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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - "LAVORO DEGNO" SECONDO PRES. CONFINDUSTRIA BONOMI "SOGLIA MINIMA LAVORO CHE NON PUO' ESSERE RIFIUTATA DA PERCETTORI SUSSIDIO IN GRADO DI LAVORARE"

(2022-09-13)

  "Partiamo da un fondamento: che cosa significa in concreto, per noi, “lavoro degno”? Lo ha spiegato il Presidente di Confindustria Bonomi nel corso dell'incontro degli associati di Confindustria e delle loro famiglie.

Partendo dalle parole del Papa in un suo discorso del 28 giugno 2017,:  "Persona e lavoro sono due parole che possono e devono stare insieme. Se pensiamo la persona senza lavoro, diciamo qualcosa di parziale, di incompleto, perché la persona si realizza in pienezza quando diventa lavoratore e lavoratrice; perché la persona si realizza in pienezza quando si apre agli altri, alla vita sociale, quando  Fiorisce nel lavoro. Il dono del lavoro è il primo dono dei padri e delle madri ai  gli e alle  glie, è il primo patrimonio di una società". 

Bonomi ha fatto presente che "Non è così, purtroppo, nella nostra Italia"  perché "Anche nelle fasi di ripresa economica, non riusciamo a superare la soglia del 60% di occupati tra i 15 e i 64 anni.
I tassi di partecipazione al lavoro di giovani e donne restano tra i 15 e i 20 punti inferiori a quelli dei paesi nordeuropei.
Abbiamo raddoppiato il numero di poveri assoluti malgrado un enorme balzo all’insù della spesa sociale.
Abbiamo il record negativo, attualmente al 39%, di posti di lavoro per i quali la manifattura non trova pro li formati adeguati. Un numero elevatissimo di NEET tra i giovani.
   
La spesa sociale resta, poi, fortemente squilibrata a favore delle pensioni, non dei giovani.

Come Confindustria abbiamo, negli ultimi anni, proposto moltissime misure di riforma strutturale per affrontare radicalmente questi squilibri.  Ma di questo abbiamo ampiamente discusso e continueremo a farlo in tutte le sedi opportune.
Oggi, qui, affermiamo invece un primo principio costruttivo.  Il criterio per definire un lavoro “degno” non è solo quello monetario.
Nel nostro Paese in troppi settori l’offerta di lavoro continua a essere caratterizzata da minime retribuzioni. Ma questo, desidero ripeterlo, non riguarda in alcun modo l’industria. Quelli non siamo noi!
Ecco perché il tema dell’intervento per Legge sul Salario Minimo non ci tocca. Ad essersi opposti sono altri settori, sui quali bisognerebbe, invece, avere il coraggio di intervenire.

Al di sopra della soglia del Salario Minimo vi sarebbe poi il TEM, la retribuzione minima  fissata dai contratti vigenti, perché la estesa contrattazione italiana è una virtù riconosciuta anche dall’Europa e non va azzerata sorpassando per legge il trattamento economico complessivo (TEC), che va lasciato ai contratti.

Questa soglia di lavoro “degno” va innestata nella riforma dei sussidi alla povertà e quindi nel Reddito di Cittadinanza.
Deve, cioè, rappresentare la soglia minima di lavoro la cui proposta non può essere rifiutata dai percettori del sussidio in grado di lavorare. Perché, come scrive sua Santità nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium: "La povertà viene combattuta soprattutto, se non esclusivamente, creando la possibilità, oltre all’istruzione e all’assistenza sanitaria, di un lavoro dignitoso per tutti."  Lavoro, non sussidi che lo scoraggiano.

Lasciatemi ricordare che, a tre anni dall’avvio, sul Reddito di Cittadinanza, più di un beneficiario su due non ha ancora  firrmato il Patto per il Lavoro.
La Legge prevede che il Patto sia sottoscritto entro un mese dal riconoscimento del sussidio.

E come ricordava il compianto Piero Angela: «Per ognuno che percepisce un reddito che non produce, c’è chi produce un reddito che non percepisce».

Tornando al lavoro “degno”, il lavoro nero, la negazione dei diritti sindacali, la mancata contribuzione assistenziale o previdenziale, sono tutti fenomeni che si combattono intervenendo severamente dove i contratti non sono osservati o dove vi sono contratti pirata contro i quali la risposta non può che essere misurare la rappresentatività delle Parti Sociali.
La nostra proposta risale al 2014, ma purtroppo è rimasta lì, nei cassetti. Ci auguriamo che vengano aperti al più presto.

Un lavoro “degno”, poi, è un lavoro svolto in sicurezza.
Ecco perché per Con ndustria è fondamentale affrontare il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro nella logica di una maggiore partecipazione organizzativa in cui i problemi possano essere individuati e risolti attraverso la condivisione.

La nostra visione è che sia meglio evitare ex ante gli incidenti in una logica partecipativa, una logica che unisca e non che divida, superando la strada che è stata preferita  nora e che prevede l’inasprimento delle sanzioni
ex post, quando gli incidenti si sono già veri cati.
La piena tutela della vita e della salute dei lavoratori è una priorità assoluta ed è responsabilità di tutti, anche e soprattutto del legislatore." (13/09/2022-ITL/ITNET)

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