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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - VLADIMIR PUTIN - ISPI HA 24: "IL LEADER DEL CREMLINO ANNUNCIA ESCALATION POLITICA E MILITARE

(2022-09-21)

"Vladimir Putin richiama i riservisti e annuncia referendum sull’annessione di territori ucraini. Il  leader del Cremlino denuncia la “minaccia nucleare” della Nato e avverte: “Pronti a difenderci con ogni mezzo”. sintetizza l'ISPI in una nota in cui esamina lo statu quo della odierna politica russa  che sta facendo tremare l'intero Occidente, Europa in prima fila. Molti i russi che, potendo, hanno deciso l'immediata fuga dal Paese verso l'Europa, mentre altri hanno inscenato proteste, immediatamente represse dalla polizia.

"Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione parziale della cittadinanza e quattro referendum sull’annessione alla Russia di altrettanti territori ucraini occupati dalle truppe di Mosca. Lo ha fatto in un discorso alla nazione, atteso ieri ma rinviato a questa mattina, in cui ha chiarito che “la Russia difenderà i sui territori” e accusato l’Occidente di “volerci distruggere”. Putin ha parlato di una “mobilitazione parziale”, che interesserà solo i riservisti e coloro che hanno prestato servizio nelle forze armate: circa 300mila persone secondo il ministro della Difesa Sergei Shoigu. Ad alimentare i timori di una coscrizione più ampia, il fatto che, poche ore prima, la Duma avesse approvato un inasprimento delle pene per i renitenti alla leva. E il sito di informazione dissidente Meduza riporta su Telegram che dopo le parole del presidente i voli diretti da Mosca a Erevan e Istanbul sono andati esauriti. Nel complesso, il leader del Cremlino ha annunciato un’escalation politica e militare del conflitto in corso da quasi sette mesi, dalle conseguenze imprevedibili. I referendum – secondo quanto annunciato – si svolgeranno a partire da venerdì e fino al 26 settembre nelle due repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, nella regione di Zaporizhzhia, dove si trova la più grande centrale nucleare d’Europa, e a Kherson, la città del sud conquistata all’inizio dell’invasione. In totale, si tratta di una superficie pari a circa il 15% del territorio ucraino.

Ha vinto il ‘partito della guerra’?
Che la guerra stesse entrando in una fase potenzialmente più pericolosa era chiaro da qualche tempo. Il successo della controffensiva ucraina nel nord-est che in pochi giorni aveva portato alla riconquista di oltre mille miglia quadrate di territorio occupato dai russi aveva messo in allarme e imbarazzato il Cremlino. Che dopo aver sospeso l’organizzazione dei referendum per l’annessione di fatto oggi ha improvvisamente invertito la rotta, accelerando i tempi delle consultazioni, che si terranno a partire da dopodomani. Una svolta che – secondo il sito Meduza – è da attribuire al ‘partito della guerra’ composto di potenti burocrati russi, politici (tra cui l’ex presidente Dmitrij Medvedev) e funzionari delle forze dell'ordine, favorevoli ad un'ulteriore escalation della guerra con l'Ucraina. Sarebbero loro ormai a costituire il ‘cerchio magico’ che influenza le decisioni di Putin, e a cui si deve anche la decisione di tenere i referendum nei territori occupati. Consultazioni che – a differenza di quella organizzata in Crimea nel 2014 – “neanche ci si preoccupa di rendere legittime agli occhi del mondo” e che si terranno nel mezzo di una guerra tuttora in corso.

Referendum farsa?
In pochi hanno dubbi in merito: l’esito dei referendum è scontato. Sanciranno l’annessione alla Russia dell'intera regione del Donbass, così come di Zaporizhzhia e Kherson. Senza contare che dal punto di vista legale i soldati russi che dovessero rifiutarsi di combattere su quei territori potranno essere accusati di diserzione e tradimento. E poco importa se il resto del mondo non dovesse riconoscerli, Mosca non intende annettere quei territori per consolidare una vittoria sul campo di battaglia. Ma per modificare uno status quo che gli è sfavorevole. I referendum servono a giustificare il ricorso a misure estreme se – come è altamente probabile – all’indomani del loro svolgimento, l’avanzata ucraina dovesse colpire quello che le consultazioni avranno sancito come territorio nazionale russo. Putin potrà alimentare la sua narrativa secondo cui la patria “è sotto attacco” e bisogna difenderla da “nazisti” dell'Ucraina e i suoi sostenitori occidentali. In quest’ottica il ricorso del presidente alla minaccia nucleare nel discorso di oggi assume il tono di un avvertimento ancor più sinistro. “Se l’integrità territoriale della Russia sarà minacciata – ha detto – la difenderemo con ogni mezzo a nostra disposizione. E questo non è un bluff”.

Ultimatum al mondo?
L’intervento di Putin alla televisione russa non poteva non scatenare reazioni a livello globale. “Il Cremlino annuncia la mobilitazione nella giornata internazionale della pace – ha fatto notare Charles Michel, presidente del Consiglio europeo – mentre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite i paesi lavorano per la cooperazione, la sicurezza e la prosperità. In questa guerra c'è un solo un aggressore, la Russia, e un solo aggredito, l'Ucraina”, ha commentato su Twitter. E proprio a margine dell’Assemblea Onu il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha parlato di “atto di disperazione” di Putin ribadendo che “la Russia non vincerà questa guerra”. Dura condanna anche del presidente americano Joe Biden: “Abbiamo un membro permanente del Consiglio di sicurezza che ha invaso un suo vicino con l'obiettivo di cancellarlo dalle mappe – ha detto dal pulpito dell’Assemblea Generale –. Oggi Putin ha inviato altre minacce. Il Cremlino sta organizzando un referendum farsa, che è un’enorme violazione del diritto internazionale”. Più distaccata la reazione cinese che, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, ha chiesto “alle parti interessate di attuare un cessate il fuoco” e di trovare una soluzione “che affronti le legittime preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti il prima possibile”. Un invito che difficilmente sarà accoltosecondo Tatiana Stanovaya, fondatrice della società di analisi politica R.Politik. “Putin ha scommesso sull'escalation”, osserva, e aggiunge: “Il suo è un chiarissimo ultimatum all'Ucraina e all'Occidente”. conclude l'ISPI. (21/09/2022-ITL/ITNET)


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