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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ITALIA/FRANCIA/SVIZZERA - I RELIQUIARI MEDIEVALI A BUSTO DA OGGETTI DEVOZIONALI E VERE E PROPRIE OPERE D'ARTE IN ARGENTO E LEGNO - CONVEGNO INTERNAZIONALE

(2023-09-15)

  Dedicato ai reliquiari a busto realizzati dal XII al XVI secolo tra Italia ed Europa è oggetto di un convegno internazionale che si terrà tra il 21 ed il 23 settembre, a Palazzo Madama-Museo Civico di Arte Antica a Torino ed alla Biblioteca regionale di Aosta.

Il convegno, organizzato  in collaborazione tra Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e il Dipartimento soprintendenza per i beni e le attività culturali Regione Autonoma Valle d’Aosta, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Studi Storici, riunisce specialisti di oreficeria e scultura medievale che si confronteranno sulla tipologia dei reliquiari a busto presenti in Italia e in Europa.

L'iniziativa curata da Simonetta Castronovo e Viviana Maria Vallet è un'occasione di riflessione alla luce degli esiti della mostra Ritratti d’oro e d’argento. Reliquiari medievali in Piemonte, Valle d’Aosta, Svizzera e Savoia, curata da Simonetta Castronovo e Viviana Maria Vallet nel 2021 che si concentrava sul ricco patrimonio del territorio, con una ricognizione dei busti reliquiario di età medievale, in oreficeria e in legno intagliato, sopravvissuti nelle chiese di Piemonte, Valle d’Aosta, Savoia, Vaud e Vallese. Un’area geografica oggi divisa tra Italia, Francia e Svizzera, ma nel Medioevo compresa unitariamente nel ducato di Savoia. L’alto numero di testimonianze, rilevate dal censimento e dall’esame delle fonti documentarie antiche, aveva messo in evidenza quanto queste regioni costituiscano una sorta di case study nel panorama italiano ed europeo, con una caratterizzazione del territorio alpino come luogo di frontiera e compresenza di linguaggi artistici differenti.

Portata a termine questa prima indagine territoriale, il passaggio successivo nello studio dei reliquiari a busto – che sono insieme opere d’arte e testimonianze di radicate devozioni locali – deve essere il confronto con il patrimonio delle altre regioni italiane - si tratta infatti di opere che in Italia non sono mai state studiate in modo organico e di cui manca completamente un Corpus e quindi il richiamo al contesto europeo.

Molti saranno quindi i temi in discussione nelle tre giornate di studio: la ricchezza di tecniche dispiegate in questi oggetti, spesso polimaterici (l’ottone, il metallo dipinto, ecc.); lo studio della funzione sociale dei reliquiari a busto nell’ambito della comunità di appartenenza: e quindi l’analisi delle trasformazioni/aggiornamenti stilistici che molti di essi hanno conosciuto nel corso dei secoli; le vicissitudini subite dopo la Rivoluzione Francese e la conseguente dispersione degli arredi sacri; la fruizione di queste opere al di fuori dell’ambito ecclesiastico: analizzando quindi la loro presenza in alcune collezioni ottocentesche di objets d’art del Medioevo e la circolazione sul mercato d’arte ottocentesco di diversi “falsi” ispirati a reliquiari a busto medievali.

Infine, il convegno sarà l’occasione per riprendere ed estendere le ricerche sulle fonti antiche (inventari dei beni di cattedrali e monasteri, guide dei pellegrini, resoconti documentari sul patrimonio dei conventi soppressi nel XIX secolo), in cui si possono trovare descrizioni di reliquiari a busto oggi perduti, e per presentare i risultati delle misurazioni chimiche effettuate, a cura del Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale, sulle opere esposte a Torino nella mostra del 2021 (analisi FORS e XRF), che in molti casi hanno rilevato informazioni assai utili sui metalli, le dorature, i nielli, gli smalti, le pietre e le paste vitree di queste opere e sulle tecniche orafe impiegate. (15/09/2023-ITL/ITNET)

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