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IMMIGRAZIONE - EUROPA - INCONTRO MELONI/ VON DER LEYEN -ISPI: RIFORMA ASILO EUROPEO ? UNICO PUNTO SUL QUALE TUTTI - O QUASI -I PAESI CONCORDANO: "LE MIGRAZIONI IRREGOLARI VANNO FERMATE"

(2023-01-09)

"Oggi a Roma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al centro dei colloqui- riporta l'ISPI - il Pnrr, la crisi energetica e l’Ucraina, ma anche gli (scarsi) progressi sul Nuovo patto per le migrazioni e l’asilo. Con l’aumento degli sbarchi sulle coste italiane, che nel 2022 hanno superato quota 104.000 (ormai non così lontani dai 170.000 l’anno del periodo 2014-2016) l’Italia ha ancora una volta bisogno di riportare la questione sui tavoli europei.

Nei fatti, però,  quello del governo delle migrazioni, afferma  l'ISPI - Istituto Italiano di Politica Internazionale -  è un capitolo eternamente aperto. Tanto che l’entrante presidenza di turno svedese ha già gettato acqua sul fuoco, spegnendo le ultime speranze che il dossier possa arrivare a conclusione entro le prossime elezioni europee, che dovrebbero tenersi a metà 2024.

E così, di fronte allo stallo europeo, Roma prova da tempo a fare da sola. Dapprima tollerando che i migranti sbarcati in Italia si spostassero irregolarmente verso altri paesi europei (come successo con oltre metà del milione di migranti sbarcato in Italia dal 2012). Più recentemente frenando le attività di salvataggio, nella convinzione che la presenza in mare delle Ong incentivi le partenze.

Dopo le frequenti crisi del periodo 2018-2019 (con le navi Ong tenute fuori dai porti italiani fino alle promesse di redistribuzione da parte degli altri paesi Ue – poi spesso disattese), ISPI segnala che "oggi Roma ha cambiato strategia: indica immediatamente un luogo di sbarco, scegliendo però porti a diversi giorni di navigazione.
Strategia che sinora non ha sortito gli effetti sperati: a dicembre, gli sbarchi in Italia sono stati più che doppi rispetto allo stesso periodo del 2021 (10.799 vs 4.534).

Ma- prosegue l'ISPI - Roma non è l’unica a puntare su soluzioni “tappabuchi”: anche a Bruxelles si preferiscono soluzioni più veloci, come la sospensione dei trattamenti commerciali favorevoli nei confronti dei Paesi terzi che rifiutano i rimpatri, piuttosto che intraprendere il difficile percorso di riforma del sistema di asilo europeo. Un percorso quantomai necessario per espandere i canali di migrazione legale e ridurre i flussi di irregolari verso l’Ue.

Soluzioni che puntano verso l’unico punto su cui tutti i Paesi, o quasi, sembrano concordare: le migrazioni irregolari vanno fermate. Con le buone o con le cattive, ma (per ora) senza grande lungimiranza." conclude l'ISPI.(09/01/2023-ITL/ITNET)

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