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IMMIGRAZIONE - RICHIEDENTI ASILO- IDOS: "UN PERCORSO A OSTACOLI CHE PUO' DURARE ANCHE QUATTRO ANNI"
(2026-06-18)
"Un percorso a ostacoli che può durare anche 4 anni" è la definizione che ne da IDOS anticipando quanto rilevato dal 21° Rapporto dell'Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, che sarà presentato il 24 giugno al Teatro Rossini a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS e dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”.
"Nella Capitale il sistema per il riconoscimento della protezione internazionale appare cronicamente paralizzato e come tale vessatorio perchè sempre più migranti finiscono con lo scivolare nell’emarginazione abitativa e sanitaria. "A Roma il sistema d’asilo “sta scivolando in una paralisi cronica”: un abisso burocratico che ostacola l’esercizio dei diritti dei migranti." denuncia l'IDOS
M la situazione diviene ancora più pesante - aggiunge il Centro Studi - se si considera che proprio nella Capitale si concentra il numero più elevato di richieste di protezione internazionale del Paese. Il contributo dedicato dall'associazione 'A Buon diritto' al tema parte da una premessa semplice: secondo la normativa italiana lo status di richiedente asilo si acquisisce nel momento in cui una persona manifesta la volontà di chiedere protezione, indipendentemente dalla formaliz-zazione della domanda, e l’accesso alla procedura dovrebbe essere garantito senza ritardi. La realtà, invece, è che per esercitare questo diritto i richiedenti asilo devono affrontare una seconda estenuante “traversata” di terra fatta di pratiche, tempi dilatati e procedure spesso incomprensibili". Queste le tappe, descritte da IDOS: "L’Ufficio immigrazione riceve solo 20 persone al giorno e, diversamente da altre città italiane, non dispone di un sistema di prenotazione online; il Tribunale di Roma ha censurato più volte questa prassi di contingentamento, ma nulla è cambiato. Gli interessati sono così obbligati a stazionare per giorni consecutivi sui marciapiedi davanti agli uffici, spesso in condizioni climatiche difficili, alimentando il mercato nero delle file e fenomeni di sfruttamento ormai tristemente noti. Chi riesce finalmente ad accedere e a manifestare la propria volontà di chiedere asilo riceve generalmente solo un appuntamento differito per il fotosegnalamento e il rilascio del cedolino, seguito da un’ulteriore convocazione per la formalizzazione della domanda. Anche il fotosegnalamento presenta notevoli criticità: la prassi è infatti di convocare il richiedente non presso lo stesso Ufficio, ma in commissariati periferici situati a Ostia, Tivoli o persino Civitavecchia, con un preavviso che può limitarsi a un solo giorno. Chi non riesce a presentarsi deve ripartire dal via, “reiterando” la domanda con gravose conseguenze procedurali. Prima della formalizzazione della richiesta, quindi, possono trascorrere diversi mesi, una “zona d’ombra giuridica” nella quale i richiedenti rimangono privi di un titolo valido e non possono accedere all’accoglienza, al lavoro, alle cure mediche o alla formazione. Una volta formalizzata la richiesta viene rilasciato un “attestato nominativo” che non riporta chiaramente una data di scadenza, rendendo spesso impossibile per il richiedente aprire un conto bancario, firmare un contratto di lavoro o iscriversi all’anagrafe...."
Il 21° Rapporto dell’“Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio” si compone di 53 capitoli, redatti da 93 ricercatori ed esperti del mondo istituzionale, accademico e associativo, oltre a una vasta serie di tabelle e infografiche. Il volume fornisce gli ultimi aggiornamenti sul fenomeno dal punto di vista statistico e sociale scegliendo ogni anno alcuni temi da approfondire. Il giorno della presentazione verrà rilasciato un nuovo comunicato stampa con i dati principali, corredato da un’ampia sintesi dell’intera pubblicazione.(18/06/2026-ITL/ITNET)
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