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ANZIANI E PENSIONATI ITALIANI NEL MONDO - A ROMA Va CONFERENZA MINI. UNECE SU "INVECCHIAMENTO ATTIVO" "UN MONDO SOSTENIBILE PER TUTTE LE ETA'" - DICHIARAZIONE JOINT FORUM SOCIETA' CIVILE E RICERCA SCIENTIFICA

(2022-06-16)

  Presentata alla Va conferenza ministeriale UNECE - che si svolge per la Ia volta a Roma - la Dichiarazione del Joint Forum della Società Civile e della Ricerca Scientifica, da titolo "Una vita soddisfacente a tutte le età: lo sforzo congiunto della società civile e del mondo della ricerca nella definizione delle politiche

Introduzione
1. Noi, in qualità di rappresentanti della società civile e del mondo della ricerca scientifica, siamo lieti dell’opportunità offerta per discutere dell’impatto del Piano d’Azione Internazionale di Madrid sull’Invecchiamento e della sua Strategia d’Implementazione Regionale (MIPAA/RIS) sulle persone anziane nella regione di competenza della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE).

2. Riconosciamo gli impegni assunti dagli Stati membri dell’UNECE nella Dichiarazione Ministeriale di Roma (MD 2022). In particolare, apprezziamo che in molte aree vengano affrontati i diritti ed i bisogni degli anziani ed invitiamo gli Stati membri ad adempiere agli impegni presi nell’ambito delle precedenti e imminenti Strategie d’Implementazione Regionale MIPPA per rafforzare il diritto delle persone anziane di vivere con dignità e partecipare appieno alla società.

3. Riconoscendo le diverse crisi sociali, politiche, economiche ed ambientali che interessano numerosi Stati, affermiamo che è proprio durante i periodi difficili che il MIPAA dovrebbe essere sostenuto e gli sforzi incrementati per rispondere al meglio alle esigenze delle persone anziane.

4. Apprezziamo l’approccio basato sui diritti umani adottato nella Dichiarazione Ministeriale 2022 ed invitiamo gli Stati membri a garantire che tale approccio sia ulteriormente perseguito in tutte le politiche e i programmi, inclusi la valutazione, il monitoraggio e la raccolta dei dati.

5. Constatiamo con crescente preoccupazione che il MIPAA non è universalmente applicato e che non è stato in grado di garantire che gli Stati membri rispettino, proteggano e realizzino appieno il godimento dei diritti umani da parte degli anziani. Gli indicatori esistenti sono insufficienti a valutare in maniera completa il conseguimento degli obiettivi e gli Stati membri non sono soggetti a conseguenze se non rispettano gli impegni assunti nell’ambito del MIPAA.

6. Il Joint Forum supporta pienamente le raccomandazioni dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite (ONU) per i diritti umani, l’esperto indipendente sul godimento di tutti i diritti umani da parte degli anziani e l’Alleanza globale per i diritti degli anziani (GAROP), secondo le quali è urgentemente necessario uno strumento delle Nazioni Unite giuridicamente vincolante per la promozione e la tutela dei diritti umani degli anziani. Tale strumento rafforzerebbe gli impegni assunti dagli Stati membri nell’ambito del MIPAA e permetterebbe a tali Stati di raggiungere gli obiettivi.
Pertanto, il Joint Forum invita gli Stati membri ad avviare e supportare attivamente il dibattito nel gruppo di lavoro aperto delle Nazioni Unite sull’invecchiamento e dirigere la discussione verso l’esito vincolante evidenziato sopra, in conformità con il suo mandato.

7. Sosteniamo, inoltre, l’approccio basato sul corso della vita assunto nella Dichiarazione Ministeriale 2022 per affrontare le disuguaglianze sociali accumulate nel corso dell’esistenza, tra cui annoveriamo, a titolo esemplificativo, l’isolamento sociale e la solitudine, due fenomeni che sono sia causa che conseguenza di tali disuguaglianze. Le politiche devono arginare tali processi, creando condizioni di vita più eque e uguale accesso all’assistenza sociale, e promuovendo la solidarietà sociale.

8. Siamo estremamente preoccupati dell’impatto che la pandemia di COVID-19 ha avuto sugli anziani in tutta la regione e che ha portato a numeri senza precedenti di decessi evitabili. Le misure di isolamento generalizzate applicate in alcuni ambiti hanno fatto sì che gli anziani pagassero un prezzo molto significativo in termini di salute mentale e fisica. Inoltre, troppi decessi sono stati causati dalla discriminazione in base all’età che ha privato gli anziani dei loro diritti e ha impedito loro di ricevere servizi ottimali.

9. Nelle ultime fasi della pandemia, le vaccinazioni e le precauzioni adottate dall’intera popolazione hanno consentito di tutelare maggiormente gli anziani, seppure con continue disuguaglianze per quanto riguarda l’accesso e la copertura. La revisione del MIPAA dovrebbe pertanto basarsi sulle lezioni apprese dalla pandemia di COVID-19 e sui recenti sviluppi del Consiglio per i diritti umani (HRC), che condanna l’emarginazione e la discriminazione fondate sull’età (Risoluzione HRC/48/3 e relazione HRC 49/70), e accelera e favorisce la salvaguardia dei diritti degli anziani.

10. Le questioni affrontate nella Dichiarazione Ministeriale 2022 sono essenziali sia per la società civile che per le comunità scientifiche e della ricerca. Sulla base degli input provenienti da queste comunità, segnaliamo alcune tematiche specifiche e forniamo indicazioni su aspetti che dovranno essere affrontati in futuro.

Promuovere l’invecchiamento attivo e in buona salute
11. Il Joint Forum apprezza l’obiettivo di promuovere l’invecchiamento attivo e in buona salute, ma tiene a sottolineare che, da un punto di vista basato sul corso della vita e sui diritti umani, devono essere presi in maggiore considerazione i presupposti di natura ambientale, contestuale e strutturale per permettere un invecchiamento attivo e in buona salute. A tal fine, la Rete globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) delle città amiche degli anziani dovrebbe essere ulteriormente sviluppata negli Stati membri.

12. Gli anziani sono un gruppo eterogeneo con caratteristiche estremamente diverse, come identità di genere, condizioni ambientali e luoghi di vita, stato di salute, background socio-economico e formativo, relazioni sociali, razza, religione, etnia e orientamento sessuale, anche in termini intersezionali. Si deve pertanto tenere conto di tale diversità negli interventi della politica relativi a istruzione, formazione e apprendimento lungo tutto l’arco della vita (compreso in età molto avanzata); accesso equo ai beni e ai servizi;
allungamento della vita lavorativa ed equilibrio sufficiente tra attività lavorativa e vita privata;
condizioni ambientali relative a mobilità ed edilizia residenziale;
nonché promozione della salute, prevenzione delle malattie e servizi sanitari e di assistenza sociale, tra le altre cose.

Ciò deve essere sostenuto perseguendo esplicitamente principi di non discriminazione in base all’età e ad altri fattori nello sforzo di realizzare tutti i diritti umani. Solo allora potremo costruire società inclusive, insieme con le generazioni più giovani, in cui l’invecchiamento e la longevità saranno effettivamente apprezzati come opportunità per i singoli cittadini e la società nel suo complesso.

13. Sottolineiamo il paragrafo 12 della Dichiarazione Ministeriale 2022 secondo cui il mainstreaming di genere è essenziale “nelle politiche che promuovono l’invecchiamento attivo e in buona salute, tendendo conto delle diverse necessità e situazioni di tutte le persone durante l’intero corso della vita”. Riteniamo inoltre estremamente importante il supporto e la ricostituzione di percorsi professionali nell’intero arco della vita, nonché il pieno riconoscimento del lavoro di cura non remunerato, quale elemento chiave per combattere il divario di genere nelle pensioni e la povertà femminile in età avanzata.

14. Evidenziamo la necessità di promuovere la partecipazione attiva degli anziani nel difendere i loro diritti attraverso il potenziamento della loro responsabilizzazione nella partecipazione sociale e politica, sia a livello individuale (formazione, volontariato, accessibilità, ecc.) sia per quanto riguarda le strutture nel sistema politico (sostegno indipendente a organizzazioni rappresentative di anziani, consultazione e co- progettazione di politiche pubbliche, ministeri, difensori civici, consigli comunitari, ecc.).

15. Riconosciamo l’importanza di resistere alla tendenza di considerare alcune condizioni fisiche e mentali, quali artrite, arteriosclerosi, depressione e morbo di Alzheimer e demenze correlate, come parte inevitabile del normale processo di invecchiamento. Questa normalizzazione comporta serie conseguenze per l’assistenza sanitaria, nonché per il benessere e la qualità della vita delle persone anziane.

Garantire un accesso equo alle cure e sostenere gli anziani e i loro caregiver
16. Apprezziamo la grande importanza che gli Stati membri attribuiscono allo sviluppo di sistemi di cura accessibili, integrati ed adeguatamente finanziati ed al riconoscimento degli assistenti informali e non retribuiti. Tuttavia, teniamo a sottolineare che vi è un eccessivo affidamento al lavoro di assistenza non remunerato nella maggior parte degli Stati membri che causa disuguaglianze, in particolare per le donne e per coloro che escono dal mondo del lavoro a causa delle responsabilità di cura, circostanza che, a sua volta, contribuisce a pensioni più basse e crea divari di retribuzione e di pensione tra i generi.

17. Chiediamo che si cambino le politiche assistenziali a lungo termine focalizzando l’attenzione sul miglior sostegno che possono dare al diritto all’indipendenza e all’autonomia, garantendo maggiormente la scelta delle persone bisognose di assistenza sulla forme di cura di qualità che loro più si addicono. Ciò è possibile solo aumentando gli investimenti nello sviluppo di tutte le forme di assistenza di qualità, in particolare l’assistenza domiciliare, la cura e l’assistenza infermieristica territoriale. Questo comporta anche un approccio di tutela sociale rispetto all’assistenza a lungo termine, rendendo i servizi assistenziali universalmente disponibili per tutte le persone bisognose di supporto.

18. Richiamiamo l’attenzione sul mutamento intervenuto nelle strutture familiari, sull’aumento della mobilità, sulla crescente urbanizzazione e su altri cambiamenti sociali che rendono insostenibili i concetti tradizionali di assistenza fornita dai membri della famiglia e rafforzano l’esclusione sociale dell’assistente informale non retribuito.

Al fine di promuovere l’assistenza basata sulla comunità, sarà necessario investire in servizi di qualità che possono supportare gli anziani bisognosi di cure che vivono da soli, in particolare quelli che vivono in zone remote, e garantire il pieno godimento dei diritti umani. Le cure di prossimità, il supporto coordinato nel contesto locale e centri multifunzionali di servizi sanitari e assistenza sociale sono innovazioni sociali che possono indicare la strada da seguire in questo contesto.

19. Allo stesso tempo, gli assistenti informali devono essere supportati da misure per bilanciare lavoro retribuito, assistenza e vita privata, ad esempio garantendo protezione sociale e fornendo supporto al reddito, servizi di sollievo e di assistenza diurna, nonché formazione che tenga conto delle sfide fisiche e psicologiche dell’impegno per chi fornisce assistenza.

20. La pandemia ha evidenziato che oggi è più che mai urgente riconsiderare il lavoro di assistenza professionale. Nella maggior parte degli Stati membri è emersa l’inadeguatezza delle condizioni di lavoro degli operatori di cura, oltre alle sfide legate alla formazione, al reclutamento e al mantenimento degli operatori assistenziali. Sarà necessario rendere la professione più attraente, migliorando le condizioni di lavoro e la remunerazione, creando nuove figure lavorative, trovando nuovi modi di istruzione e formazione, nonché nuove modalità di organizzazione dell’assistenza nella comunità.

21. Sottolineiamo l’importanza di aumentare la partecipazione e il coinvolgimento delle persone bisognose di cure e dei loro familiari nelle politiche assistenziali, partendo dall’istituzione di un dialogo con le persone bisognose di cure, i loro familiari e la loro comunità in generale fin dal momento in cui i bisogni insorgono. Chiediamo sistemi di cura che aiutino le persone in tutti gli stadi della vita, consentano la loro partecipazione e supportino la loro autonomia: in altre parole, sistemi di cura che garantiscano agli anziani di essere parte della società come cittadini a pieno titolo e con eguali diritti.
Mainstreaming dell’invecchiamento per una società per tutte le età

22. Abbracciamo pienamente l’approccio del mainstreaming dell’invecchiamento a tutti i livelli. Gli anziani sono una parte integrante e preziosa della società, la loro dignità e qualità della vita sono indicatori dello sviluppo sociale. La valorizzazione del ruolo degli anziani attraverso la lotta alla discriminazione fondata sull’età e la promozione della solidarietà intergenerazionale sono pertanto i presupposti per costruire una società per tutte le età.

23. Gli Stati membri partono da basi molto differenti, per cui la ricerca e lo sviluppo sono necessari per facilitare l’apprendimento reciproco e la valorizzazione delle buone pratiche. Questo vale soprattutto per la questione della discriminazione fondata sull’età, dove è necessario sviluppare strumenti per promuovere e misurare sia la consapevolezza che l’attuazione effettiva di interventi adeguati, e il coinvolgimento dei media è una componente fondamentale di questa strategia.

24. Riconosciamo ampio sostegno alla Dichiarazione Ministeriale 2022 per i diritti degli anziani, ma sottolineiamo che la relativa normativa non è stata adottata né pienamente recepita in tutti gli Stati membri e molti di loro esitano ancora a dare il loro supporto a una Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone anziane. Chiediamo pertanto la creazione di strutture adeguate negli Stati membri per mettere a punto un approccio basato sui diritti umani nella trattazione dei cambiamenti demografici, della solidarietà intergenerazionale, del mainstreaming dell’invecchiamento e della relativa normativa.

Temi futuri
25. Il futuro dell’invecchiamento della popolazione e di tutte le generazioni dipenderà, tra gli altri fattori, da se e come le società saranno in grado di risolvere le attuali crisi sociali, politiche, economiche e ambientali, oltre al cambiamento demografico. In assenza di un quadro dei diritti umani relativo all’invecchiamento, le sfide devono essere considerate nel processo MIPAA/RIS, al quale la società civile e il mondo della ricerca contribuiranno in modo adeguato. Tale processo necessita di essere rafforzato da un’entità internazionale particolarmente forte al fine di sviluppare, monitorare e salvaguardare i diritti degli anziani, ad esempio attraverso l’integrazione e il rinnovamento significativo dei vari programmi ed iniziative delle Nazioni Unite che riguardano l’invecchiamento della popolazione.

26. Il mondo della ricerca contribuirà al progresso delle conoscenze. Nell’elaborazione degli studi e dei temi di ricerca, abbiamo bisogno di accrescere la nostra sensibilizzazione per quanto riguarda la discriminazione fondata sull’età, il sessismo, il razzismo e tutte le altre forme di discriminazione e intersezionalità. Dobbiamo promuovere la ricerca geriatrica e gerontologica che raccoglie dati differenziati in base all’età e al sesso sugli anziani, assicurando l’inserimento delle donne anziane, dei soggetti molto anziani e fragili e di quelli che vivono in strutture residenziali, includendoli nelle sperimentazioni cliniche. Inoltre, la ricerca multidisciplinare deve affrontare le disuguaglianze sociali a tutti i livelli e gli esiti delle ricerche dovrebbero essere sempre tradotti in decisioni politiche basate su dati di fatto, prodotte di concerto con tutte le parti interessate, a sostegno di una società per tutte le età.

27. La crescente prevalenza di tecnologie emergenti (come, ad esempio, quelle basate sull’intelligenza artificiale) e l’impatto della digitalizzazione sulle persone e sulla società devono essere analizzati con attenzione e rafforzati da strategie che promuovono l’uguaglianza e minimizzano i pregiudizi, aumentando l’accesso ed evitando l’esclusione sociale e i divari digitali. Ciò significa maggiori sforzi per fornire competenze digitali, connettività e strumenti e tecnologie accessibili e abbordabili per le persone anziane. Allo stesso tempo, gli utenti devono essere protetti da intrusioni, truffe, frodi ed altre violazioni dei loro diritti durante l’utilizzo di applicazioni e dispositivi digitali.

28. Le emergenze dovute alle guerre e agli interventi militari, ai cambiamenti climatici e alle pandemie sono destinate ad aumentare in futuro e continueranno a creare rischi maggiori per gli anziani. Sarà necessario adattare al meglio le operazioni di soccorso e i relativi interventi ai diritti e ai bisogni degli anziani e coinvolgere questi ultimi nella progettazione, attuazione e valutazione delle operazioni preventive e curative. Questo include anche la ricerca nell’attuale ambito poco esplorato di come sviluppare la solidarietà intergenerazionale in relazione ai cambiamenti climatici.

29. La pandemia di COVID-19 ha portato a riflettere su molti aspetti relativi alle persone anziane. Queste ultime, spesso descritte come “vittime impotenti” in relazione alla malattia grave e all’elevata mortalità, hanno mostrato una notevole resistenza in altri campi della vita, come nella cura dei nipoti o nel volontariato. Pertanto, la partecipazione degli anziani deve essere garantita nelle decisioni che riguardano la loro posizione e autonomia verso forme di protezione e cura. In questo contesto, è necessario anche ripensare al ruolo delle strutture residenziali, partendo da principi di autonomia e assistenza incentrate sulla persona.

30. Gli anziani in qualità di gruppo sociale diversificato richiedono una maggiore consapevolezza dei bisogni individuali per quanto riguarda le infrastrutture pubbliche, le quali non possono più essere configurate solamente secondo i modelli tradizionali di famiglia e relazioni. Deve essere riconosciuta l’importanza di tutti i modelli di relazione sentimentale e sessualità in età avanzata per il benessere emotivo, spirituale e fisico, e devono essere create condizioni sociali favorevoli a tutte le persone onde sostenerle nel pieno godimento delle potenzialità della vita.

31. In connessione con ciò, sarà importante capire come diversi fenomeni emergenti cambieranno le condizioni e le percezioni dell’età negli anni a venire. Tra questi figurano i cambiamenti delle strutture familiari, a seguito della crescente quota di persone che vivono da sole, di persone che sono senza figli e di quelle con figli in età avanzata; l’esperienza di vivere in età molto avanzata con un crescente rischio di disturbi sensoriali, fisici o mentali; l’impatto di condizioni di lavoro maggiormente globalizzate e digitalizzate; la crescente diversità di orientamenti sessuali e la coesistenza di comunità religiose ed etniche miste.

32. La disuguaglianza sociale continuerà ad essere una sfida importante. La ricerca multidisciplinare e interculturale, in combinazione con il coinvolgimento degli attori interessati ed il monitoraggio accurato della solitudine e dell’isolamento sociale, supporterà lo sviluppo di interventi efficaci.

33. Ultimo ma non meno importante, le varie sfide legate ai flussi migratori e all’invecchiamento dovranno essere affrontate nel più breve tempo possibile. I flussi migratori sono spesso descritti come una questione delle generazioni più giovani, ma essi riguardano anche gli anziani, sia nei paesi d’origine che nei paesi ospitanti. Da una parte, gli anziani lasciati nei paesi d’origine (tra cui, ad esempio, Romania, Ucraina, Moldavia e Polonia) devono prendersi cura dei nipoti o sono lasciati da soli. Dall’altra parte, gli anziani (e/o le loro famiglie) in molti paesi ospitanti (come, ad esempio, Austria, Germania, Italia, Spagna, Svizzera) diventano spesso datori di lavoro di assistenti immigrate che vivono con loro.

34. Gli anziani che hanno lasciato i loro paesi d’origine a causa di disastri ambientali o guerre, come, ad esempio, i rifugiati provenienti da Siria o Ucraina, incontrano difficoltà per trovare un’abitazione adeguata, supporto al reddito, mantenere i propri diritti alla pensione e l’accesso ai sistemi sanitari e assistenziali. Sono pertanto necessari una maggiore comprensione e il riconoscimento delle specificità dei bisogni e delle aspirazioni dei rifugiati, dell’invecchiamento in terra straniera in generale e, in particolare, degli assistenti immigrati. Il tema dei flussi migratori deve anche includere le problematiche di disuguaglianze e fratture nel tessuto sociale negli Stati membri dell’UNECE.

Osservazioni conclusive
Siamo pienamente consapevoli che un nuovo approccio all’invecchiamento e ai cambiamenti demografici non può essere risolto solo attraverso modifiche parziali della normativa o iniziative politiche a breve termine. Pur riconoscendo che non si tratta di uno strumento per i diritti umani, riteniamo che il processo MIPAA/RIS rappresenti un’opportunità per sviluppare politiche adeguate per gli anziani, orientate verso una strategia globale a livello nazionale e internazionale insieme a tutti i partner e ai paesi coinvolti, e per usarlo come bussola per misurare i contributi delle loro politiche verso l'impegno a rispettare i diritti umani per tutti senza lasciare indietro nessuno.

Apprezziamo il riconoscimento e coinvolgimento delle ONG e della comunità della ricerca nel processo MIPAA, e sottolineiamo i vari ruoli delle organizzazioni, della società civile e delle istituzioni in tale processo quali promotori di innovazione, fornitori di servizi di supporto e conoscenze, nonché difensori degli anziani e dei loro diritti e bisogni.

In qualità di rappresentanti degli anziani e dei ricercatori scientifici, ci impegniamo a intensificare il nostro coinvolgimento anche nella prossima revisione e valutazione del processo MIPAA, e siamo pronti a supportare gli impegni assunti nel corso della presente Conferenza ministeriale per garantirne la piena realizzazione.

A sostegno di tali sforzi, riteniamo necessario creare senza indugio uno strumento internazionale, giuridicamente vincolante, per supportare gli sforzi politici degli Stati membri nella promozione e protezione dei diritti degli anziani. Pertanto, invitiamo i governi a sostenere la stesura di una Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti degli anziani al fine di garantire l’equa applicazione dei diritti umani universali in età avanzata a livello nazionale e mondiale.

La presente Dichiarazione è basata sui contributi suggeriti dalle organizzazioni della società civile e della ricerca scientifica durante la preparazione del Joint Forum che si è tenuto a Roma il 15 Giugno 2022, due settori che per la prima volta hanno unito i loro sforzi per una comune comprensione delle condizioni del diventare ed essere anziani. È stato un processo collaborativo e produttivo, e speriamo che lo sarà anche per il futuro.  (16/06/2022-ITL/ITNET)

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