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ECONOMIA ITALIANA - BUSINESS FORUM TRANSADRIATICO - PRES. FEDRIGA (FVG): "IMPORTANTE RAFFORZARE PARTNERSHIP INDUSTRIALE CON I BALCANI. FVG "PONTE" CON LA SERBIA E L'EUROPA"

(2024-02-02)

"È importante rafforzare la partnership industriale con i Balcani per riavvicinare all'Europa occidentale pezzi di filiera produttiva fondamentali per la nostra economia, che negli ultimi decenni sono stati purtroppo delegati al Far east. Le chiavi decisionali dei processi produttivi non possono essere consegnate nelle mani di paesi terzi che poco hanno a che fare con la democrazia. Ecco perché l'intensificarsi delle relazioni commerciali con la Serbia è un'opportunità non solo per il Friuli Venezia Giulia e l'Italia, ma per tutta l'Europa: qui si parla di una parte fondamentale del nostro futuro, dove più forte è la rete di relazioni tra i Paesi più saranno
salvaguardati i principi democratici e di libertà in cui crediamo, tanto per l'Europa occidentale quanto per i Balcani stessi".

Questo, in sintesi, il pensiero condiviso oggi a Pordenone dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga al Business forum transadriatico "Un partenariato Italia-Serbia per la prosperità nei Balcani". Scopo dell'evento il dialogo e il confronto sui temi legati alla rete di cooperazione tra i due Paesi in cui il Friuli Venezia Giulia riveste un ruolo strategico di regione ponte.

Fedriga ha portato il saluto della Regione al seminario dedicato alle opportunità nel campo degli investimenti bilaterali, alla presenza, tra gli altri, del presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti e del presidente serbo di Confindustria Patrizio Dei Tos.

"L'area balcanica - ha rimarcato il governatore - può essere una piattaforma importante per farci riavvicinare a quella parte di componentistica che non può essere prodotta in Europa, in quanto a basso valore aggiunto e non economicamente sostenibile, ma che è un ingranaggio imprescindibile nei processi industriali. Non basta basarsi sulle opportunità reciproche: è necessario creare
una struttura unitaria che preveda linee di accesso privilegiate ai rispettivi mercati. In questo contesto, anche il Friuli Venezia Giulia è chiamato a costruire un sistema produttivo che guardi con lungimiranza ai prossimi decenni".

"Il Friuli Venezia Giulia, per la sua posizione strategica, rappresenta uno snodo di collegamento sempre più importante con l'Europa orientale e con la Serbia in particolare, visto che nel 2022 la Commissione europea ha previsto l'introduzione del nuovo corridoio dei Balcani occidentali-Est Mediterraneo, con cui l'Italia sarebbe connessa a Nord grazie all'inserimento della sezione Triste-Lubiana. Un
inserimento che si connette a sua volta ai due corridoi della rete trans-europea che già attraversano la nostra regione, quello del Mediterraneo e quello Adriatico-Baltico. Il nuovo corridoio faciliterebbe l'integrazione e gli scambi economici e commerciali nella  regione balcanica, oltre a garantire l'accesso dell'Italia al Mar Nero e alla Turchia".  Lo ha detto oggi pomeriggio l'assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Cristina Amirante, partecipando al panel "Tra infrastrutture e logistica: un ponte Italo-Serbo per
lo sviluppo" nell'ambito del "Business Forum Transadriatico Italia Serbia: la partnership tra Italia e Serbia verso nuovi orizzonti di prosperità balcanica" organizzato nel Centro congressi di Pordenone Fiere in occasione dell'edizione 2024 di SamuExpo, il Salone internazionale delle tecnologie industriali in corso fino a domani.

"Anche considerando i nuovi scenari geopolitici - ha aggiunto Amirante - dati dai conflitti in atto, le imprese italiane ed europee sono interessate a posizionare nuove attività industriali di produzione anche in relazione alle necessità contingenti di accorciare le catene di fornitura globali e di avvicinarle alle nostre economie. Per questo la Regione ha un ruolo rilevante in queste nuove dinamiche commerciali anche alla luce anche dell'interesse da parte della Serbia a investire sul Porto di Trieste".

L'assessore ha poi illustrato i piani legati ai nuovi collegamenti ferroviari, in particolare, tra l'Interporto di Cervignano e la Serbia. "Grazie all'introduzione di questo collegamento ferroviario, attivato a settembre 2023, tra Cervignano e Belgrado per trasportare dal Nordest manufatti per le costruzione di grandi opere civili in Serbia si è dato il via a un maggiore interscambio tra i due Stati".

  Si è poi sottolineato come l'impresa ferroviaria InRail, con sede operativa a Udine, organizza una media di 10-15 treni al mese per l'import dalla Serbia di prodotti come grano, argilla e un rilevante traffico di auto prodotte nell'Est europeo con destinazione Nordest dell'Italia.

"Permangono - ha anche evidenziato l'assessore - alcune criticità di tipo strutturale sulle reti oltre confine che rischiano di trasfor-marsi in colli di bottiglia sui quali si sta lavorando.
  Inoltre, è necessario garantire la sostenibilità e l'equilibrio tra i treni che arrivano e quelli che devono ripartire con le merci da esportare. Su questo gli ultimi dati ci dicono che l'export verso la Serbia è in crescita e questo è dunque confortante".

"Proprio per l'incremento degli scambi commerciali con la Serbia e i Balcani - ha rimarcato Amirante - la Regione punta da un lato ad
aumentare e a incentivare i traffici su rotaia e, dall'altro a incrementare anche la capacità sui valichi per i trasporti a medio e lungo raggio. L'intera Piattaforma logistica regionale, costituita dai tre porti e da tutti gli Interporti anche con funzione retroportuale per lo scalo di Trieste, costituirà nei prossimi anni un riferimento fondamentale, oltre che per il tessuto produttivo regionale, anche per gli Stati balcanici".  (02/02/2024-ITL/ITNET)



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