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ECONOMIA ITALIANA - EUROPA/INDUSTRIA -CSC CONFINDUSTRIA: DIPENDENZE CRITICHE . QUALI POLITICHE EUROPEE ? IL CRITICAL RAW MATERIALS

(2023-08-01)

  L’Unione europea si trova ad agire in uno stretto percorso, in cui il superamento di una dipendenza, nel breve termine, potrebbe implicare il rafforzarsi di un’altra. Gli ambiziosi obiettivi di RePowerEU, ad esempio, se da un lato mirano a superare la dipendenza dal gas russo, dall’altra – se il processo non sarà adeguatamente governato – rischiano di esacerbarla per materiali, semilavorati e tecnologie legati all’elettrificazione che sono ad oggi prodotti soprattutto in Cina." Afferma lo studio del Centro Studi di Confindustria sulle dipendenze critiche, presentato oggi.

"L’Europa, oggi, produce in minima parte le materie prime critiche correlate alla transizione energetica ed è dipendente da 137 prodotti in ecosistemi industriali sensibili. L’accesso alle risorse costituisce, quindi, una questione di sicurezza strategica.

Il regolamento comunitario Critical Raw Materials Act (CRMA) è un importante passo avanti al fine di garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime essenziali, consentendo all'Europa di raggiungere i suoi obiettivi climatici e digitali per il 2030.

Tuttavia, sono necessari ulteriori miglioramenti per creare un contesto normativo e di investimento favorevole alle imprese.

Alcuni aspetti cruciali da tenere in conto riguardano i seguenti punti:

- distinzione chiara tra materie prime e prodotti critici e valutazione sulle reali necessità del sistema industriale europeo, anche finalizzate alla promozione di scelte strategiche (estrazione, circolarità);

- promozione della specializzazione delle industrie nei segmenti di mercato già coperti (estrazione, prima e seconda - trasformazione, realizzazione dei prodotti finiti), favorendo l’integrazione del mercato europeo e non competizioni intra-comunitarie;

- definizione di obiettivi chiari e tecnologicamente raggiungibili, con lo stanziamento di risorse europee adeguate, direttamente erogabili ai sistemi industriali;

- rafforzare l’autonomia strategica aperta, individuando filiere prioritarie su cui costruire catene del valore forti, anche strutturando accordi di collaborazione industriale con paesi terzi.

Per esempio, è importante includere i rottami nell’elenco dei CRM, sfruttandone pienamente la circolarità come materia prima secondaria, per sostenere il riciclo e il riutilizzo delle materie prime all’interno della UE.

Aumentare l’utilizzo delle risorse secondarie generate internamente alla UE, infatti, è uno dei fattori chiave non solo per preservare risorse naturali, ma anche per conseguire gli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di CO2 e di neutralità climatica al 2050.

L’approccio CRM va esteso non alle sole materie prime per cui l’Europa è fortemente dipendente, ma in modo più ampio occorre considerare le esposizioni critiche lungo tutte le filiere produttive, per input intermedi e beni di investimento, che esprimono più compiutamente le reali dipendenze industriali, al fine di incrementare la resilienza dell’intero comparto produttivo europeo nell’ottica dell’obiettivo di autonomia strategica aperta.

Inoltre, è necessaria una maggiore coerenza normativa tra la legislazione ambientale e l'obiettivo di estrarre, trasfor-mare e riciclare più materie prime critiche nella UE. In particolare, la fissazione di termini massimi per l'autorizzazione e l'accelerazione delle valutazioni di impatto ambientale hanno il potenziale di accelerare la diffusione dei progetti in Europa; l'attenzione dovrebbe essere rivolta anche agli atti giuridici che attualmente costituiscono un ostacolo nelle procedure di autorizzazione.

È importante non sovraccaricare le imprese ed evitare il più possibile gli oneri amministrativi, riducendo al minimo i nuovi obblighi di informazione e divulgazione, razionalizzandoli con quelli esistenti e proteggendo pienamente i segreti commerciali.

Occorrono ampie misure per eliminare gli ostacoli e stimolare gli investimenti privati lungo tutta la catena del valore, sviluppando anche il sostegno finanziario pubblico per rendere attraenti i progetti strategici in cui è difficile attivare investimenti privati.

Una sufficiente certezza degli investimenti è imprescindibile per finanziare il lungo periodo di ammortamento necessario per la transizione strutturale dell’industria italiana ed europea e dare alle imprese l'opportunità di rendere le loro catene del valore più resilienti. (01/08/2023-ITL/ITNET)

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