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SICUREZZA SOCIALE - REDDITO CITTADINANZA - DALLE ACLI 4 PROPOSTE PER MIGLIORARE IL REDDITO DI CITTADINANZA

(2022-08-03)

Riforma del reddito di cittadinanza: uno dei temi al centro delle campagne elettorali di partiti e coalizioni in vista delle prossime elezioni politiche e non solo. In realtà il dibattito su quello che è stato uno dei cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle ferve da tempo il dibattito per una più' attenta gestione dell'iniziativa nel raggiungimento dei soggetti fragili a cui doveva essere destinato ed un collegamento concreto con le politiche attive del lavoro. 

Dalle Acli, nel frattempo, 4 proposte avanzate, rivolti ad inizio del mese di luglio al Governo Draghi, per migliorare il reddito di cittadinanza e renderlo funzionale al collegamento con le politiche attive del lavoro.

“Le nostre proposte per rendere più funzionale il RDC, uscendo da una logica rivolta unicamente alla eliminazione della misure per superarne le distorsioni, sono semplici. Cominciando con l’eliminare l’obbligo di dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro per chi è indirizzato ai Servizi sociali.” Lo ha detto il presidente Emiliano Manfredonia alla Summer School Giorgio La Pira, organizzata dalle Acli e dalla Fondazione Achille Grandi.

“È necessario inoltre ridefinire i criteri di “lavoro congruo” per stimolare l’accesso all’occupazione; promuovere le assunzioni dei percettori di RdC; dare incentivi ai datori di lavoro per aumentare le chiamate dei percettori. Infine, rafforzare i patti per l’inclusione e l’attuazione dei Puc. Pensiamo che con queste semplici misure il RDC possa essere riformato, superandone le distorsioni.”

PARTICOLARE il riferimento al ruolo dei Comuni. Questi, sono tra i principali attori del sistema RdC, con compiti di raccordo con altri soggetti territoriali coinvolti nell’attuazione dei Puc, di presa in carico e di realizzazione degli interventi di inclusione sociale e titolari di questi progetti.

Peraltro solo il 19,5% dei Comuni hanno coinvolto o consultato gli enti del terzo settore nell’attività di monitoraggio del RdC o in precedenza del REI (Reddito di inclusione). L’impressione è che si potrebbe aumentare di molto l’offerta dei PUC se l’associazionismo, il volontariato e l’economia solidale fossero chiamati più spesso a dare un contributo nell’attivazione sociale dei beneficiari della misura di sostegno”. ha detto il presidente nazionale della Acli, Emiliano Manfredonia.

LE PROPOSTE:

UN MAGGIOR COINVOLGIMENTO DEI COMUNI:

1-  I Comuni sono tra i principali attori del sistema RdC e devono essere la prima frontiera dello Stato nell’accoglienza, nella formulazione di politiche e nella risoluzione dei casi che si riscontrano sul territorio. Occorre dare un maggior
ruolo ai Comuni nell’attuazione dei Puc (Progetti utili alla Comunità), in sinergia con il Terzo settore e nell’ambito del RdC.
2-  Formare personale qualificato all’interno degli enti locali, in grado di gestire percorsi e progetti che per i beneficiari del RdC.
3 -Immaginare strumenti premiali per quei Comuni virtuosi che avranno avviato più PUC o avranno comunque contribuito alla presa in carico o all’inclusione dei soggetti beneficiari

Il SEGRETARIATO SOCIALLE 2.0. Un ULTERIORE STRUMENTO PER LA PRESA IN CARICO

-  Lavorare sui territori e in sinergia con i Comuni per dare una risposta concreta alle necessità delle persone. Le Acli propongono di dare vita a dei “Segretariati sociali 2.0”, dei veri e propri uffici di prossimità, dei “punti” integrati di accesso all’informazione e ai servizi di supporto.

- I Segretariati rappresenteranno una porta di accesso facilitato ai cittadini che non sono già in carico al servizio sociale o ai cittadini che vivono una condizione di temporanea difficoltà.

SUPERAMENTO MERI CENTRI PER L'IMPIEGO
Le “Case del lavoro” e il ruolo del Terzo Settore

-  Superare la logica dei meri Centri per l’impiego e creare delle “Case del lavoro”, dove le singole realtà del Terzo settore possano apportare il loro contributo nell'erogazione e nel coordinamento di servizi essenziali di formazione, orientamento e presa in carico delle persone.
-  Puntare su una presa in carico multidisciplinare della persona che integri sociale/sociosanitario-lavoro-educazione.

Una “CLAUSOLA SOCIALE ” per nuovi investimenti e PNRR. Includere veramente soggetti fragili e beneficiari della misura, promuovendo la cooperazione e l’economia sociale.

- Occorre una “clausola sociale” che vincoli l’indotto pubblico a progetti di nuova imprenditorialità sociale e d’inserimento lavorativo per soggetti fragili o beneficiari del RdC da avviare con co-progettazioni realizzate insieme a
Comuni, comunità locali e Terzo Settore.

- In diversi campi è possibile dare mercato all’economia sociale e a imprese, come le cooperative sociali di inserimento lavorativo, per dare occupazione a persone che sempre più difficilmente riusciranno a trovarla .(03/08/2022-ITL/ITNET)

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