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ITALIANI ALL'ESTERO -FESTIVAL ECONOMIA- PRES.CNEL BRUNETTA "PARLARE CON I GIOVANI NON DEI GIOVANI INIZIATIVA CNEL/ CGIE: RACCOGLIERE TESTIMONIANZE GIOVANI ITALIANI ALL'ESTERO. MOLTI DISPONIBILI AL RIENTRO IN ITALIA"

(2026-05-22)

  "Fuga dei cervelli, crisi demografica, meritocrazia, difficoltà di accesso al lavoro e necessità di restituire fiducia alle nuove generazioni sono stati al centro dell’incontro “Parlare con i giovani, non dei giovani”,  il tema al centro dell'incontro del Presidente del CNEL Brunetta con il Direttore de "Sole 24 ore" al Festival dell'Economia di Trento.
 
Brunetta ha motivato la scelta del CNEL, in collaborazione con il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero  “Dei giovani non si occupa nessuno”, citando il caso della Spagna, che negli ultimi anni ha costruito una strategia nazionale di attrazione dei giovani, mentre in Italia — ha osservato — si è fatto poco oltre a misure frammentarie e incentivi fiscali. Una vera strategia sui giovani, ha detto, è mancata, parlando di una responsabilità generale delle classi dirigenti.

Al centro dell’intervento anche la crisi demografica. L’ex ministro ha definito quella italiana non un semplice “inverno demografico”, ma una vera e propria “glaciazione demografica”: un fenomeno strutturale destinato a produrre effetti per decenni. Le nascite sono ormai scese sotto la soglia dei 400 mila nati all’anno e il problema è aggravato dal fatto che le nuove generazioni sono numericamente troppo ridotte persino per garantire un sufficiente numero di futuri genitori.

A questa crisi si aggiunge la fuga dei talenti. Secondo i dati citati da Brunetta, negli ultimi tredici anni l’Italia avrebbe perso oltre 650 mila giovani altamente qualificati, con una perdita stimata di circa 160 miliardi di euro di investimenti in capitale umano sostenuti da Stato e famiglie.

Tamburini ha quindi posto il tema del perché i giovani lascino l’Italia. Per il presidente del CNEL il nodo centrale è la mancanza di fiducia: a pesare sono salari bassi, scarsa produttività e soprattutto la percezione che il merito non venga riconosciuto. In Italia, ha osservato Brunetta, prevalgono ancora logiche non meritocratiche e lunghi percorsi di “gavetta”. Secondo il presidente del CNEL non si tratta solo di una questione economica, ma anche di fiducia, valori e speranza per il proprio futuro e quello dei propri figli. “Molti se ne vanno da luoghi bellissimi in cui vivere, ma dove è più difficile lavorare, fare impresa o costruire una famiglia”, ha osservato.

Brunetta ha poi richiamato il valore storico dell’Italia come Paese attrattivo per talenti, cultura e innovazione. Ha ricordato come nell’Italia del Rinascimento artisti e intellettuali arrivassero da tutta Europa, contribuendo a costruire quel patrimonio culturale e manifatturiero che ancora oggi alimenta il Made in Italy.

Ha quindi parlato del progetto del CNEL che sta raccogliendo testimonianze di giovani italiani all’estero attraverso un’attività di ascolto che ha già coinvolto oltre 1.500 professionisti, ricercatori e lavoratori emigrati: molti di loro sarebbero disponibili a tornare in Italia, a patto di trovare maggiori opportunità e un contesto più favorevole. Sul tema della mobilità internazionale, Brunetta ha inoltre sottolineato che il problema non è la partenza dei giovani in sé, ma il fatto che spesso siano costretti a lasciare il Paese senza poi rientrare: oggi, ha osservato, per nove italiani che se ne vanno ne torna soltanto uno.

Tra i temi affrontati anche quello della “valutazione di impatto generazionale”, introdotta da una recente normativa ancora in fase di attuazione. Brunetta ha spiegato che l’obiettivo è inserire in ogni legge o provvedimento una valutazione degli effetti sulle future generazioni, attraverso una sorta di sistema “a semaforo”: verde per le misure favorevoli ai giovani, giallo per quelle neutrali e rosso per quelle considerate penalizzanti. Secondo il presidente del CNEL, fino a oggi le nuove generazioni sono rimaste spesso escluse dai processi decisionali perché prive di reale peso politico e contrattuale.

In chiusura, il presidente ha rivolto un messaggio diretto ai giovani italiani all’estero: “Abbiate fiducia in questo straordinario Paese. Tornate a darci una mano a cambiarlo, perché abbiamo bisogno di voi”. (22/05/2026-ITL/ITNET)

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