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IMMIGRAZIONE - REPORT MIGRANTES SU DIRITTO D'ASILO: 114 MILIONI PERSONE (6 MILIONI + 2022) COSTRETTE A FUGGIRE DAL PROPRIO PAESE. PAPA FRANCESCO: "OGNI ABITANTE DELLA TERRA SIA VERAMENTE LIBERO DI SCEGLIERE "

(2023-12-13)

  Oggi 114 milioni di persone (un abitante della Terra su 71 e, in cifra assoluta, sei milioni in più rispetto alla fine del 2022) non sono state libere di scegliere se restare. Perché sempre più numerosi sono i conflitti e sempre più gravi, in alcune aree del mondo, le situazioni di crisi economica o sociale e le difficoltà nel procurarsi cibo ed acqua, mentre si è sempre meno capaci, a livello globale, di gestire processi di pace e non lo si è ancora abbastanza nella salvaguardia del pianeta." Lo afferma il VII° REPORT 2023 sul Diritto d'Asilo della Fondazione Migrantes, con il quale si sollecita  uno sforzo congiunto dei singoli Paesi e della comunità internazionale per assicurare a tutti il diritto a non dover emigrare, ossia la possibilità di vivere in pace e con dignità nella propria terra.

"Un diritto non ancora codificato, ma di fondamentale importanza… Fino a quando questo diritto non sarà garantito – e si tratta di un cammino lungo – saranno ancora in molti a dover partire per cercare una vita migliore." afferma Papa Francesco nel messaggio "Liberi di scegliere se migrare o restare" per la GMMR 2023.

Eppure, fa presente il Report  "non si può fare a meno di constatare, con amarezza, che le politiche europee e del nostro Paese stanno facendo di tutto per limitare l’ingresso a chi è in cerca di protezione. Benché esso sia tutelato da stringenti convenzioni internazionali, si accumulano le nuove norme che rendono più difficile sia l’accesso al territorio sia la possibilità, per chi ce l’ha fatta ad arrivare, di essere realmente riconosciuto e preso in carico. 
Ciò avviene - tra l’altro - attraverso i sempre più diffusi processi di esternalizzazione delle frontiere, l’accrescersi delle liste di Paesi cosiddetti “sicuri”, l’erosione delle prestazioni di accoglienza, la contrazione delle tutele garantite ai minori stranieri non accompagnati, la costruzione di centri di confino e segregazione, gli ostacoli all’effettiva fruizione del diritto di chiedere asilo…"

Articolata nelle ormai tradizionali quattro sezioni “Dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa”, “Tra l’Europa e l’Italia”, “Guardando all’Italia” e “Approfondimento teologico”, la pubblicazione è curata da un’équipe di studiosi e operatori impegnati da anni al fianco di rifugiati e richiedenti asilo.
«L’augurio - scrivono nell’Introduzione le curatrici Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti - è che questo volume possa anche quest’anno aiutare a costruire un sapere fondato rispetto a chi è in fuga, a chi arriva a chiedere protezione nel nostro continente e nel nostro Paese. E che ci aiuti a restare o ritornare umani, capaci finalmente - come diciamo nel titolo - di creare condizioni reali, e non solo di prospettiva a cui tendere, perché le persone siano libere di scegliere se migrare o restare».

Prima parte - Dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa

2022-2023: Solo passi indietro?

- Il conflitto in Ucraina scoppiato nel febbraio 2022 ha contribuito all’aumento del nume-ro di persone in fuga da guerre, conflitti, persecuzioni e diritti negati, che ha superato a livello globale i 110 milioni a metà 2023. Di questi, circa 35 milioni si trovano nel 2023 fuori dei confini del proprio Paese, alla ricerca di protezione e sicurezza. La maggior parte, circa il 70%, rimane in Paesi confinanti, e solo una piccola parte inizia un lungo e pericolo-so viaggio verso l’Europa, che continua a presentare un’assoluta carenza di canali di ingresso legali e sicuri. Sono stati infatti poco più di 500 mila gli ingressi irregolari in Europa tra il 2022 e il 2023, mentre sono state più di un milione le richieste d’asilo presentate nello stesso periodo.

Il I° capitolo del nuovo report su Il diritto d’asilo fa il punto sugli andamenti del 2022 e dei primi nove mesi del 2023, portando l’attenzione sulle rotte di ingresso, le domande d’asilo presentate e le forme di protezione riconosciute in Europa e in Italia, e discutendo l’intrecciarsi di motivazioni che spingono le persone a fuggire dal proprio Paese alla ricerca di protezione e sicurezza.

Le frontiere esterne dell’UE: una tragedia annunciata
Mette in evidenza il Report " Invece di creare vie di fuga sicure, organizzare una rapida accoglienza e distribuzione di tutti coloro che cercano pro-tezione alle frontiere esterne dell'Unione Europea e sviluppare procedure efficaci per documentare e prevenire le viola-zioni dei diritti umani ai confini, l'UE e i suoi Stati membri continuano a perseguire una politica di isolamento e di esclusione. I piani di "riforma" del Sistema europeo comune di asilo (CEAS) non promettono alcun miglioramento, tanto più se si analizzano le attuali prassi alle frontiere esterne dell'Unione, in particolare in Spagna e in Grecia.
L'adozione della pessima riforma del CEAS non farebbe altro che legalizzare le continue violazioni della legge alle fron-
tiere esterne europee e aggravare ulteriormente la situazione dei diritti umani. Quindi non c'è dubbio: al momento, meglio nessuna riforma che questa" concludono le autrici.

Seconda parte - Tra l’Europa e l’Italia

Le sfide del diritto d’asilo: una conversazione di Duccio Facchini con Gianfranco Schiavone

Rispondendo alle domande del giornalista Facchini, lo studioso di migrazioni internazionali Schiavone ha denunciato la progressiva erosione del diritto d’asilo nell’attuale contesto europeo, a partire dai casi in cui le violazioni – una volta venute alla luce – sono state giustificate quali condotte più o meno isolate, mentre le dichiarazioni ufficiali si affrettavano a sottolineare che sarebbero state assunte misure idonee affinché queste violazioni non si ripetessero.
Siamo poi passati a violazioni più dirette ed esplicite, fino alla diffusione di interpretazioni iper-restrittive delle norme vigenti" afferma Schiavone, che sostiene:
La politica europea verso i rifugiati è principalmente quella del respingimento dei richiedenti asilo alle frontiere e dell’esternalizzazione dei confini, con accordi bilaterali che non rispettano i diritti umani, quali quelli con la Libia, il Sudan e il Niger. Il diritto di soccorso in mare, inoltre, viene ostacolato e si susseguono normative che criminalizzano le ONG che salvano vite umane»: è il punto di vista di chi è arrivato come rifugiato in Italia e ora, per voce dell’associazione UNIRE (Unione nazionale italiana rifugiati ed esuli), prova a dare una lettura delle politiche europee sui rifugiati."

Terza parte - Guardando all’Italia

Fuori dall’accoglienza: dalla ricerca di riconoscimento alla trappola dell’adattamento forzato

- Che cosa pensano i migranti del sistema di accoglienza italiano? Quali riflessioni porterebbe la loro esperienza diretta? Come interpretano le diverse pratiche d’accoglienza, dall’arrivo alla possibile integrazione? Rispondono ai loro bisogni, urgenze, desideri? Che idea hanno dei loro percorsi nei diversi “sistemi” di accoglienza? Quale significato attribuiscono a pratiche e servizi?  Potendosi esprimere, come vorrebbero l’accoglienza? Queste e altre domande che finora non aveva-no mai ricevuto risposta (né il dibattito pubblico le aveva mai affrontate) sono state esplorate dalla ricerca “Sinapsi” (sostenuta dalla Fondazione Migrantes e condotta tra il 2018 e il 2022) interpellando direttamente migranti che hanno fatto esperienza di diversi sistemi di accoglienza. Attraverso focus group e interviste sono state raggiunte oltre 350 persone in tutte le regioni italiane, grazie anche alla rete degli enti di tutela della rete Europasilo, che ha permesso di dialogare con diversi gruppi di migranti: da coloro che stavano vivendo accoglienze nel SAI (Sistema di accoglienza e integrazione) a coloro che, fuori da ogni sistema, soffrivano condizioni di sfruttamento lavorativo, da gruppi di esclusi dai sistemi a seguito dei decreti  a persone che, durante la pandemia di COVID-19, stavano perdendo la loro fragile
autonomia lavorativa, da persone accolte in grandi centri governativi e in CAS ad altre che vivevano in “ghetti” auto-organizzati.
I migranti interpretano i messaggi che arrivano loro dalla società e dalle istituzioni, e quelli che percepiscono sono  segnali di “divieto”: non puoi arrivare, non puoi stare, non puoi fare, non puoi essere, non puoi diventare. Quindi non sei
(ancora) una persona e devi rinascere, ma “da solo”.

Le novità legislative in materia di diritto d’asilo in Italia nel 2023 -
Un contributo del nuovo report è dedicato ad alcune tra le più r ecenti misure normative e amministrative adottate durante l’anno nel nostro Paese, fra le quali: la previsione di restrizioni alla protezione speciale, di riduzioni delle pre-stazioni disponibili nei sistemi di accoglienza governativi in cui devono essere accolti tutti i richiedenti asilo non vulne-rabili (senza però adeguare il numero dei posti di accoglienza all’effettivo fabbisogno) e di ulteriori forme di tratteni-mento dei richiedenti asilo durante l’esame delle domande e di nuove procedure accelerate per le domande presentate in frontiera dai cittadini di Paesi d’origine “sicuri”; l’emanazione di un nuovo e più ampio elenco di questi Paesi “sicuri”, che di fatto ora riguarda l’80% dei Paesi d’origine dei richiedenti asilo in Italia; la proclamazione dello stato di emergenza nazionale.
Ancora, l’aumento a 18 mesi dei termini massimi complessivi del trattenimento degli stranieri respinti o espulsi; l’inclusione di tutte le donne tra gli ospiti delle strutture di accoglienza del SAI e la riduzione delle prestazioni del sistema di accoglienza per i minori non accompagnati over 16, che possono essere collocati in strutture per adulti; le deroghe alle procedure per il riconoscimento dell’età dei non accompagnati; e infine l’aumento della capienza dei centri governa-tivi di accoglienza, dimezzandone gli standard di abilità ordinaria, il che peggiora gli standard di abitabilità dei centri.

Uomini invisibili, esistenze in ostaggio: la tratta maschile attraverso la narrazione delle vittime -

I dati raccolti dalle principali organizzazioni internazionali rivelano un significativo aumento, negli ultimi anni, della percentuale di uomini e ragazzi identificati come vittime di tratta, per la maggior parte costretti a sfruttamento lavorativo nei Paesi di destinazione. Ciononostante, l’analisi del fenomeno e la previsione di interventi ad hoc per la loro tutela incontrano ancora significativi ostacoli.
Tre vicende, quelle di Ibrahim, Faysal e Musa, raccontano la vita complessa di coloro che si affidano a trafficanti che ne organizzano la fuga dal Paese d’origine e dei quali successivamente divengono ostaggio, in condizioni di assoggetta-mento e sfruttamento fino all’estinzione del debito che ne consentirà la liberazione. Le loro voci sono sommesse, ma
quando trovano il coraggio di sollevarsi la risposta del sistema di tutela e accoglienza è ancora troppo debole.

Ripensare l’accoglienza: una ricerca-azione nel Centro giovanile del Sacro Cuore di Gesù -

Il contributo presenta i risultati di un’indagine di taglio sociologico che nel 2022, a Roma, ha accompagnato i lavori di restauro del Centro giovanile del Sacro Cuore di Gesù, guidandone la ridefinizione degli spazi attraverso i desideri e le aspettative dei giovani rifugiati e italiani che “vivono” (oppure hanno vissuto) la struttura.
Dopo un questionario iniziale somministrato sia agli ospiti (attuali e del recente passato) sia ai volontari del Centro, i ricercatori hanno chiesto a oltre 50 giovani di “mappare” la loro quotidianità nella Capitale, disegnando quindi i percorsi e i contesti a cui fossero più affezionati e nei quali si riconoscessero. Si è poi passati a un’attività analoga, ma centrata non più sull’Urbe bensì sulla struttura oggetto d’indagine, mettendo su carta le lacune e i punti di forza del centro Sacro Cuore oggi, nonché una visione personale di come esso sarà (o meglio dovrà essere) domani.

Infine, il Report dedica l'ultima parte all'Approfondimento teologico "Abitare insieme il Mediterraneo"

Alla luce della recente visita di Papa Francesco a Marsiglia (22-23 settembre 2023), l’ormai tradizionale “approfondi-mento teologico” del rapporto Migrantes propone un itinerario di riflessione etico-teologica sul contesto del mar Medi-terraneo. Esso si offre come una cornice di significato dentro la quale è possibile rileggere i dati e le analisi contenuti nel report.
La prima parte del contributo affronta alcune obiezioni alla “teologia contestuale del Mediterraneo”. Si affronta poi la mediterraneità, prendendo spunto da alcuni fenomeni naturali e sociali che caratterizzano il Mare nostrum.
Infine, per offrire un collegamento più diretto con i capitoli precedenti, si parla di migrazioni e di fraternità tra gli abitanti del Mediterraneo, proponendo alcuni approcci per superare gli scogli che minacciano i rapporti tra i popoli e tra persone che si vedono fondamentalmente diverse.." (13/12/2023-ITL/ITNET)

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