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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - FORUM ITALIA/AFRICA - A ROMA VI EDIZ. BUSINESS WEEK : PIATTAFORMA PUBBLICO PRIVATA PER AFFRONTARE SFIDE PER LO SVILUPPO, GREEN E DIGITALE

(2022-11-16)

  Comunicare meglio e investire di più. E farlo insieme, perché solo un'alleanza tra pubblico e privato, governi e imprese, agenzie multilaterali e talenti delle diaspore potrà permettere di affrontare davvero le sfide per lo sviluppo. È il messaggio che arriva da Italia Africa Business Week (Iabw), due giorni di incontri e dibattiti a Roma, giunta alla sua sesta edizione.
Ad animare la manifestazione: imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori ed esponenti delle comunità di origine straniera. Promossa dall'associazione Le Reseau, quest'anno propone dibattiti sulla "challenge of green and digital transformation", la sfida della trasformazione verde e digitale.

Secondo Cleophas Adrien Dioma, il presidente di Iabw, bisogna impegnarsi anche e forse addirittura prima sulla comunicazione. "Per far capire", spiega, "quanto l'Italia è importante per i Paesi dell'Africa". Un'importanza che vale d'altra parte in entrambe le direzioni. Perché a sud del Sahara, per le imprese in Italia, non ultime quelle di piccole e medie dimensioni, ci sono opportunità da cogliere.

Ne parla Serge Ekue, presidente della Banca di sviluppo dell'Africa occidentale, animatore del panel di apertura. "Oggi parliamo di sfide comuni, di azioni che il settore privato, i governi e le istituzioni multilaterali possono realizzare insieme sulla base di un nuovo modello di partnership" sottolinea il dirigente. "La Banca che guido ha l'obiettivo di guidare la trasformazione in otto Paesi della regione dove vivono 130 milioni di abitanti; abbiamo un piano strategico per il periodo 2021-2027 che mira ad aumentare fino a sei miliardi di euro gli investimenti in progetti che vanno dall'energia all'agricoltura, dall'edilizia all'istruzione".

Ekue accenna un sorriso perché, dice, "tutte le strade portano a Roma". "Rivolgo un appello agli italiani", continua, "a investire in Africa occidentale, che resta un'area dinamica, con una crescita economica forte e una popolazione giovane piena di energia con bisogni sociali che devono essere colti". Secondo il presidente, l'obiettivo deve essere "creare partnership piu' forti funzionali a ecosistemi di valore dal punto di vista tecnologico e della transizione ecologica".

Rilancia Kibassa Maliba Lubulala, ministro della Repubblica democratica del Congo per le Poste e le telecomunicazioni. Kinshasa, questa la premessa, è pronta a tutelare e valorizzare gli investimenti europei ed italiani. E una delle prime scommesse è sui comparti del digitale e delle tlc, presentati da Lubulala come laboratorio per partnership "vantaggiose" da entrambe le parti.
Quella con l'Italia, secondo il ministro, nonostante il dramma dell'assassinio dell'ambasciatore Luca Attanasio lo scorso anno, è "un'amicizia esemplare". Ed ecco la proposta: "Venite a investire in Congo, un Paese che è in una posizione strategica al centro dell'Africa ed entro il 2030 vuole diventare il primo hub delle telecomunicazioni tra l'Europa, l'area subsahariana e la regione dell'Atlantico".

Il messaggio è raccolto delle organizzazioni sociali e dalle istituzioni italiane. Roberta Datteri, vicepresidente della Confederazione nazionale dell'artigianato e delle Pmi (Cna), sottolinea il dinamismo e la naturale apertura al mondo delle piccole e medie imprese.

Parla di collaborazione con il settore privato e allo stesso tempo di Agenda 2030 invece Luca Maestripieri, direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). "Vinceremo le sfide globali solo in Africa" il suo monito. "Dobbiamo continuare a investire in questi Paesi, coinvolgendo al meglio i soggetti di cooperazione, sia del mondo no profit sia del settore privato: solo così transizione ecologica e lotta al cambiamento climatico avranno chance di successo".(16/11/2022-ITL/ITNET)

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