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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - ECCIDIO SANT'ANNA DI STAZZEMA: PRES. REPUBBLICA MATTARELLA : "STRAGE...SIMBOLO ABISSO IN CUI LE GUERRE POSSONO PRECIPITARE...ORA SONO TORNATE A GETTARE OMBRA..."FARE MEMORIA E' ATTO DI RESPONSABILITA'

(2026-08-12)

«La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità.

In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica.

La mattina del 12 agosto 1944, i reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero inizio alla strage. Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento.

La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l’Italia e l’Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto.

Ora le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite.

Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori. Sono capaci di respingere violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone.
Fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova.

La vittoria sul nazifascismo aprì la strada della rinascita.

Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte. I loro presupposti etici, le ragioni di impegno, vanno rinnovati e rinsaldati». così il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella nel suo messaggio per la commemorazione della strage di sant'Anna di Stazzema ad opera di tre compagnie della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", comandata dal Gruppenführer Max Simon e da collaborazionisti italiani della Repubblica Sociale Italiana (RSI).

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All'alba del 12 agosto 1944 tre reparti circondarono l'abitato di Sant'Anna (una frazione di Stazzema, Provincia di Lucca, Toscana), mentre un quarto si attestava più a valle, sopra il paese di Valdicastello, per bloccare ogni via di fuga. Nonostante agli inizi del mese Sant'Anna fosse stata dichiarata zona bianca dai tedeschi, in grado cioè di accogliere popolazione civile sfollata, in poco più di tre ore furono massacrate 560 persone, tra cui molti bambini[2].

Come accertò la magistratura militare italiana non si trattò di rappresaglia in risposta a una determinata azione del nemico, ma - come è emerso dalle indagini - si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

Il sito del Museo storico della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema, a luglio 2023, riporta un elenco comunque incompleto di 393 vittime identificate.  Tra le vittime 65 erano bambini minori di 10 anni di età. (12/08/2026-ITL/ITNET)

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