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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - CROAZIA - AL MMSU DI FIUME RAFFAELLA CRISPINO RACCONTA LA SUA PERSONALE VISIONE DEL COLONIALISMO E DEI SUOI EFFETTI SULLA CIVILTA' OCCIDENTALE E .

(2022-11-21)

  Al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Fiume, fino al 5 febbraio,  Raffaella Crispino presenta una rassegna di opere dal titolo "We Want Mirrors – A Journey into the Matrix of Coloniality" a cura di Matteo Lucchetti e Branka Bencic.

La mostra - la prima dell'autrice in Croazia - parte da uno sguardo retrospettivo sugli ultimi 15 anni della pratica artistica di Raffaella Crispino, concentrandosi sulla risignificazione dei contesti storici, sociali e politici da lei affrontati. È strutturata come un viaggio attraverso il quale l'artista funge da testimone delle tracce di colonialismo che ancora sono alla base delle prospettive occidentali mentre porta avanti, nel suo lavoro, contro-narrazioni di resistenza e potere.

L'idea di volere gli specchi riecheggia la famosa citazione dello scrittore di fantascienza polacco Stanis?aw Lem dal suo libro Solaris (trasposta nel film di Tarkovsky del 1972), che Crispino utilizzò per l'opera al neon  We Don't Want Other Worlds, We Want Mirrors  (2013) . Il titolo suggerisce quindi la necessità di una riflessione, sia in senso letterale che metaforico, per esporre la matrice della colonialità che opera nelle relazioni interiorizzate delle strutture patriarcali, del razzismo e delle forme di controllo radicate nell'immagine onnicomprensiva della modernità. In questa prospettiva, le semplici e complesse installazioni di Raffaella Crispino fungono da specchi orientati sulle situazioni, che utilizza come base per la ripoliticizzazione e l'esposizione di eventi difficili e traumatici.

La mostra riunisce dodici opere realizzate con vari media: installazioni, video, fotografie, stampe su tessuto, carta da parati e testi, mostrando la pratica eterogenea dell'artista.
I suoi interessi viaggiano attorno a molti argomenti che affrontano la rinascita quotidiana della violenza e del colonialismo: come la riproduzione di immagini coloniali inscritte in un popolare motivo decorativo francese, come nel dipinto  Untitled (Toile de Jouy)  (2015); tracciare un commercio di beni mondani nel mercato, in  Untitled (Fruits and Vegetables) , e rappresentare criticamente il tema del femminicidio in corso in Italia attraverso la prospettiva di un negozio di estetista, con l'installazione Laura, Sarah, Yara, Meredith, Chiara, Melania, Deborah, Veronica, Roberta, Pamela, Marianna, Elisa, Eleonora, Rosaria, Charlotte, Stefania, Donatella  (2019) e il video  Una mia folle idea  (2019). In  Untitled (Samia II)  (2015), Crispino collega l'eredità coloniale anche alla drammatica realtà delle attuali migrazioni con un omaggio al corridore somalo Samia Yusuf Omar che morì annegato attraversando il Mar Mediterraneo.

Tra i lavori più recenti: il video  Il mutuo appoggio (Entraide)  (2022), che presenta un gruppo di giovani donne che discutono delle strategie di sopravvivenza proprie di specifiche piante e della teoria del 'mutuo soccorso', ispirato dalla lettura dell'opera di Silvia Federici. Le loro discussioni ruotano attorno a discorsi sui fondamenti del capitalismo, del femminismo e dell'agricoltura, che hanno ispirato anche la creazione di  Nous  (2022), sete stampate a mano che raccontano la storia di come certi semi e piante si sono diffusi in tutta Europa con lo sviluppo delle ferrovie. Mentre l'opera tessile  Untitled (Time Zones) (2018) svela le fondamenta dei fusi orari consentendo un punto di ingresso nel modo in cui il fascino di viaggiare nel tempo ha contribuito a implementare una griglia di confini e privilegi.

Punteggiando lo spazio espositivo, l'opera  Our Audience  è installata come sfondi che riproducono una serie di dettagli fotografici che esplorano l'archivio documentario del Museo e offrono un ritratto collettivo di spettatori anonimi e inaugurazioni di mostre. Gli artisti richiamano i visitatori del passato come specchio delle credenze che hanno costruito le nostre prospettive in passato, ma anche come promemoria del nostro ruolo attivo nella definizione dell'immaginario attuale.

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Raffaella Crispino (1979, Napoli) vive e lavora a Bruxelles. Ha preso parte a diversi programmi di residenza per artisti, tra gli altri, al CCA Kitakyushu (2008–2009), JCVA a Gerusalemme (2010) e HISK a Ghent (2014–2015). Ha creato un'installazione permanente di land art, nell'ambito della Biennale Bat-Yam, Tel Aviv, nel 2010.

Nel 2009, ha mostrato il suo lavoro al CCA Tel Aviv, in collaborazione con il Museo Madre di Napoli. Nel 2018 il lavoro di Crispino è entrato a far parte della nuova collezione del KANAL Centre Pompidou di Bruxelles. Lo stesso anno partecipa alla VI Biennale d'Arte Contemporanea di Salonicco. Nel 2022 ha tenuto mostre personali al Museo di Belle Arti di Tournai, in collaborazione con EUROPALIA TRAINS & TRACKS.

La mostra è resa possibile grazie al sostegno della decima edizione del Consiglio Italiano, della Direzione Generale per la Creatività Contemporanea, del Ministero della Cultura italiano e della Città di Fiume.(21/11/2022-ITL/ITNET)

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