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UNIVERSITA' ITALIANE NEL MONDO - 120 ANNI BOCCONI - PRES.COMMISSIONE UE VON DER LEYEN RINGRAZIA PROF. MONTI A CONCLUSIONE SUO MANDATO: "UN GRANDE ITALIANO, ECONOMISTA EUROPEO"

(2022-12-07)

" E'  un vero onore per me essere qui con voi, oggi, per celebrare i 120 anni di grandi successi dell'Università Bocconi ma, caro Mario, anche per salutare la conclusione del tuo straordinario mandato in qualità di presidente di questa Università. La Bocconi ha sempre avuto una vocazione europea.

Sin dalla sua fondazione si è proposta come fucina di nuove generazioni di leader europei. E tu, caro Mario, hai instancabilmente rinnovato e concretizzato questa vocazione europea: grazie a te la Bocconi è membro fondatore di CIVICA, la rete europea delle università delle scienze sociali, e ha richiamato studenti di oltre cento nazionalità. Alla Bocconi hai dedicato quasi sessant'anni della tua vita e del tuo lavoro, con risultati che sono davanti agli occhi di tutti. È il tuo lascito, caro Mario: il luminoso avvenire di questi studenti, presenti in questa sala e fuori di essa, e dell'intera famiglia Bocconi.
Questo è il tuo lascito.

Nei tre anni che ho trascorso al timone della Commissione europea, sono stata così fortunata ad avere te come consulente ed amico. I tuoi pareri accademici, ma ovviamente anche la tua esperienza in qualità di ex Presidente del Consiglio italiano, sono stati per me un ausilio prezioso. Nel corso della tua carriera ti sei adoperato per mantenere l'Italia al centro dell'Europa. Hai fatto sì che la voce dell'Italia venisse ascoltata e rispettata in tutte le capitali europee. L'Italia è sempre stata un anello di congiunzione tra il Nord e il Sud dell'Europa. Ti ho sentito spesso affermare che l'Europa è forte quando l'Italia è forte, e viceversa. In Italia sei stato fautore e architetto di riforme volte a modernizzare il paese e a rafforzarne il ruolo di seconda potenza industriale europea. E al tempo stesso sei stato fautore e architetto di riforme in Europa, perché hai sempre creduto che l'Europa dovesse cambiare per stare al passo con un mondo che cambia. Oggi l'Italia è più europea, e c'è più Italia in Europa. Grazie, Mario.

Da Commissario europeo sei stato custode della concorrenza libera e leale e, naturalmente, del nostro mercato unico e, da Presidente del Consiglio, come ci dicono, hai dato stabilità all'economia italiana. Parallelamente, hai iniziato a invocare un cambiamento nella governance economica dell'Unione europea. Hai sempre sottolineato il legame cruciale tra gli investimenti, da un lato, e le riforme, dall'altro. Per dirlo con le tue parole: se gli investimenti pubblici sono il "combustibile" della crescita economica, le riforme ne sono il "motore".

Questa filosofia ci ha guidati durante la pandemia e in questi anni di guerra. Vorrei citare oggi tre esempi di come la giusta combinazione di investimenti e riforme stia facendo progredire l'Europa. Inizio con il NextGenerationEU, il nostro piano da 800 miliardi di euro per il rilancio e la modernizzazione dell'economia europea dopo la pandemia. NextGenerationEU e Italia sono un binomio perfetto. All'Italia sono destinati oltre 190 miliardi di euro per la realizzazione di investimenti e riforme. Di questi, sono già stati erogati quasi 67 miliardi il cui impatto comincia già a vedersi molto chiaramente. So, ad esempio, che la Bocconi e altre tre università di Milano hanno appena avviato un progetto di rigenerazione urbana - il MUSA - finanziato proprio nell'ambito di NextGenerationEU. State mobilitando 700 ricercatori e unendo le forze con 20 imprese private, dal settore energetico a quello farmaceutico fino all'industria dei chip. Insieme progetterete la città del futuro, alimentata da energia pulita e con trasporti puliti per tutti, che ospiterà imprese ad alta tecnologia e creerà posti di lavoro nuovi e ben pagati ed io sono estremamente fiera del fatto che l'Europa stia investendo in un progetto valido e ambizioso come questo.

Oltre a realizzare investimenti senza precedenti, NextGenerationEU ha anche promosso alcune riforme fondamentali, tra cui quella della pubblica amministrazione. A questo proposito so che alcuni docenti della Bocconi, che ringrazio qui sentitamente, ne sono stati coinvolti da vicino fin dall'inizio.
Ma NextGenerationEU ha anche promosso riforme volte a ridurre, ad esempio, i ritardi di pagamento o la burocrazia per le piccole imprese o ad accelerare le procedure necessarie per le energie rinnovabili - e su questo punto tornerò tra poco. Come dici tu, Mario, le riforme sono il motore dell'economia italiana. Possono davvero dare impulso alla vostra ripresa.

Il secondo punto di cui voglio parlare riguarda gli investimenti e le riforme con cui si vuol rendere l'energia economicamente più accessibile. L'Italia è uno dei paesi più colpiti dal ricatto del gas russo. In appena otto mesi Putin ha ridotto dell'80 % le esportazioni di gas verso l'Europa tramite gasdotto, ma noi siamo riusciti ad ovviare a questa situazione e a diversificare. L'Italia ne è un esempio perfetto. Il 40 % del vostro gas era importato dalla Russia e ora questa quota è scesa al 10 % circa grazie all'imponente impegno profuso per diversificare l'approvvigionamento. Agli inizi di novembre i depositi europei erano pieni al 96 %. Grazie a tutte queste misure, quest'inverno non correremo alcun rischio. Ma naturalmente tutto ciò ha un costo elevato: il costo dell'energia. Ecco perché, in parallelo, abbiamo lavorato a una serie di misure per ridurre i prezzi. Abbiamo insistito per creare un contributo di solidarietà sugli extra-profitti delle imprese energetiche, con cui in Italia si genereranno entrate per circa 4 miliardi di euro già nel 2023. Si tratta di denaro destinato a sostenere le famiglie vulnerabili e le imprese vulnerabili. Stiamo anche lavorando all'acquisto congiunto di gas, perché sul mercato è molto meglio presentarsi in 27 piuttosto che da soli. Il nostro potere di mercato sarà molto più forte se non agiremo singolarmente spingendo così i prezzi al rialzo. Con gli acquisti congiunti potremo ottenere prezzi migliori. Abbiamo proposto anche quello che chiamiamo "meccanismo di correzione del mercato", sostanzialmente un massimale di prezzo o "price cap". L'Italia lo ha chiesto fin dall'inizio: grazie, Italia, per questo. Il price cap eviterà aumenti eccessivi dei prezzi e ridurrà il rischio di manipolazioni e speculazioni. E nel momento in cui sto parlando, gli Stati membri stanno discutendo su come adattare questo meccanismo all'intera Unione europea. Sono convinta che prima della fine dell'anno diverrà una realtà.

Ma ora dobbiamo concentrarci sul prossimo inverno. Non questo - perché per quest'inverno possiamo dirci al sicuro - ma quello dell'anno prossimo. Vi è ancora una lacuna da colmare. Ma la notizia buona e rassicurante in questa difficilissima storia è che abbiamo risorse potenziali, che però restano semplicemente inutilizzate. Sto parlando di energie rinnovabili, che quest'anno hanno registrato la crescita più consistente nella storia della nostra Unione europea: 50 gigawatt in più, il doppio rispetto alla capacità aggiunta l'anno scorso. E potremmo accelerare ancora di più. Non sono i dati della Commissione europea, ma quelli dell'Agenzia internazionale per l'energia a dirci che potremmo sostituire altri 14 miliardi di metri cubi di gas russo già il prossimo anno, a patto che si accelerino i progetti in materia di energie rinnovabili. Questi progetti sono pronti a partire, ma sono bloccati dalla lentezza nel rilascio delle autorizzazioni. Per questo abbiamo appena adottato un nuovo regolamento di emergenza per sbloccarli immediatamente, ora.

Perché, Signore e Signori qui riuniti, mio caro amico, le energie rinnovabili non fanno solo bene al clima e al pianeta – e questo è ben chiaro – ma sono utili anche per la nostra indipendenza, perché sono prodotte a livello locale e a prezzi accessibili rispetto ai combustibili fossili. I combustibili fossili sono molto più costosi delle energie rinnovabili. Dobbiamo quindi mirare alla versione pulita e indipendente dell'energia: l'energia rinnovabile. Penso che ora dovremmo lavorare insieme alle riforme necessarie per accelerare la transizione verde. Le famiglie italiane hanno bisogno di energia pulita e a prezzi accessibili. E così le industrie italiane. Perciò, passiamo al settore imprenditoriale.

In Italia vi sono alcune delle piccole e medie imprese più innovative. La base industriale è quindi forte, ma il costo dell'energia grava pesantemente sulle imprese. E l'unica via d'uscita sostenibile, come appena detto, è la transizione verso le energie rinnovabili, che sono non solo economicamente accessibili, ma anche prodotte a livello locale. Ma questa transizione dai combustibili fossili all'energia rinnovabile richiede tempo e la concorrenza globale si fa sempre più forte. Come sapete, gli Stati Uniti hanno appena presentato un massiccio piano di investimenti nei settori delle tecnologie pulite, la cosiddetta "normativa per la riduzione dell'inflazione". Va detto, prima di tutto, che il fatto che gli USA si uniscano a noi nel decarbonizzare la loro economia è certamente positivo ed importante, perché gli Stati Uniti sono il secondo produttore di emissioni al mondo. Tuttavia, la normativa per la riduzione dell'inflazione può anche creare distorsioni, ad esempio privilegiando le imprese statunitensi, poiché si fonda in parte sulla strategia "Buy American". Le agevolazioni fiscali potrebbero creare discriminazioni e le sovvenzioni alla produzione potrebbero penalizzare le imprese europee. È una questione che dobbiamo affrontare. Ecco perché stiamo valutando tre linee d'azione su come alimentare la nostra industria delle tecnologie pulite.

Il primo punto è che, nel contesto appena descritto, dobbiamo adeguare le nostre norme in materia di aiuti di Stato. Dobbiamo semplificare l'erogazione di investimenti pubblici per stimolare la transizione. Le nostre norme in materia di aiuti di Stato hanno una ragion d'essere molto valida - e chi meglio di te lo sa, caro Mario, dal momento che sei stato Commissario per la Concorrenza. Sai bene quant'è necessario che queste norme garantiscano alle imprese di tutti gli Stati membri di poter competere in condizioni di parità all'interno del nostro mercato unico. Ma ora dobbiamo guardarle da una prospettiva nuova. Ad esempio, dobbiamo pensare a come poter rendere i nostri quadri più prevedibili, più semplici e più veloci, o a come sostenere l'intera catena del valore, fino alla produzione di massa delle soluzioni green tech più strategiche e a prodotti finali puliti. È necessario un enorme lavoro strategico.

Ma sappiamo anche che non tutti gli Stati membri dispongono della stessa capacità di investire il loro denaro in settori strategici. Ed è questo il mio secondo punto. Poiché non tutti gli Stati membri dispongono di un margine di bilancio da destinare agli aiuti di Stato, abbiamo bisogno di finanziamenti europei complementari per promuovere questa tecnologia pulita in tutta l'Unione europea. È qui che entra in gioco il REPowerEU, il nostro nuovo piano per superare la dipendenza energetica dalla Russia. REPowerEU porterebbe all'Italia 9 miliardi di euro di investimenti in energia pulita. Ora ho proposto di promuovere ulteriormente REPowerEU per accelerare la transizione pulita in tutta l'Unione europea. Questo, nel breve termine. Nel medio termine dobbiamo invece trovare una soluzione strutturale per la nostra industria delle tecnologie pulite. Obiettivo della politica europea è rendere l'industria europea leader mondiale della transizione pulita. Ecco perché ho lanciato l'idea di istituire un fondo per la sovranità, con una logica di fondo semplicissima: una politica industriale europea comune richiederà finanziamenti europei comuni. Anche in questo caso si tratta di decisioni strategiche che ci consentirebbero di mantenere la leadership a livello mondiale.

Passando al terzo punto di questo mio intervento, comunico che proprio ora stiamo lavorando a stretto contatto con l'amministrazione Biden sugli aspetti più rilevanti della normativa per la riduzione dell'inflazione. Sono ad esempio in atto iniziative congiunte in vari settori delle tecnologie pulite in cui ci troviamo di fronte a sfide comuni. Si pensi ad esempio alla sfida che ci troviamo ad affrontare insieme per l'eccessiva dipendenza dalla Cina che si sta venendo a creare per quanto riguarda le materie prime essenziali per la nostra transizione verde. Una delle possibili soluzioni per superare il monopolio cinese in questo settore potrebbe essere la creazione di un "club delle materie prime". Ci sono ancora molte cose buone da fare, ma ciò che importa è sicuramente il messaggio da dare: noi, Stati Uniti e Unione europea insieme, siamo singolarmente più forti quando siamo uniti.

Signore e signori,

l'ultimo punto che vorrei affrontare riguarda la riforma della nostra governance economica, un tema su cui hai tanto lavorato, caro Mario. Sono quindi lieta della nuova proposta da noi presentata, che è a mio avviso in linea con quanto tu affermi da quasi dieci anni. Abbiamo ascoltato molto attentamente. Hai sempre detto che per il futuro dei nostri figli occorre sia investire nella sostenibilità sia investire in modo sostenibile. Per questo motivo vogliamo concedere ai governi maggiore flessibilità nel percorso di riduzione del debito, in modo da spianare la strada ad investimenti strategici. Gli obiettivi di Maastricht non cambiano. Cambia il modo di conseguirli. Sarà istituito un quadro comune europeo nel cui ambito gli Stati membri elaboreranno un piano su come conseguire una graduale riduzione del debito pubblico e in cui investimenti e riforme andranno di pari passo. Vi sarà una maggior libertà di investimento, ma anche una verifica più attenta dei processi e, una volta che il piano sarà stato concordato, un'attuazione più rigorosa. Con questa proposta potremmo lasciarci alle spalle un intero decennio di dibattiti divisivi sulla governance economica nell'Unione europea. È una governance economica che funziona per l'Europa, perché funziona per tutti gli Stati membri. E credo, caro Mario, che questo sia anche quello per cui ti sei sempre battuto, nel corso della tua intera carriera.

Circa un anno fa, hai detto: "L'Europa è alla ricerca di un nuovo equilibrio, tra sostenibilità, riforme e investimenti a sostegno della domanda." E io ti sono molto grata, caro Mario, per il contributo da te apportato alla ricerca di questo nuovo equilibrio. So che qui alla Bocconi sorgerà un nuovo centro di ricerca sulla politica europea: il tuo lascito. Sono certa che diventerà una risorsa importante per il nostro lavoro alla Commissione. E nei prossimi anni potrò ancora contare sui tuoi consigli, mio caro amico. Ci parliamo regolarmente. Io ti pongo domande e tu mi dai i tuoi preziosi consigli. L'Europa ha bisogno della tua saggezza. L'Europa ha bisogno della tua capacità di costruire ponti tra il mondo universitario e la politica e, come sempre, tra il Nord e il Sud, ma anche della tua capacità di costruire ponti tra le difficoltà del presente e un futuro più luminoso per tutti. È per questo che, Signore e Signori qui riuniti, Vi prego di unirvi a me in questo omaggio ad un grande italiano, un grande economista e un grande europeo." (07/12/2022-ITL/ITNET)

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