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SICUREZZA SOCIALE - INVECCHIAMENTO ATTIVO - AL V.MIN. BELLUCCI (WELFARE/LAVORO) LE PROPOSTE DEI SINDACATI PENSIONATI SPI CGIL, FNO CISL E UILP UIL - INSIENE AD AUSER, ANTEAS E ADA

(2023-07-20)

”Proposte per i decreti legislativi in attuazione della legge 33/2023 in riferimento all’Invecchiamento Attivo” è il titolo di un documento unitario predisposto da Spi, Fnp e Uilp insieme ad Auser, Ada e Anteas ed inviato alla viceministro del lavoro e delle politiche sociale on. Maria Teresa Bellucci. Un contributo importante per l’attuazione della legge 33/2023 e – come auspicano i promotori- utile per la ripresa del confronto.

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil – Auser, Anteas, Ada, nel ritenere le persone anziane una risorsa per la collettività, con un ruolo e delle potenzialità non del tutto riconosciute, chiedono da tempo che la materia dell’Invecchiamento Attivo (IA) possa avere una cornice normativa nazionale, che riordini una materia trattata in modo frammentario da norme diverse, motivo per il quale considerano positiva la scelta di aver introdotto il tema dell’invecchiamento attivo nella legge 33/2023.

Una scelta da sostenere, eliminando, tuttavia, alcuni limiti e ambiguità, primo fra tutti il limite che non si prevede una adeguata copertura finanziaria, elemento che rischia di far venire a meno la credibilità della riforma.

Il testo del documento:

Proposte per i decreti legislativi in attuazione della legge 33/20231 in riferimento all’Invecchiamento Attivo


L’Italia si trova a essere un Paese con una speranza di vita tra le più elevate al mondo. Occorre però affermare che per molti anziani gli anni di vita che si sono guadagnati non sono vissuti in buona salute (Istat 2021). Pertanto, per evitare che questa conquista diventi un peso e una penalità, per i singoli e per la collettività, sono indispensabili politiche che garantiscano, lungo l’intero arco della vita, il processo di invecchiamento attivo e in buona salute, perché tutti possano vivere una vita lunga e sana.

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil - Auser, Anteas, Ada, nel ritenere le persone anziane una risorsa per la collettività, con un ruolo e delle potenzialità non del tutto riconosciute, chiedono da tempo che la materia dell’Invecchiamento Attivo (IA) possa avere una cornice normativa nazionale, che riordini una materia trattata in modo frammentario da norme diverse, motivo per il quale considerano positiva la scelta di aver introdotto il tema dell’invecchiamento attivo nella legge 33/2023.

Una scelta da sostenere, eliminando, tuttavia, alcuni limiti e ambiguità:

-  il primo limite è che non si prevede una adeguata copertura finanziaria, elemento che rischia di far venire a meno la credibilità della riforma;
-  è altresì ambigua l’impostazione dove si considera il tema dell’Invecchiamento attivo come questione d’interesse delle sole persone anziane. Una legge nazionale dovrebbe infatti, muovere dalla consapevolezza che l’I.A. si costruisce lungo tutto l’arco della vita con politiche a tutto campo così come definito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, dal Piano di azione internazionale sull’I.A delle Nazioni Unite di Madrid e dall’Agenda ONU 2030 sugli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

Questa preoccupazione emerge chiaramente dai principi e criteri direttivi indicati nel comma 2 dell’art. 2 e nel comma 2 dell’art. 3 della Legge 33/2023, dove è evidente uno sbilanciamento tra l’attenzione alle persone anziane e un’idea di Invecchiamento attivo valido per tutte le età;

-  nonostante l’incidenza della popolazione femminile,  notoriamente più longeva degli uomini, sia un dato importante nella platea degli ultrasessantacinquenni, nella legge 33/2023 è completamente assente un approccio di genere. Le donne, che vivono in media più degli uomini, hanno in media più limitazioni rispetto alla popolazione maschile, e tra queste la solitudine e l’isolamento rappresentano uno dei problemi maggiori;

-  infine, ma non da ultimo, la promozione dell’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità (principio di delega dell’articolo 3) implica azioni mirate anche per “migliorare” i  determinanti sociali di salute: reddito, istruzione, abita-zione, ambiente e clima, relazioni sociali, ecc. Si tratta di azioni che vanno oltre i limiti specifici della legge in questione ma che reclamano un cambio delle attuali politiche economiche, fiscali, di welfare agite in questi anni dai Governi.

I decreti legislativi, devono affrontare adeguate misure per:

-  assegnare finanziamenti adeguati, prevedendo le relative coperture finanziarie (come stabilito dall’art. 8 comma 4 della legge 33/2022) per la loro attuazione;

-  la valorizzazione e l’autodeterminazione delle persone anziane attraverso la loro partecipazione alla vita civile, economica e culturale, in ambiti ben più ampi di quelli indicati dalla legge delega;

-  inserire l’Invecchiamento attivo e in buona salute in tutte le politiche pubbliche nazionali e locali;

- modificare le condizioni del mercato del lavoro in modo tale da rispondere alle conseguenze economiche e sociali dell’invecchiamento della popolazione. In effetti la precarietà e la discontinuità lavorativa che caratterizza da tempo il mercato del lavoro produrrà inevitabilmente pensionati più poveri, quindi più fragili;

- definire modalità graduali di uscita dal lavoro, che consentano la riorganizzazione della vita di ogni persona (di scopi e di ruoli) anche attraverso la promozione di iniziative di preparazione al pensionamento;

-  azioni mirate e attente al tema dell’invecchiamento di genere, che tengano conto delle specificità del processo di invecchiamento delle donne;

-  la trasmissione e la valorizzazione delle competenze e dei saperi, delle esperienze formative, cognitive, professionali e umane delle persone anziane, tra la popolazione anziana e tra le generazioni (anziani discenti e docenti), promuovere azioni per favorire il servizio civile per anziani attivi;

- assicurare l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita;

- il contrasto alle dipendenze, inclusa la dipendenza da gioco patologico;

-  la ricerca sui processi di invecchiamento tenendo conto delle diverse situazioni socio, economiche, geografiche, sanitarie e ambientali per informare le politiche, basandole su prove evidenti;

-  promuovere misure di contrasto all’ageismo, cosi come sollecitato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (vedi OMS);

-  promuovere e favorire i consumi sostenibili;

-  promuovere e garantire la sicurezza stradale e domestica;

-  sostenere nuove politiche abitative e urbane improntate ai principi dell’ageing in place (invecchiare a casa propria …) e dell’age friendly city (vedi OMS) con particolare attenzione alle “comunità intenzionali”(vedi partecipa.gov) ; eventi per favorire l’intergenerazionalità: promuovendo accordi con EE.LL.- università-sindacati pensionati per organizzare convivenza tra studenti e anziani soli anche al fine di calmierare gli affitti;

- creare un Osservatorio nazionale per l’invecchiamento attivo (buone pratiche);

- attivare Tavoli permanenti sull’invecchiamento attivo e di promozione del partenariato a tutti i livelli istituzionali.

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LEGGE 33/2023 riferimenti all’Invecchiamento Attivo

Art. 2. Oggetto, princìpi e criteri direttivi generali di delega e istituzione del Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana

1 La presente legge reca disposizioni di delega al Governo per la tutela della dignità e la promozione delle condizioni di vita, di cura e di assistenza delle persone anziane,
2. Nell’esercizio delle deleghe di cui alla presente legge, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali:
a) promozione del valore umano, psicologico, sociale, culturale ed economico di ogni fase della vita delle persone,
indipendentemente dall’età anagrafica e dalla presenza di menomazioni, limitazioni e restrizioni della loro autonomia;
b) promozione e valorizzazione delle attività di partecipazione e di solidarietà svolte dalle persone anziane nelle attività culturali, nell’associazionismo e nelle famiglie, per la promozione della solidarietà e della coesione tra le generazioni, anche con il supporto del servizio civile universale,
c) promozione di ogni intervento idoneo a contrastare i fenomeni della solitudine sociale e della deprivazione relazionale delle persone anziane, indipendentemente dal luogo ove si trovino a vivere, mediante la previsione di apposite attività di ascolto e di supporto psicologico e alla socializzazione, anche con il coinvolgimento attivo delle formazioni sociali, del volontariato, del servizio civile universale e degli enti del Terzo settore;
g) promozione dell’attività fisica sportiva nella popolazione anziana, mediante azioni adeguate a garantire un invecchiamento sano;

3. il CIPA:
a) adotta, con cadenza triennale e aggiornamento annuale, previa intesa in sede di Conferenza unificata … sentite le parti sociali e le associazioni di settore nonché le associazioni rappresentative delle persone in condizioni di disabilità, il «Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana»
d) monitora l’attuazione del Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana

Art. 3: Delega al Governo in materia di invecchiamento attivo, promozione dell’inclusione sociale e prevenzione della fragilità.
c. 1 …Il governo è delegato ad adottare … uno o più decreti legislativi finalizzati a definire la persona anziana e a promuoverne la dignità e l’autonomia, l’inclusione sociale, l’invecchiamento attivo e la prevenzione della fragilità, anche con riferimento alla condizione di disabilità.

c.2 il Governo si attiene ai seguenti ulteriori princìpi e criteri direttivi
a) con riguardo agli interventi per l’invecchiamento attivo e la promozione dell’autonomia delle persone anziane:
1) promozione della salute e della cultura della prevenzione lungo tutto il corso della vita attraverso apposite campagne
informative e iniziative da svolgere in ambito scolastico e nei luoghi di lavoro;
2) promozione di programmi e di percorsi integrati volti a contrastare l’isolamento, la marginalizzazione, l’esclusione sociale e civile, la deprivazione relazionale e affettiva delle persone anziane;
3) promozione di interventi di sanità preventiva presso il domicilio delle persone anziane, anche attraverso la rete delle farmacie
territoriali in sinergia con gli erogatori dei servizi sociosanitari, nei limiti delle compatibilità finanziarie di cui alla presente legge;
4) promozione dell’impegno delle persone anziane in attività di utilità sociale e di volontariato, nonché in attività di sorveglianza, tutoraggio e cura delle altre fasce di età, svolte nell’ambito dell’associazionismo e delle famiglie;
5) promozione di azioni volte a facilitare l’esercizio dell’autonomia e della mobilità nei contesti urbani ed extraurbani, anche mediante il superamento degli ostacoli che impediscono l’esercizio fisico, la fruizione degli spazi verdi e le occa-sioni di socializzazione e di incontro promozione di azioni di alfabetizzazione informatica e pratiche abilitanti all’uso di nuove tecnologie idonee a favorire la conoscenza e la partecipazione civile e sociale delle persone anziane;
8) al fine di preservare l’indipendenza funzionale in età avanzata e mantenere una buona qualità di vita, individuazione,
promozione e attuazione di percorsi e di iniziative per il mantenimento delle capacità fisiche, intellettive, lavorative e sociali, mediante l’attività sportiva e la relazione con animali di affezione;
9) promozione di programmi e percorsi volti a favorire il turismo del benessere e il turismo lento come attività che agevolano la ricerca di tranquillità fisiologica e mentale per il raggiungimento e il mantenimento di uno stato di benessere psico-fisico, mentale e sociale, come obiettivo ulteriore rispetto a quello della cura delle malattie ovvero delle infermità;
Art. 4 c.2 p) con riferimento ai servizi semiresidenziali, promozione dell’offerta di interventi complementari di sostegno, con risposte diversificate in base ai profili individuali, attività di socialità e di arricchimento della vita, anche con il soste-gno del servizio civile universale. (20/07/2023-ITL/ITNET)

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