rappresentanze estere di Confindustria dislocate nell'Este Europa

Ad oggi, sono presenti in Russia oltre 450 imprese italiane. I settori maggiormente rappresentati sono:  manifattura, agroalimentare, oil&gas ed energia, meccanica e macchinari, arredo e design, moda, chimica e farmaceutica, servizi alle imprese, per un fatturato complessivo di oltre 8 miliardi di euro.

Le imprese straniere che lavorano in Russia attualmente hanno tre opzioni per agire sullo sfondo delle sanzioni: continuare gli affari come sempre (business as usual); trasferire momentaneamente la loro quota sotto il controllo dei partner russi; smettere di lavorare, chiudere la produzione e licenziare i dipendenti (fatto salvo il probabile intervento delle autorità russe a salvaguardare ’occupazione attraverso una procedura fallimentare accelerata).

Gozzi ha anche sottolineato che l’economia russa rimane in una condizione relativamente stabile, anche se diventa difficile ignorare i segnali provenienti da varie fonti che mostrano un rapido accumularsi di problemi. In primis, per le aziende: problemi logistici, volatilità del rublo, operazioni bancarie e transazioni transfrontaliere, approvvigionamento del materiale. “Il grande impatto delle sanzioni - ha aggiunto - deve ancora arrivare. Mancano ancora circa 1 o 2 mesi prima che le scorte locali di beni importati inizino ad esaurirsi e la crisi cominci a farsi sentire in tutte le regioni e tra i gruppi sociali. L'economia inizia ad adattarsi alle sanzioni, ma sono in arrivo cambiamenti dolorosi. Alcune aziende russe sono riuscite, in misura diversa, a creare catene di approvvigionamento e logistica alternative. Ciò significa che è in corso una grande ristrutturazione, ma è troppo presto per stabilire quale possa essere il risultato finale. Finora,gran parte dell'economia è ancora in funzione grazie alle scorte accumulate, ma queste cominceranno a finire presto. Più aziende inizieranno a segnalare interruzioni della produzione, mentre il settore della vendita al dettaglio incontrerà crescenti difficoltà nelle consegne delle forniture”.

Le conseguenze principali interne dovute ai regimi sanzionatori si sono tradotte, al momento, in un aumento del tasso ufficiale di sconto, dal 9,5 al 20% (ridotto ora al 17%), nel picco inflazionistico previsto p er fine 2022 (+12%) e nel calo dei consumi. Ad essere danneggiate saranno soprattutto le Pmi.

Interessanti altri quattro punti toccati da Gozzi in chiusura della sua relazione. Primo: il primo ministro russo ha dichiarato che le imprese che continueranno la propria attività in Russia saranno premiate.
Secondo: l'ambasciatore cinese in Russia ha esortato gli uomini d'affari cinesi a Mosca a cogliere le opportunità economiche create dalla crisi.
Terzo: differenza fondamentale rispetto al 2014 è che la Russia è molto più autosufficiente in aree chiave, come l'approvvigionamento alimentare e i materiali di base, a causa delle strategie di localizzazione.
Quarto: le industrie che fanno affidamento su materiali e componenti importati, in particolare su eventuali prodotti sanzionati, inizieranno a sentire pressioni e tagli alla produzione entro pochi mesi. (19/05/2022-ITL/ITNET)

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