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FISCO - PENSIONATI /CONGRESSO UILP - BARBAGALLO (SEGR.GEN.): RIDURRE PRESSIONE FISCALE. EQUIPARARE "NO TAX AREA PENSIONATI A LAVORATORI DIPENDENTI. "DECRETO AIUTI" PRIMO PASSO"

(2022-07-11)

  Una delle priorità a sostegno dei pensionati è ridurre la pressione Fiscale. lo ha ribadito il Segretario Generale Carmelo Barbagallo aprendo i lavori del 12° congresso, in corso a Roma.

Oggi in Italia lavoratori e pensionati continuano a pagare più tasse di tutti e il regime forfettario per il lavoro autonomo ha ulteriormente allargato il divario tra lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti e pensionati per quanto riguarda l’Irpef. Pensionati che sono stati esclusi da qualsiasi intervento di riduzione delle tasse.

Le pensioni italiane sono inoltre tra le più tassate d’Europa e dei Paesi Ocse. L’Italia è al secondo posto tra le nazioni Ocse per tassazione, sopra a Germania, Francia e Spagna, con una tassazione sulle pensioni superiore al 22% rispetto a una media Ocse del 10% scarso. È arrivato il momento di invertire la rotta in modo deciso.

La nuova Irpef, introdotta con la Legge di bilancio 2022, per la prima volta dopo molti anni prevede una riduzione di tasse anche ai pensionati, ma è ancora insufficiente e non avvantaggia, come invece sarebbe necessario, le fasce di lavoratori e pensionati in maggiore difficoltà economica e fragilità, che sono stati i più colpiti dalla pandemia e dalle sue conseguenze.
I redditi da pensione, inoltre, continuano ad essere penalizzati rispetto ai redditi da lavoro dipendente. Una disparità che va colmata, equiparando la no tax area dei pensionati a quella dei lavoratori dipendenti. Questa misura, ad esempio, per le pensioni di 1.500 euro mensili lorde determinerebbe un incremento compreso tra 100 e 140 euro.
Vanno inoltre introdotte detrazioni specifiche per i pensionati.

Nel complesso, le misure fiscali contenute nella Legge di bilancio 2022 non realizzano quell’organica riforma del sistema fiscale che la Uil e la Uilp considerano necessaria e sulla quale hanno presentato proposte articolate e concrete. E anche la proposta di riforma fiscale all’esame del Parlamento presenta molti elementi di criticità.
Riteniamo infatti insoddisfacente il testo della delega fiscale approvato dalla Camera a fine giugno 2022. Non accoglie le proposte di modifiche avanzate dalla Uil e dalla Uilp e potrebbe produrre un sistema fiscale confuso e privo di una logica d’insieme.
Nello specifico, il principio della progressività delle imposte rischia di diventare una eccezione, mentre dovrebbe essere la norma ispiratrice di tutto il nostro sistema fiscale, come previsto dalla Costituzione (Art. 53 “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione delle loro disponibilità”). A farne le spese sono ancora una volta i redditi da lavoro dipendente e da pensione, che scontano una iniqua diversità di trattamento rispetto ai redditi da lavoro autonomo, per i quali continua ad applicarsi una flat tax (tassa piatta con una unica aliquota).

La riforma del catasto, inoltre, non risolve il tema dell’equità fiscale.

È poi previsto il superamento dell’Irap, l’Imposta regionale sulle attività produttive, il cui gettito è fondamentale per finanziare il Servizio sanitario nazionale, ma non si prevede alcun sistema per evitare che le risorse che verranno a mancare siano prelevate dalla fiscalità generale e quindi soprattutto dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Gli ultimi dati del Ministero delle finanze ribadiscono infatti che a pagare l’85% dell’Irpef sono sempre lavoratori dipendenti e pensionati, a conferma che ormai questa imposta è in capo solo a questi soggetti.

Continueremo quindi a operare perché siano introdotti miglioramenti al testo che, al momento in cui scriviamo, è all’esame del Senato e perché le Organizzazioni sindacali siano pienamente coinvolti nella costruzione dei numerosi decreti delegati attuativi.

Noi chiediamo una riforma fiscale strutturale ed equa, che: riduca in misura significativa le tasse a pensionati e lavoratori;  modifichi l’imposta sui redditi; allarghi l’attuale base imponibile dell’Irpef; realizzi una vera progressività;
riporti equità nel sistema; affronti ed elimini le disparità di trattamento esistenti; risolva l’attuale frammentarietà;
garantisca un gettito adeguato soprattutto in questo periodo di crisi.

Il cosiddetto Decreto Aiuti, stanziando 14 miliardi di euro, è un intervento importante a sostegno della nostra economia e il bonus di 200 euro è un primo passo per il sostegno dei redditi da lavoro e da pensione, ma non sufficiente, anche se per la Uilp è importante che questa misura comprenda una larga platea, circa 13 milioni, di pensionate e pensionati. Bene anche la proroga del bonus energia, ma è necessario alzare la soglia di Isee per farvi accedere un numero maggiore di famiglie colpite dalla crisi.

La nostra mobilitazione deve quindi continuare, per ottenere una vera inversione di tendenza delle politiche fiscali." (11/07/2022-ITL/ITNET)

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