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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - EUROPA FRONTIERE - PARERE COMMISSIONE UE SU REINTRODUZIONE TEMPORANE CONTROLLI INTERNI SPAZIO SCHENGEN

(2026-06-03)

  La Commissione ha pubblicato oggi i suoi pareri sulla reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne da parte di Germania, Austria, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia.

"Schengen - ricorda una nota - contribuisce in modo significativo al buon funzionamento del mercato interno e alla prosperità economica dell'UE. Poiché merci,lavoratori e servizi attraversano le frontiere interne senza ostacoli, le regioni transfrontaliere prosperano e le economie nazionali beneficiano di una riduzione degli oneri ammini-strativi e di economie di scala.

Il Codice delle frontiere Schengen stabilisce che uno Stato membro può reintrodurre controlli alle frontiere interne per far fronte a una grave minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza interna, ove necessario e proporzionato. In linea di principio, la durata massima dei controlli alle frontiere interne non supera i due anni. Tuttavia, qualora uno Stato membro ritenga che sussista una situazione eccezionale di grave portata, relativa a una minaccia grave e persistente, che giustifichi la prosecuzione dei controlli alle frontiere interne oltre tale periodo massimo di due anni, è possibile un'ulteriore proroga.

Il Codice delle frontiere Schengen impone alla Commissione europea di valutare se i controlli prolungati alle fron-tiere interne (oltre 12 mesi per lo stesso motivo) ai sensi dell'articolo 25 bis, paragrafo 4, siano necessari e pro-porzionati. Adottando i pareri odierni, la Commissione adempie a tale obbligo giuridico.

Oedunque, sebbene il diritto dell'UE consenta la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne a determinate condizioni, impone anche alla Commissione di esprimere un parere quando tali controlli si protrag-gono per più di 12 mesi. I pareri pubblicati oggi valutano la necessità e la proporzionalità dei controlli alle fron-tiere interne notificati, nonché le misure alternative e di mitigazione a disposizione degli Stati membri per limitare l'impatto negativo sulla circolazione transfrontaliera.

La Commissione rimane impegnata a sostenere i principi di libera circolazione e sicurezza in tutto lo spazio Schengen. I pareri pubblicati oggi contengono raccomandazioni volte a consentire agli Stati membri di lavorare per la graduale abolizione e revoca dei controlli alle frontiere interne.

Sebbene la situazione differisca da uno Stato membro all'altro, si possono evidenziare alcuni risultati comuni fondamentali:

Ai sensi del diritto dell'UE, gli Stati membri hanno il diritto di reintrodurre,in via eccezionale, i controlli Temporanei alle frontiere in presenza di una grave minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza interna. Gli Stati membri si sono avvalsi di questa possibilità a causa di preoccupazioni genuine e legittime legate a minacce alla sicurezza e alla situazione migratoria. 

La reintroduzione dei controlli alle frontiere interne ha inevitabilmente delle conseguenze per gli Stati membri confinanti. Quando si reintroducono i controlli alle frontiere interne, è fondamentale che gli Stati membri adottino misure per limitare qualsiasi impatto negativo sui pendolari e sulle comunità transfrontaliere. Il dialogo strutturato della Commissione e il processo di consultazione avviato dal coordinatore Schengen con gli Stati membri interessati hanno contribuito a ridurre significativamente i tempi di attesa e a migliorare il coordinamento operativo e lo scambio di informazioni.

L'imminente entrata in vigore del Patto sulla migrazione e l'asilo rafforzerà significativamente le condizioni strutturali necessarie per la graduale revoca dei controlli alle frontiere interne. Il Patto migliorerà la gestione delle frontiere esterne dell'UE e fornirà agli Stati membri strumenti più efficaci per contrastare i movimenti non autorizzati all'interno dello spazio Schengen.

Il sistema di ingresso/uscita (pienamente applicabile da aprile di quest'anno) e la futura implementazione del Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) rafforzeranno il monitoraggio degli spostamenti attraverso le frontiere esterne dell'UE, migliorando significativamente il tracciamento delle persone in entrata e in uscita dall'Unione, nonché di quando e dove avvengono gli attraversamenti. 

Esistono alternative più efficienti ed efficaci ai controlli alle frontiere interne. In particolare, i controlli di polizia non sistematici o le tecnologie di identificazione biometrica mobile e di localizzazione dei veicoli rappresentano valide alternative ai controlli alle frontiere interne.

Nella maggior parte dei casi, gli Stati membri utilizzano già controlli non sistematici basati sul rischio. Questi controlli assomigliano a controlli di polizia non sistematici e potrebbero essere gradualmente sostituiti da altre soluzioni con relativa facilità.

In tale contesto, la Commissione raccomanda ai nove Stati membri interessati di adoperarsi per la graduale abolizione e revoca dei controlli alle frontiere interne,  sfruttando appieno le misure alternative disponibili e la cooperazione regionale.

La Commissione consulterà, quindi, tutti gli Stati membri interessati sulle modalità migliori per mettere in pratica i pareri e continuerà a collaborare con gli Stati membri per garantire che i controlli temporanei alle frontiere interne non compromettano la funzionalità a lungo termine della libera circolazione.  (03/'06/2026-ITL/ITNET)

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