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ITALIANI ALL'ESTERO - COMITATO PRESIDENZA CGIE - SCHIAVONE (SEGR.GEN.): "CREATO UN 'VUOTO' SU TITOLARITÀ' RAPPRESENTANZA"... DA META' MARZO SIAMO IN PROROGATIO NONOSTANTE RINNOVO 43 CONSIGLIERI".

(2022-11-23)

"Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero da metà marzo di quest’anno è in regime di prorogatio in seguito ad una interpretazione giuridica, e nonostante il rinnovo dei 43 consiglieri eletti nei vari continenti, -avvenuto nella prima decade di aprile di quest’anno- non si è ancora riunito né per ridefinire i propri assetti interni, né per programmare le future attività. Nel frattempo, si è creata una situazione di vuoto rappresentativo sulla titolarità della rappresentanza.
Dal 10 aprile si è in attesa della nomina degli altri 20 consiglieri scelti dal Governo per completarne la composizione."

Ad illustrare, in conferenza stampa, la complessa situazione in cui si trova il Consiglio Generale degli Italiani all'estero a pochi giorni da quella che dovrebbe essere  la data di convocazione dell'Assemblea Plenaria del CGIE è stato Michele Schiavone, Segretario Generale di un Comitato di Presidenza che ha la delega per l'ordinaria amministrazione.

Ha spiegato Schiavone " Originariamente il completamento delle pratiche amministrative era avvenuto all’inizio di giugno e la ripresa delle attività era stata preventivata per la prima settimana del mese di luglio scorso. Successivamente, con l’avvicendamento del governo un mese fa, costituitosi dopo le elezioni legislative del 25 settembre, d’accordo con  l’amministrazione competente della Farnesina,  i termini per la convocazione dell’insediamento dei nuovi consiglieri erano stati rinviati alla settimana che va dal 12 al 17 dicembre prossimo.
Per convocare l’Assemblea plenaria del nuovo Consiglio Generale degli italiani all’Estero serve, infatti, un congruo margine di tempo preparatorio, successivo alla firma di un decreto da parte del Presidente del Consiglio, comprensivo delle nomine dei 20 consiglieri, necessari a completare l’assetto dell’organismo."

"Ovviamente, ha fatto presente Schiavone, in questi mesi non sono mancate le preventive sollecitazioni da parte del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, chiamato a reggere temporaneamente l’ordinaria amministrazione, alla Presidenza del Consiglio e al Ministro degli affari esteri, l’Onorevole Antonio Tajani che presiede il nostro organismo."

Tuttavia, allo stato attuale, ha sottolineato il Segretario Generale del CGIE "Mancando gli atti formali delle nomine e a poche settimane di distanza dalla prevista assemblea plenaria del 12-17 dicembre prossimo, ci rendiamo conto che i tempi tecnici per la convocazione dell’Assemblea istitutiva sono stretti e, salvo un’auspicabile decisione autonoma da parte del Governo, diventa impossibile  realizzarla ancora quest’anno.
Perciò nell’ incontro odierno con la stampa estera sottolineiamo l’anomalia in cui si trova de facto il Consiglio Generale degli Italiani all’estero dal 10 marzo u.s., bloccato in regime di prorogatio a causa di una discutibile e a nostro parere zelante decisione dell’Avvocatura Generale dello Stato, che per similitudine interpretativa equipara il termine del mandato dei Com.It.Es. con quello del CGIE." Per il Consiglio "Si tratta del combinato disposto che si vorrebbe accomunare lo spirito delle due leggi di rappresentanza territoriale del Com.It.Es. e del CGIE. La decisione dell’Avvocatura dello Stato si limita espressamente alla richiesta di pareri dello stato, indifferibili che non debbano produrre oneri allo Stato."

"In questi mesi, che in realtà rappresentano l’appendice di una lunga emergenza temporale che ha attraversato questa consiliatura, si sottolinea le funzioni che il Comitato di Presidenza è chiamato a svolgere sono espressamente limitate
all’ordinaria amministrazione, ovvero agli atti urgenti e indifferibili da motivare."
In sostanza -ha spiegato Schiavone - il CGIE è condizionato irrimediabilmente ad esprimere solo pareri obbligatori su specifiche proposte del Governo riguardanti le comunità italiane, che rientrino nella categoria degli atti urgenti e indifferibili".

"Quanto  detto  ha creato un precedente legislativo che il futuro CGIE sarà chiamato a far correggere perché se il mandato dei Com.It.Es. per legge dura 5 anni, quello del CGIE non può durare 4 anni dal suo insediamento. I ritardi per l’insediamento del CGIE si sono prodotti sempre nelle passate consiliare."
Per cui "Di fronte a tale situazione chiediamo deliberatamente al Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani di accelerare i tempi per far ripartire le nostre attività e di convocare urgentemente l’Assemblea di insediamento del nuovo CGIE, sia per porre rimedio all’anomalia che tiene ingessate le attività del nostro organismo, che ha determinato un vuoto della rappresentanza intermedia, creando disorientamento e disfunzioni nella continuità dei rapporti tra i rappresentanti territoriali e le istituzioni, minando a lungo andare la credibilità che l’organismo è riuscito a conquistare nei primi anni del suo mandato."

"A spanne - ha stigmatizzato Schiavone - sono trascorsi oramai tre anni dall’ultima Assemblea plenaria del CGIE. Durante il primo periodo caratterizzato da un ciclo di iniziative innovative e di proposte legislative, comunque, il CGIE ha affrontato con determinazione e con pragmatismo, anche se principalmente in forma virtuale, l’intera emergenza pandemica contribuendo attivamente ai risultati raggiunti dal nostro Paese; ha promosso e organizzato sussidiariamente favorendo, nell’area adiacente gli scenari bellici scoppiati il 24 febbraio in Ucraina, gli interventi di accoglienza e solidarietà dei profughi coinvolgendo le nostre comunità, i Com.It.Es., le Associazioni italiane e le organizzazioni non governative presenti nelle aree di confine dell’intera Europa orientale compresa la Turchia.

Il CGIE non si è risparmiato neanche per organizzare la IV Conferenza S-R-PA-CGIE, né nel sostegno alle elezioni referendarie del mese di giugno e a quelle legislative del 25 settembre scorso.

La decisione dell’Avvocatura Generale dello Stato di porre il CGIE in regime di ordinaria amministrazione ha rallentato il lungo lavoro e le determinazioni della IV Assemblea Plenaria della Conferenza Stato-Ragioni-Province Autonome- CGIE del dicembre scorso, che ha delineato le politiche programmatiche per gli italiani all’estero per i prossimi tre anni. Gli obiettivi indicati dalla Conferenza richiamano l’immediata stabilizzazione della segreteria permanente della citata Conferenza all’interno del CGIE per sostenere l’attuazione delle decisioni finali." ha ricordato Schiavone, che ricorda:

"Tra le priorità assunte in quel consesso si richiama la necessaria collaborazione tra il MAECI e le rappresentanze territoriali per la realizzazione del progetto interministeriale, concepito dal MAECI con il Ministero della Cultura, per
promuovere tra le nostre comunità il “Turismo delle radici”. Ad un anno di distanza dalla sua presentazione ancora non si conoscono né le modalità per coinvolgere gli italiani residenti all’estero, e neanche i soggetti e le istituzioni che dovrebbero essere coinvolti nella promozione di tali politiche.

Nell’ambito delle decisioni assunte dalla conferenza si ravvisa l’urgenza di convocare un tavolo di concertazione per rispondere alle emergenze presenti nel mondo della promozione e della formazione dell’italiano, in quanto il numero dei
frequentanti le scuole, i corsi universitari e i corsi di lingua e cultura italiane si vanno assottigliando causando la chiusura di numerosi enti gestori/promotori.

Lo stesso dicasi per le diffuse difficoltà presenti nella rete consolare, da tempo in forte affanno nell’erogazione dei servizi consolari per insufficienza di organici con effetti devastanti sulla mobilità e per il riconoscimento amministrativo delle pratiche consolari.
I provvedimenti inseriti nel PNRR per la digitalizzazione e la semplificazione amministrativa e tra questi l’uso dello
SPID all’estero sono ancora sin uno stato di progettazione.

A seguire - ha anticipato il Segretario Generale del CGIE -  interverranno i Consiglieri del Comitato di presidenza per esporre nello specifico lo stato in cui versano le nostre comunità all’estero, che per ironia della sorte si trovano a svolgere, assieme ad altri soggetti compresi i Com.It.Es. e le Associazioni, gli Istituti di patronato, supplenza alle istituzioni nazionali nell’accoglienza dei numerosi connazionali che continuano incessantemente ad alimentare le partenze dall’Italia, spesso ignari del futuro che li attende e nella maggior parte dei casi sprovvisti dei requisiti essenziali per affrontare il mondo del lavoro e la loro integrazione nelle nuove realtà di accoglienza.

Riportare alla normalità le prerogative della rappresentanza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero è dunque un esercizio che il nostro Governo deve svolgere prioritariamente affinché le politiche a favore degli italiani all’estero possano ripartire. Si chiede al Governo attraverso il Presidente del CGIE di mettere in agenda al più presto la convocazione dell’Assemblea Plenaria del CGIE e parallelamente procedere con l’assegnazione della delega per gli italiani nel mondo al nuovo sottosegretario o viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. L’urgenza è dettata dal delicato momento che stiamo vivendo e che corrisponde all’inizio della discussione del documento di economia e finanza, nel quale si dovranno decidere gli interventi a sostegno delle politiche per gli italiani all’estero" ha concluso il Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone. (23/11/2022- ITL/ITNET)

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