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LAVORO - PENSIONI ANTICIPATE - COSA CAMBIA NEL 2024 ? SALE A QUOTA 104 = 63 + 41 ANNI CONTRIBUTI. ECCEZIONE CON 35 ANNI CONTRIBUTI DONNE, E 36 I CAREGIVER, DISOCCUPATI, GRAVOSI E DISABILI...NON SOLO..

(2023-10-19)

  Andare anticipatamente in pensione nel 2024  ? 

SALE A QUOTA 104 la possibilita' di ANDARE IN PENSIONE a 63 anni e 41 anni di contributi, anche per precoci. Salvo alcune deroghe per  le donne. Queste ultime potranno andare in pensione con 35 anni di contributi. Mentre i disoccupati uomini caregivers, gravosi, disabili con 36 anni di contributi. Quindi stop  APE Social, Opzione donna e Quota 103.

Nel contempo si prevede un meccanismo di premialità per chi rimane a lavoro (sostanzialmente la trattenuta del 9,10%).

Pensione di vecchiaia : 67 + 20 anni di contributi. Per i precoci 41 anni di contrbuti

La Manovra 2024 introduce la possibilità per i lavoratori interamente contributivi (coloro che hanno cominciato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995) di accedere al pensionamento di vecchiaia senza più il vincolo del raggiungimento di un importo di almeno 1,5 volte il minimo (assegno sociale)  per il diritto alla pensione all'eta' di 67 anni. . Questo meccanismo, infatti, costringeva molti di loro ad attendere l’uscita dal lavoro a 70 anni.
Resta, invece, quello di 2,8 volte l’assegno sociale per i lavoratori, sempre privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, che decidono di andare in pensione all’età di 64 anni.

PEREQUAZIONI /CONGUAGLIO
Decreto legge che anche quest’anno erogherà in anticipo, il prossimo 1 novembre,  il conguaglio dell'0,8% che spetta per la rivalutazione definitiva dell'anno 2023 pari all'8,1%, (stimata nel 2022 al 7,3%).
Il conguaglio sarà “a fasce” e sarà riconosciuto per intero solo alle pensioni fino a 4 volte la minima (2.100 euro lordi mensili).
Sopra a questo tetto, il recupero non è più al 100%, ma progressivamente scende la sua percentuale all’aumentare dell’assegno, come era stato già previsto e dalla legge di Bilancio 2023,

Nessun conguaglio verrà riconosciuto ai titolari di prestazioni non pensionistiche: ape sociale, assegni straordinari di sostegno al reddito, indennità mensile (erogata con la stipula del cd. contratto di espansione). Queste prestazioni, infatti, non godono per legge di alcuna rivalutazione e, pertanto, restano ferme negli importi corrisposti alla loro decorrenza.

PENSIONI MINIME:
Mentre per le pensioni minime degli over 75 è prevista una rivalutazione "eccezionale del 2,7%.
La manovra 2024 prevede la rivalutazione delle pensioni in rapporto all’inflazione. Verranno rivalutate al 100% le pensioni fino a quattro volte il minimo, al 90% quelle tra 4 e 5 volte il minimo e poi a scendere man mano che aumenta l’importo della pensione:

tra 2.101,53 e 2.626,90 euro: 85% del tasso, quindi l’aumento sarà dello 0,68%;
tra 2.626,91 e 3.152,28 euro: 53% del tasso, quindi lo 0,424%;
tra 3.152,29 e 4.203,04 euro: 47% del tasso, quindi lo 0,376%;
tra 4.203,05 e 5.253,80 euro: 37% del tasso, quindi lo 0,296%;
sopra i 5.253,81 euro: 32% del tasso, che quindi lo 0,256%.

CAMPAGNA RED:
Sempre nel decreto legge si prevede, infine, che il recupero delle prestazioni indebite correlate alla campagna di verifica reddituale dei pensionati relative al periodo d’imposta 2021 e alle verifiche reddituali del personale degli enti di ricerca relative al periodo di imposta 2020 sarà  avviato entro il 31 dicembre 2024.

Ulteriori elementi verranno chiariti dal testo che sarà consegnato in Parlamento. (19/10/2023-ITL/ITNET)

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