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ECONOMIA ITALIANA - FORUM IMEC - MN.ESTERI TAJANI: "UN CORRIDOIO INFRASTRUTTURALE COMMERCIALE CHE DOVRA' RAPPRESENTARE UNA STRAORDINARIA OPPORTUNITA' ECONOMICA, COMMERCIALE... E POLITICA PER IL FUTURO"

(2026-03-18)

  "Credo fortemente che il corridoio IMEC rappresenti il futuro per le nostre economie. E, quando dico, 'nostre' non penso soltanto a quelle italiane. Penso a quelle dei Balcani, dell'area del Mediterraneo, ad alcuni paesi africani, ai paesi del Golfo, a Israele, fino ad arrivare all'India. " Questa la premessa da cui è partito il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani illustrando il progetto e le prospettive di sviluppo per il futuro. ""Un corridoio infrastrutturale commerciale che dovrà rappresentare una straordinaria opportunità per il futuro.

Un'opportunità che nasce proprio dalla constatazione di quel che oggi sta accadendo: ai rischi che ci siano guerre, conflitti, che incidono anche sul trasporto di gas e petrolio. Avere un'infrastruttura che attraverso i paesi del Golfo, possa passare  attraverso l'Africa, arrivare in Europa attraverso il Mediterraneo, significa avere la possibilità di non essere sottoposti agli attacchi o ai ricatti di chi vuole bloccare i traffici marittimi, come sta accadendo  con Hormuz o in altre basi petrolifere.  Passare per l'interno, cioè non più via mare, ma anche via terra, significa poter essere comunque liberi, avendo così un'altra chance,  un'altra infrastruttura che ci permetta di avere fonti energetiche  per tutte le nostre economie." ha fatto presente il Ministro degli Esteri Tajani.

Di qui la grande attenzione dell'Italia, un Paese in cui l'export rappresenta il 40% del prodotto interno lordo, e che guarda sia al Mediterraneo che all'area del Golfo con grandissimo interesse, poiché  il 40% del nostro trasporto marittimo passa attraverso Suez e il Mar Rosso.

Un progetto IMEC dalle prospettive molto ampie, quello che il Ministro degli Esteri italiano ha rappresentato. Un sogno ? "Ma i sogni quando li si vuol realizzare si possono anche trasformare in realtà !" la risposta di Tajani che guarda alla possibile crescita di tutte le aree dell'Adriatico, sia da parte italiana che balcanica, perché oltre al grande terminale di Trieste, punto di approdo o di partenza delle merci destinate verso Oriente o in arrivo da Oriente,  ci sono tante altre realtà che devono poter essere protagoniste in  futuro.
"Penso al corridoio ferroviario che potrebbe collegare - ed è quello che vogliamo - Belgrado a Trieste, con un corridoio ferroviario che scenda giù verso il sud dei Balcani e con il corridoio 8 arrivare fino al Mar Nero. Partendo dall'India - ha spiegato - attraverso Israele, i paesi del Golfo e l'Africa si può anche arrivare all'altezza di Brindisi e con il corridoio 8 coinvolgere Romania, Macedonia del Nord, Bulgaria e e quindi arrivare fino al Mar Nero.

Ed - ha aggiunto -nessuno impedisce che il corridoio IMEC arrivato nel Mediterraneo si possa dividere in un terminale a Marsiglia per l'Europa occidentale e un terminale a Trieste per l'Europa centrale e orientale. Dobbiamo creare delle alternative. L'importante è che si sviluppi un percorso, un progetto che ci permetta poi di arrivare fino all'India, che sarà sempre più il nostro grande interlocutore nella regione dell'Indo Pacifico, dove abbiamo tantissimi interessi geopolitici.

L'India è sempre più un grande mercato, è una grande democrazia, non lo dobbiamo dimenticare, ed è una realtà di straordinaria importanza. Benissimo, dunque, la firma dell'accordo commerciale Unione Europea/ India  ci permetterà in futuro di valorizzare ancora di più il corridoio IMEC".
"Finita la guerra si ripristineranno le importanti relazioni con Israele dal punto di vista scientifico, dal punto di vista commerciale, come le abbiamo con i Paesi dal Golfo" che il Ministro ha ringraziato di essere presenti  "Sono paesi amici, diventati protagonisti sul palcoscenico internazionale. Hanno grandi opportunità economiche, danno grandi opportunità economiche, hanno grandi possibilità di investimento, sono partner strategici e quindi anche per loro e per noi IMEC può diventare una straordinaria opportunità per rinforzare ancora di più gli interscambi commerciali.      Che poi - ha sottolineato - sono anche frutto di accordi politici" come lo sono quelli che passano per l'interno dell'Africa per arrivare fino all'Egitto. I paesi del Nord Africa non possono essere esclusi, soprattutto quelli che si affacciano sul Mediterraneo, da questa grande rotta infrastrutturale commerciale."

Quindi, l'obiettivo della giornata: "L'incontro di oggi non è un incontro occasionale, è un incontro che vuole far capire anche al mondo imprenditoriale quanto è importante per noi questa visione strategica, cioè guardare al Sud e ad Oriente per permettere alla qualità della nostra produzione di poter continuare a crescere. Noi abbiamo delle potenzialità straordinarie" Lo abbiamo detto "l'obiettivo è raggiungere i 700 miliardi di export alla fine del 2027. Sembra a volte un sogno, ma se vediamo i dati di quest'anno: siamo aumentati del 3,3% nonostante tutto quello che succede, questo vuol dire che la qualità del prodotto italiano è in grado di scavalcare qualsiasi tipo di guerra commerciale o combattuta.
Dunque: "Dobbiamo andare avanti su questa strada, bisogna crederci e il sistema che abbiamo organizzato con ICE SIMEST, SACE, Cassa Depositi e Prestiti, tutto il sistema di quelle aziende pubbliche o parapubbliche che accompa-gnano le nostre imprese al di là dei confini nazionali rappresenteranno uno straordinario strumento per rinforzare la nostra presenza anche lungo le tappe del percorso,perché qui non ci sono tappe anche intermedie. Abbiamo parlato dell'Adriatico lato Balcani, ma anche l'Adriatico lato Italia per noi è di grande rilievo. Abbiamo una straordinaria portualità, una rete infrastrutturale: dalla rete ferroviaria nei Balcani al corridoio 8 per arrivare fino al Mar Nero e poi tutta l'attività dei cavi sottomarini per attraversare il Mediterraneo e  la straordinaria opportunità che ci offrono i paesi del Golfo. Siamo soltanto all'inizio di una forte collaborazione, ma questa collaborazione può portare anche la creazione di Joint  Ventures, può portare anche investimenti in Italia o investimenti italiani in altre parti, insomma, deve diventare una straordinaria rete politico,  commerciale, infrastrutturale per favorire la crescita del benessere, per favorire lo sviluppo di un'economia di mercato per favorire relazioni di pace tra paesi che vogliono vivere in pace, paesi che puntano sulla crescita, sullo sviluppo, che puntano sulle relazioni diplomatiche. E quindi io credo che IMEC possa essere veramente uno strumento utile anche per favorire e migliorare le relazioni diplomatiche fra tutti i paesi".

Dobbiamo accelerare i tempi di realizzazione, i beneficiari di tutto ciò saranno le imprese e attraverso le imprese i nostri concittadini. Il governo sicuramente profonderà il massimo impegno per far sì che il corridoio IMEC possa realizzarsi e possa diventare realtà nei tempi più rapidi possibili...Noi abbiamo già costruito il primo tassello: l'ufficio dell'inviato speciale per IMEC. A cui dovrebbe seguire - "una unità al Ministero degli Ester" per far sì che il contributo italiano possa  coinvolgere anche le regioni.... il Friuli Venezia Giulia offre le opportunità logistiche all'avanguardia con  il porto della città di Trieste che si sta rinnovando ma possiamo coinvolgere anche tutte le altre regioni adriatiche perché ogni regione può essere una fermata del corridoio e lo stesso discorso vale dall'altra parte. Quindi più opportunità ci saranno, meglio sarà per tutti...." (18/03/2026-ITL/ITNET)

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