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LAVORO - 125° INPS - MIN.LAVORO CALDERONE: "POTENZIAMENTO E RIPROGETTAZIONE POLITICHE ATTIVE LAVORO. SISTEMA WELFARE ADEGUATO A SFIDE. ART.4 COSTITUZIONE DIRITTO LAVORO/DOVERE CONCORRERE PROGRESSO"

(2023-03-03)

  "La proposta di riflessione che arriva dall’istituto per la celebrazione dei suoi 125 anni costituisce un trait d’union per guardare oltre, verso un futuro che mette in parallelo welfare e lavoro. Con il fine ultimo di innovare il Paese, come leggiamo nel titolo di questa cerimonia che apre le celebrazioni per l’importante anniversario. Avverto forte il richiamo alla responsabilità che mi è stata assegnata. Soprattutto pensando alla riforma delle politiche attive a cui stiamo lavorando all’interno del Ministero che ho l’onore di rappresentare." così  il Ministro del Lavoro e Welfare Marina Calderone, intervenuta alle celebrazioni del 125° dell'istituzione dell'INPS.

Il Ministro ha, poi, richiamato "l’articolo 4 della Costituzione che assegna alla nostra Repubblica l’impegno a riconoscere a tutti i cittadini il diritto al lavoro e la promozione delle condizioni che rendano effettivo questo diritto. E affianca a questo diritto, il dovere di ogni cittadino «a svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società». Nell’idea consegnataci dai Padri Costituenti, il lavoro è quindi strumento per sostentarsi ma anche il mezzo di partecipazione attiva alla realizzazione della collettività. Principio base dell’ordinamento repubblicano."

Welfare e lavoro: "l’accostamento esemplifica l’evoluzione che l’Italia ha già attraversato. Ma ci pone davanti all’urgenza di guardare a come questo sistema di welfare debba essere adeguato per poter rispondere alle sfide che la società e il mondo del lavoro stanno affrontando oggi e a quelle che percepiamo come “imminenti”.
In primis quella demografica, per l’impatto di denatalità e invecchiamento della popolazione sulla tenuta dei sistemi già in essere e sulla progettazione di quelli futuri. Ma non solo. Assistiamo a un profondo cambiamento della società. A una costante transizione dei modelli organizzativi delle imprese. A una nuova domanda dei lavoratori verso il mondo del lavoro, soprattutto i più giovani.
Tutto questo chiama le istituzioni a impegnarsi per la realizzazione di nuovi schemi per la tutela del benessere delle persone. Per garantirle, guardando al mondo del lavoro, anche quando i percorsi professionali non sono lineari e conti- nui, come sempre più spesso accade. Per ragionare su soluzioni che amplifichino le potenzialità del mutato contesto socioeconomico e facciano tesoro delle buone prassi, anche quelle sperimentate durante l’emergenza pandemica.

Come? Semplificando per quanto possibile l’articolazione burocratica dei processi, mantenendo il presidio del monito- raggio e controllo, facendo sintesi tra le sollecitazioni per creare le migliori condizioni per l’evoluzione e l’innovazione del Paese.
Con questa idea di fondo in mente stiamo lavorando per il potenziamento e la riprogettazione delle politiche attive, che ha nell’attivazione delle persone la propria linea guida.
Consapevoli di un’economia in continua evoluzione, siamo al lavoro per disegnare percorsi previdenziali stabili, che permettano a ciascuno di progettare il proprio futuro pensionistico.

Ma al centro di tutto resta quel diritto/dovere al lavoro che la Costituzione mette tra i principi fondamentali della Repubblica. Perché il lavoro è anche inclusione ed è la condizione  necessaria per costruire una storia previdenziale solida, su cui poggia la meritoria attività dell’Inps, di cui oggi celebriamo i 125 anni.

Innovare, quindi. Prestando attenzione a mantenere in salute quel legame tra lavoro e welfare che è caratteristica di un Paese civile e presupposto per immaginare di governare le transizioni affiancando lo Stato ai cittadini. (03/03/2023-ITL/ITNET)

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